13 Gennaio 2023

Roma-Genoa, l’analisi tattica: i giallorossi in controllo del gioco ma solo Dybala cambia lo spartito

L'analisi tattica del match vinto dalla Roma per 1-0 contro il Genoa grazie al gol di Paulo Dybala

Foto Tedeschi

Non senza fatica, la Roma si sbarazza del Genoa e approda al quarto di finale dove l’attende con ogni probabilità il Napoli rispettando il pronostico e dando continuità di risultati in questo prime 3 gare del nuovo anno. Prestazione interlocutoria, con note molto positive per più di un singolo (Ibanez e Bove su tutti) e una maledetta difficoltà di produzione offensiva ancora una volta nobilitata nel secondo tempo dal fuoriclasse più fulgido della tosa giallorossa e dal quale dipendono e dipenderanno le sorti di una stagione positiva ed eventualmente vittoriosa.

Moduli e sviluppi di gioco 

Per Mourinho un mini-turn over nel suo 3-4-1-2, con Kumbulla al centro della difesa (con Mancini e Ibanez) davanti a Rui Patricio, Bove in mediana con Matic. Gli esterni sono Zalewski a destra ed El Shaarawy sinistra, mentre sul fronte avanzato c’è Pellegrini alle spalle di Abraham e Zaniolo. Gilardino propone un inedito 3-5-2, dove davanti al molto reattivo Martinez ci sono Bani, Vogliacco e Dragusin, con Sabelli e Czyborra quinti a tutta fascia, mentre in mezzo Badelj detta tempi, con Sturaro e Galdames mezzali a rimorchio di Coda e Yalcin.

Primo tempo di controllo giallorosso senza esito

Con una pressione alta da subito sulla costruzione bassa genoana con i 3 avanzati Abraham, Zaniolo e Pellegrini, chiudendo linee passaggio per i mediani Badelj e Sturaro e lasciando il duello singolo tra gli esterni (Zalewski ed El Shaarawy escono altissimi su Czyborra e Sabelli) la Roma irrompe sul campo con autorità sin dagli albori della gara. Baricentro alto ieri, scalando sempre in avanti con i mediani Bove e Matic, autori di numeri importanti di recupero palla. La squadra trova altresì percentuali perentorie di possesso palla e supremazia territoriale, lasciando però al Genoa una pericolosa superiorità numerica in mezzo al campo che in fase di filtraggio quando l’avversario prende campo non sempre riesce ad essere efficace. Nonostante lo scalare in avanti in pressione sui riferimenti si riveli generalmente efficace, nelle 2 volte che i rossoblu riescono ad uscire con la palla tra le linee, fanno vedere che appoggiandosi bene su Coda possono ribaltare l’azione e sfruttare poi la superiorità numerica citata in mezzo al campo, lavorare sui sostegni e innescare la profondità centrale. Sul lato pratico, c’è comunque da dire che tra l’aggressione di Kumbulla e il lavoro sulle preventive di Mancini e Ibanez i pericoli finali rimangono circoscritti ma l’impressione è che talvolta basti veramente poco all’avversario per sfruttare momenti di disequilibrio quando la Roma si allunga. In fase di costruzione bassa trova Matic fonte del gioco, con Pellegrini che si abbassa sul centro-sinistra e Bove sul centro-destra, i giallorossi ai quali nonostante vengano concessi possesso e supremazia, sia la sola conclusione da fuori il fondamentale più pericoloso e una collezione infinita di calci d’angolo dove non è facile colpire palla per i saltatori capitolini per la disposizione totale a zona scelta dai liguri per ovviare al rischio di blocchi. Gli unici veri sussulti al doppio fischio che manda le squadre negli spogliatoi sono la traversa di Pellegrini e un’occasione stuzzicante per Yalcin. 

Ripresa che rivela l’immancabile dipendenza da Dybala

Si riparte con Dybala per Pellegrini acciaccato e con Zalewski ed El Shaarawy che dopo essersi invertiti nel finale di primo tempo si riappropriano delle fasce iniziali di competenza (Zalewski a destra ed El Shaarawy a sinistra), con un Bove magistrale che lotta e recupera palloni mettendo grande intraprendenza e veemenza in fase offensiva, guadagnandosi un cartellino giallo e paradossalmente l’avvicendamento con Cristante. Spinazzola rileva El Shaarawy, con Cristante in luogo di Bove la Roma perde in dinamismo nella fase difensiva. Gilardino inserisce forze fresche con Criscito, Strootman, Frendrup, in luogo di Czyborra, Sturaro, Badelj ma ci pensa Dybala, che finalmente decide di mettersi in proprio, a fare cadere l’equilibrio in campo inventando il diagonale decisivo. Mourinho con Celik per Zalewski diventa più difensivo, mentre Gilardino inserisce Puskas per Coda uguale, Galdames lascia spazio ad un più tecnico Aramu che sfiora il pari da fuori area. Questo è il campanello d’allarme decisivo, con Tahirovic per Zaniolo la Roma passa a 3 in mezzo(finalmente). Importante non difendere solo di posizione ma di mettere pressione al portatore, con la Roma che porta in porto i 3 punti e il passaggio del turno, obiettivo di serata, tutto sommato soddisfacentemente raggiunto.

Maurizio Rafaiani

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