• Roma-Fiorentina, l’analisi tattica: avvio illuminato da Dybala, secondo tempo di sofferenza

    Redazione RN
    11/12/2023 - 8:10

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    Roma-Fiorentina, l’analisi tattica: avvio illuminato da Dybala, secondo tempo di sofferenza

    ROMA FIORENTINA ANALISI TATTICA – La Roma non perde e mantiene vive le speranze nella rincorsa Champions. Non ci sono più aggettivi per definire i giallorossi una squadra viva, con un’anima e una capacità di soffrire quando necessario. Tale merito non può che essere ascritto a José Mourinho, sempre più dentro l’universo giallorosso. Nonostante un’ora di gioco in inferiorità numerica la squadra ha saputo reggere l’onda d’urto dei viola, con uno Stadio intero che ha saputo supportare e stimolare il gruppo nel finale di gara.

    Moduli e sviluppi di gioco

    Nel suo 3-5-2 odierno Mourinho ritrova Rui Patricio tra i pali, Mancini, Llorente, N’Dicka centrali, con Kristensen e Zalewski sugli esterni, le mezzali Cristante e Pellegrini con Paredes al centro e la coppia offensiva Dybala e Lukaku. Italiano opta sempre più per un 4-2-3-1 con Terracciano tra i pali, Kayode e Biraghi terzini, Martinez Quarta e Ranieri centrali. In mediana Arthur e Duncan si completano e alimentano le due fasi alle spalle dei trequartisti Ikoné, Bonaventura e Kouamé alle spalle di Nzola.

    Primo tempo dove Dybala, per osmosi, diventa la Roma stessa

    Con Ikoné su Paredes, Italiano si gioca tatticamente la sua gara sfacciata di e propositiva, con un baricentro e un atteggiamento molto alto nell’andare a prendere una Roma che al contrario gestisce l’attesa mantenendo un baricentro molto basso. La partita dei giallorossi dura 30 minuti, quelli della presenza in campo di Dybala, che apre le danze con una combinazione avviata da lui stesso, con la quale si presenta in rifinitura per innescare Lukaku con un tracciante sublime di esterno sinistro da posizione laterale che il belga capitalizza immediatamente. Il vantaggio giallorosso rende ancora più evidente lo stato d’attesa, con la Roma rintanata nella sua metacampo, che esce coi quinti sui terzini viola, mentre le due mezzali Cristante e Pellegrini attenzionano Duncan ed Arthur.

    Quando Dybala fallisce di un soffio il raddoppio e poco dopo abbandona il campo (Azmoun al suo posto) per infortunio la Fiorentina prende definitivamente supremazia territoriale della gara con sviluppi di possesso imperniati sul “do e vado”, interscambi tra i trequartisti, mentre in fase di non possesso aggrediscono subito dove perdono palla. La Roma difende ordinata, perché sa che se superi la prima pressione trovi spazi importanti e i giallorossi hanno sempre una buona transizione, perché sul recupero palla trova sempre subito il raccordo con Dybala, la cui uscita provoca un contraccolpo evidente nella squadra, che subisce gradualmente il serrare ritmi e manovra avvolgente per recuperare degli uomini di Italiano, con quelli di Mourinho che dimostrano di sapere soffrire, ma che si limitano a compattarsi davanti all’area, con un sottopalla totale anche con i due attaccanti e con il fine primo tempo è un apnea.

    Ripresa in balìa, ma capacità di sofferenza encomiabile

    Si riparte con gli stessi 22, ma anche con lo stesso scenario col quale il primo tempo si era concluso, con i giallorossi che corrono troppo a vuoto dietro il palleggio viola, troppo passivi, poco aggressivi sul portatore palla, con un recupero palla figlio di loro errori più che di nostro atteggiamento di recupero. Alza bandiera bianca anche Azmoun e dopo il secondo avvicendamento obbligato (subentra El Shaarawy) la serata di follia si sposta dall’infermeria all’aspetto disciplinare, con una follia di Zalewski (già ammonito) che lascia in 10 i suoi, con El Shaarawy che passa quinto a sinistra (5-3-1). La galleria degli orrori si compie, e completa, quando Martinez Quarta non fa rientro sulle retrovie dopo un corner e staziona in area dove prolunga in maniera vincente un tracciante dalle corsie esterne, un fondamentale sul quale la Fiorentina sviluppa molto (ma con esiti sempre irrilevanti).

    Italiano sente la preda ferita e con le sostituzioni di Gonzales per Ikoné e Sottil per Bonaventura, mette peso per valorizzare i cross a centro area, mentre con Maxime Lopes per Kayode migliora il palleggio e va a 3 dietro. Pellegrini è poco brillante e non ha i 90 minuti nelle gambe e Bove fa il suo ingresso in campo necessario. Quando Lukaku compie una follia facendosi espellere, la gara sembra segnata nella sconfitta, ma la capacità di soffrire della Roma si materializza nell’ultimo quarto di partita, con Rui Patricio che completa la sua prestazione di spessore, seguito a ruota dai suoi compagni, che reggono fino al 97esimo la doppia inferiorità, mantenendo al triplice fischio il piazzamento europeo in coabitazione con il Bologna, prossimo avversario.

    Maurizio Rafaiani

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