6 Febbraio 2022

Roma-Genoa, analisi tattica: giallorossi compassati e poco brillanti, ma finale discutibile

Foto Tedeschi

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ROMA GENOA ANALISI TATTICA – C’è ancora il VAR tra la Roma e la vittoria, con l’ennesima decisione avversa del suo campionato, pesantemente condizionato nella sua classifica, ben oltre i demeriti tecnici che rimangono evidenti, ma non giustificabili; da parte dei giallorossi una gara non brillante, ma che pur nei minuti di recupero era stata sbloccata e vinta meritatamente ,con un avversario a dire il vero, in inferiorità numerica, ma comunque mai pericoloso nei 90 minuti di gioco.

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 MODULI E SVILUPPI DI GIOCO

Mourinho conferma il 5-3-2 di Empoli, con Smalling e i braccetti Mancini e Ibanez davanti a Rui Patricio, con Karsdorp e Maitland-Niles quinti; Cristante davanti alla difesa, con Mkhitaryan e Sergio Oliveira ai lati, a supporto di Abraham e Zaniolo; per Blessin un 4-2-3-1 molto tedesco negli sviluppi di gioco, sempre pronto a scalare in avanti sui riferimenti, con Hefti, Bani e Vanheusden davanti a Sirigu, ed Hefti e Vasquez esterni molto conservativi e bloccati, più dediti al sostegno che portati alla spinta; in mezzo Badelj e Sturaro formano una mediana di grande sostanza e peso, mentre Ekuban e Yeboah agiscono come esterni, sempre molto mobili, alle spalle di Destro, terminale avanzato; ad equilibrare il tutto ci pensa Portanova, proprio sotto Destro, che si butta negli spazi, e a sostegno della manovra offensiva.

PRIMO TEMPO STAGNANTE, DAI RITMI COMPASSATI

Si parte con il copione delineato della gara sin dai primi minuti, con il Genoa che aggredisce molto in avanti, un atteggiamento di pressione coordinata sui riferimenti avversari, con Portanova che va su Cristante, mentre Sturaro e Badelj attenzionano Sergio Oliveira e Mkhitaryan; nella gestione del possesso il Genoa é molto corto, raramente si allunga, e gioca combinazioni corte non forzando le giocate, e non verticalizza palla, se non sporadicamente ; la Roma subisce inizialmente il primo pressing, con una scarsa pulizia nella gestione palla, specie dopo la riconquista, ma ogni volta che riesce a superare questo primo pressing dei rossoblù le si aprono spazi illimitati dove potere entrare in velocità e distendersi, nella meta campo avversaria in maniera pericolosa; la gestione di tali transizioni viene però spesso vanificata dalla difficoltà nell’accompagnare le due punte da parte della squadra; ma dopo una prima parte del tempo interlocutoria, la qualità dei giallorossi riesce ad emergere, nonostante Sergio Oliveira venga sollecitato meno del solito, e i ritmi non siano elevatissimi; il Genoa, di fatto aldilà di una diligente pressione coordinata si fende pericoloso( e sarà così per tutta la gara)esclusivamente in occasione di mischie su calci piazzati; come altre volte Maitland-Niles a sinistra, non essendo di piede, tende ad accentrarsi, diventando leggibile da parte degli avversari, che lo attendono in densità e coperture, quando invece sarebbe opportuno che l’inglese guadagnasse la linea di fondo; cosa che invece fa con puntualità Karsdorp sull’out opposto, concedendo sbocchi importanti ; quando dopo quasi un tempo di gioco finalmente anche Maitland-Niles comincia a guadagnare il fondo campo, la Roma produce un finale di primo tempo dall’indice di pericolosità che si alza, in funzione della supremazia territoriale evidente, ma di fatto manca solo la zampata, la palla sporca che rimane nelle mischie.

