16 Gennaio 2023

Roma-Fiorentina, l’analisi tattica: giallorossi fluidi, sfruttano i momenti di gioco

La Roma è concentrata e fluida, legge bene i movimenti ma soprattutto i momenti di gioco, alternando una pressione alta ad un ripiegamento completo

Foto Tedeschi

Continua il rientro positivo dalla sosta per la Roma di Mourinho, al terzo clean sheet casalingo consecutivo, al diciannovesimo sold-out consecutivo dell’Olimpico, ma soprattutto ai 3 punti che avvicinano l’obiettivo vitale fi stagione, quel quarto posto vitale per i conti e per dare un senso ad una stagione dove ancora tutto può succedere.

MODULI E SVILUPPI DI GIOCO 

Mourinho perde Zaniolo affidandosi ad un tridente offensivo composto da Pellegrini alle spalle di Abraham e Dybala, con alle spalle una mediana dove i progressi recenti di Bove lo vedono guadagnare i galloni da titolare a fianco di Cristante; nei 5 di difesa gli esterni sono Celik e Zalewski, mentre Kumbulla rileva lo squalificato Ibanez sistemandosi braccetto di sinistra, con Mancini destra e Smalling centrale, davanti a Rui Patricio; Italiano prosegue nel suo 4-2-3-1 con Bonaventura equilibratore e di raccordo tra i reparti avanzati, davanti ai due mediani Duncan e Amrabat ,sistemandosi alle spalle di Jovic; le catene terzino-punta esterna a piede invertito sono a destra Dodò e Ikonè, mentre a sinistra sono Biraghi e Kouame i centrali difensivi davanti a Terracciano sono Igor e Milenkovic.

PRIMO TEMPO IN CONTROLLO, CHE SVOLTA SULL ESPULSIONE DI DODO’

L’avvio di gara non ha ritmo particolarmente elevati per entrambe le formazioni, ma come sempre sono le fasi di non possesso ad evidenziare gli atteggiamenti tattici scelti dai rispettivi tecnici; entrambe a scalare alte sulla costruzione bassa avversaria, con alcuni giochi delle coppie, dove Bove va su Duncan, ma l’aspetto più interessante è vedere la costruzione a 3 dei viola, con Amrabat che si apre sul centro-destra con Dodò che nonostante sia il terzino destro va dentro al campo a giocare, con Biraghi a sinistra e Ikonè a destra che danno l’ampiezza; la Roma è concentrata e fluida, legge bene i movimenti ma soprattutto i momenti di gioco, alternando in base ai momenti, una pressione alta ad un ripiegamento completo e compatto sotto palla quando l’avversario prende campo; un altra particolarità della gara sono le palle inattive a favore della Roma che la Fiorentina, conoscendone la pericolosità gestisce tenendo la linea molto alta e fuori area, in modo da non portare i saltatori giallorossi a colpire dentro i 16 metri ; un Bove talvolta indeciso e impreciso riesce comunque a incidere sugli sviluppi di gioco soprattutto in termini di recupero palla, mentre alcune diagonali lunghe di Kumbulla si rivelano provvidenziali nel risolvere alcuni tagli interessanti degli avanzati viola; quando a metà tempo Dodo incappa nel secondo giallo, e Italiano passa a 3 dietro, in una sorta di 3-2-4-1 è  solo una soluzione momentanea, perché di li a poco con Venuti torna a 4 dietro dietro, esce Duncan con Bonaventura in mediana; la Roma gestisce, ma non tira, perché sono troppo pochi i palloni, giocati da Dybala e Pellegrini, con Zalewski molto più sollecitato rispetto ai giocatori di maggior qualità; e quando cominci a toccare con mano questa impalpabilità il campo comincia a parlare, attraverso il fendente di Dybala, che nasce da una palla recuperata da Celik, servita profonda per la sponda di Abraham che l’asso argentino tramuta in oro, facendo capire come esista  una Roma vincente in sua presenza e una in imbarazzo in sua assenza.

RIPRESA ACCADEMICA,SENZA RISCHI E SIGILLO FINALE

Si riparte con Italiano che migliora la sua qualità offensiva e di rifinitura con Barak e Gonzalez per Ikone e Jovic, in una sorta di 4-2-3 ; di contro la Roma al rientro in campo vuole gestire la superiorità numerica, ma ci vuole più qualità nel possesso, fondamentale che tranne Dybala, con l’uscita di Pellegrini riesce a dare; Bove al terzo fallo in 5 minuti, e i tempi sono maturi per monetizzare, con Matic che lo avvicenda, e Spinazzola che fa rifiatare l’imperioso Zalewski di serata; e diventa ora decisamente importante l’innalzamento della qualità, anche e soprattutto per via degli avanzati viola che inibiscono sempre le linee di passaggio verso i mediani giallorossi ; Tahirovic per Pellegrini e Mourinho vira verso un conservativo 5-3-2, riportando più ordine in un possesso palla contraddistinto da troppi passaggi all’indietro di questo secondo tempo, dove bastava trovare la verticalità (come nel secondo gol) ; passerella finale per i cambi più insignificanti della gara, con Castrovilli per Bonaventura, e l’esordio di Solbakken, con Belotti, in luogo di Dybala e Abraham, con i giallorossi che terminano indenni l’incontro, senza mai rischiare nulla, con un Matic sempre più leader.

Maurizio Rafaiani

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1 commento

  1. Alessandro ha detto:

    La Fiorentina meritava di piu’ come il Bologna come tuttr le partite vinte in casa.Non abbiamo un gioco.Potremmo attaccare per360 minuti consecutivi e senza invenzioni di Djbala e qualche rigore e qualche spizzata su corner dei difensori non segneremmo mai e poi mai.