RIPRESA CONFUSIONARIA, NONOSTANTE LA SUPERIORITÀ NUMERICA, CHE CULMINA NEL DISCUTIBILE FINALE 

Si riparte con uguali atteggiamenti e chiavi tattiche del primo tempo, con la gara che ritorna stagnante, e la necessità di cambiare qualcosa, attingendo dalle risorse alternative; dopo un erroraccio di Smalling (capocciata facile che non inquadra la porta), Blessin inserisce Amiri e Piccoli per Yeboah e Destro, mentre Mourinho rianima la squadra con l’innesto di Felix ed El Shaarawy per Sergio Oliveira e Maitland-Niles, virando su un 3-4-2-1 già visto, dove Zaniolo equilibra ripiegando in mezzo al campo in fase di non possesso, lasciando Felix e Abraham più liberi di mantenere i riferimenti più avanzati; i due ingressi in casa giallorossa inizialmente sortiscono l’effetto desiderato, con El Shaarawy che strappa esternamente, e Felix che balla sulla linea difensiva rossoblù,ed è proprio sul ghanese che Ostigard (che era subentrato all’infortunato Bani nel primo tempo) lascia i suoi in 10; Blessin inserisce Maksimovic e Melegoni per Portanova e Yeboah, compattandosi dietro in un 4-4-1,al quale diventa importante portare un forcing al quale partecipino anche i braccetti, sollecitati ad entrare dentro al campo e creare ulteriore superiorità numerica; Mourinho, a differenza del tecnico avversario, ha ancora a disposizione tre cambi, ma se ne gioca solo uno, con Veretout che subentra a Karsdorp, con Mkhitaryan che si muove sul centrodestra formando la catena con Mancini e Felix ,mentre a sinistra è El Shaarawy a interagire con Ibanez e Zaniolo; la Roma crea e schiaccia il Genoa ma il gol non arriva, e quando Zaniolo decide di mettersi in proprio e inventare l’azione travolgente che lo porta a battere Sirigu, cancellando una settimane di polemiche e interpretazioni non necessariamente richieste, ci pensa Abisso (ma in primis Nasca) a ricordare a tutti i presenti che i lieto fine, a certe latitudini, non sono nell’ordine delle cose. ….

Maurizio Rafaiani

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12 commenti

  1. Mikele ha detto:

    Il Genoa ha fatto una partitona: ben messa in campo e con tanta prestanza fisica e forza di volontà. Sulle palle lunghe per sfilacciare la densità genoana abbiamo sentito l’assenza di Dzeko; Abraham è mobile e dotato tecnicamente, ma non mi sembra una prima punta assatanata e in grado di fare da torre difendendo palla e facendo a sportellate con i centrali avversari. Forse dovrebbe giocare un pò più indietro, magari con Shomurodov da terminale.

  2. Frank ha detto:

    Se al 90mo vinci 3 a 0 contro una squadra in 10, te ne freghi che annullano il gol di Zaniolo.

  3. Mikele ha detto:

    Appunto! Con questa attuale disposizione in attacco avremo sempre tante, troppe difficoltà a segnare, anche se gli avversari giocassero in 9.

  4. Vincent Vega ha detto:

    Mamma mia che mediocrità…Posto che questa gente assomma il terzo monte ingaggi, una disfatta totale: la Roma è dietro a Inter, Milan, Napoli, Juventus, Atalanta, Lazio. Sostanzialmente ultima tra le squadre che per status/ricchezza dovrebbero essere le sue rivali. Dietro c’è praticamente il nulla, Fiorentina, Torino, Verona, Empoli, Sassuolo…Ma di cosa parliamo proprio…

  5. Cris ha detto:

    Dal punto di vista di gioco facciamo pena ma la cosa peggiore è che non abbiamo ritmo.

  6. LUCIANO SIBIO ha detto:

    I Friedkin pensavano da furbetti ,non potendo fare campagne acquisti eccezionali con la Roma,di risolvere il problema ingaggiando un grande allenatore come Mou,accendendo così gli animi ma spendendo il meno possibile. E invece così hanno peggiorato le cose perchè il grande allenatore come Mou va bene con grossi giocatori,con rose d’eccellenza,per puntare a trofei di primo piano.Il grande allenatore come Mou
    non è idoneo a gestire giocatori mediocri in cerca di identità o giovani emergenti e i risultati,ahimè,sono peggiori di quelli che avremmo avuto se prendevano Andreazzoli. Adesso si sono portati con le loro stesse mani a un bivio o si comprano a giugno i veri giocatori per competere ad alti livelli,oppure se ne andrà Mou e di corsa,e a loro resterà il cerino in mano,e vedrai che smetteranno pure di andare all’olimpico,come fece Pallotta per non ricevere le pernacchie.

    • Giorgio ha detto:

      Sono d’accordo con la tua analisi, però non credo che i nostri sono calciatori mediocri, probabilmente è che Mourinho abituato al top del top non si ritrova con calciatori alcuni buoni, alcuni normali, altri appena sufficienti, Mourinho a me sembra uno non molto tattico, lui avendo sempre allenato la crema della crema forse pensa che nel calcio la tattica conta poco o niente.
      Purtroppo stiamo vedendo invece che non è così, perché una buona squadra una squadra complessivamente diciamo da 7 può diventare da otto se viene supportata da un sistema di gioco, se invece una squadra da 7 non è supportata dal gioco è facile che diventa da 5 ossia una squadra mediocre

  7. Giorgio ha detto:

    Ma secondo me i demeriti tattici superano di gran lunga quelli tecnici nella Roma

  8. elconde ha detto:

    La rosa è completamente svalutata: e mo chi se vendono a giugno?

  9. MARCO TRIONFALE ha detto:

    Era indispensabile acquistare un regista dopo che il mister ne ha bocciati tre (Villar, Diawara, Darboe). L’acquisto di Olivera non è risolutivo. Eppure ci stavano addetti ai lavori che conoscevano i requisiti del giocatore