Roma-Feyenoord, le pagelle: Svilar da ‘Mile’ e una notte. Pellegrini disegna una poesia

Teresa Tonazzi
23/02/2024 - 23:04

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Roma-Feyenoord, le pagelle: Svilar da ‘Mile’ e una notte. Pellegrini disegna una poesia

ROMA FEYENOORD PAGELLE – Mamma, le coronarie. Ci sono voluti i calci di rigore per dare alla Roma l’accesso agli ottavi di finale (domani i sorteggi). Un altro 1-1, con reti di Gimenez e Pellegrini, neppure i supplementari hanno decretato un vincitore, stavolta il dischetto ha parlato e ha detto giallorosso. Serata super di Mile Svilar.

Roma-Feyenoord, le pagelle

Ha disinnescato due azioni pericolose durante la gara, Mile Svilar, ma soprattutto ha praticamente ‘deciso’ i calci di rigore, parandone ben due. Bene la difesa, bene il centrocampo, bene l’attacco. Bravi tutti, il gol del momentaneo svantaggio è frutto di un rimpallo, ma la Roma sostanzialmente rischia poco, sa soffrire, come direbbe De Rossi. E trova il pari con un eurogol di Pellegrini. Un primo tempo forse migliore del secondo, ma le occasioni non sono mai mancate, forse è venuto meno un pizzico di cinismo (e fortuna) su un paio di palloni gestiti da Lukaku.

I voti ai giallorossi

Svilar 9: “Ho lavorato tutta la vita per un momento così”, il momento è arrivato. Quel momento da notte stellata. Beffato da un rimpallo poco dopo aver allacciato i guanti, non ci sta, sfodera qualche trucco di magia su Wieffer. Nel primo tempo è il suo unico problema. Dopo 112 minuti è lucido per mettere una pezza dove serve. E poi si supera ai calci di rigore, negando il gol ad Hancko e Alireza.

Karsdorp 5,5 : Ha benzina e la sfrutta, prova addirittura a prendere la mira per colpire da ex, ma spara altissimo. Esce all’intervallo piuttosto nervoso e con qualcosa da dire alla panchina olandese (Dal 66′ Celik 6: Servono forze fresche, gli si apre la corsia che porta verso la porta, il suo cross è troppo sul portiere).

Mancini 7: È una gara solo per chi è bravo a lavorare sotto pressione, Gianluca si destreggia tra coperture e qualche iniziativa avanzata. Provvidenziale la chiusura su Ueda in scivolata.

Llorente 6: Che non sarebbe stata una partita da strette di mano lo sapevamo, Diego e compagni alzano la voce dopo un sospetto intervento in area proprio sullo spagnolo. La sua partita, purtroppo, finisce anzitempo. Dopo un contrasto resta a terra dolorante alla testa, esce in barella. Forza, Diego, riprenditi presto. (Dall’85 N’Dicka 6,5: Se serve gioca, aveva detto De Rossi. Detto, fatto. Subito una gran chiusura, si prende un giallo molto severo).

Spinazzola 6: A tratti argento vivo. Si passa per lo più dalla sua parte nel primo tempo, è fresco e frizzante, fa intravedere discese che ci riportano alla mente dolci ricordi. Più di una volta manda al bar la difesa olandese. (Dal 105′ Angeliño 6: L’atteggiamento è di chi sa che serve concentrazione ed energia).

Cristante 6,5: È carico, si percepiva già alla vigilia. Si avventa come un rapace su un pallone di Pellegrini, non ci arriva di qualche centimetro. Perfetto il rigore.

Paredes 6,5: C’è da battagliare e soprattutto da tenere i nervi saldi, perchè oggi si gioca pure su quelli. Si fa trovare al posto giusto più e più volte. Apre la fase dagli undici metri, Leo, resta glaciale e non sbaglia.

Pellegrini 7,5: Non gli piace il silenzio che per un secondo è sceso sull’Olimpico al gol fortunoso di Gimenez. Ci pensa lui con un destro dalla distanza che sa di poesia. Poi in missione per il bis pesca Cristante con un cross disegnato e nell’azione successiva si mette di nuovo in proprio, scivolando sul più bello. (Dal 70′ Aouar 6: Gli serve un guizzo per darsi la carica, bello anche il rigore)

Dybala 6,5: Il suo autografo sull’Europa manca da un po’. Il suo approccio non è arrembante. In mezzo al campo però dispensa perle di calcio, come uno stop che andrebbe rivisto in slow-motion. Accelera nella ripresa, si guadagna punizione e corner nel giro di due minuti. Manda in volata ElSha davanti alla porta, il portiere interviene per un soffio. Non è per lui la sera dei miracoli, ma in campo ha dato tutto pure il parastinco, esce stanchissimo. (Dal 101′ Baldanzi SV: Ha una bella responsabilità in una gara del genere, Tommaso ci mette la personalità).

Lukaku 5,5: Se è vero che l’Europa è il suo giardino di casa Romelu si ritrova subito a dover tagliare l’erba, perchè c’è un risultato da sistemare. Lavora più che altro di sponda nel primo tempo. Nel secondo ha un paio di occasioni, ma si allunga il pallone al momento chiave. Ad un passo dai rigori il suo destro velenoso viene deviato in corner. E da quel corner spedisce di poco fuori di testa. La fortuna non migliora neppure dal dischetto, è suo l’unico errore giallorosso. Arriveranno serate migliori, non abbiamo dubbi.

De Rossi 7,5: “Manderò in campo chi penso possa farmi vincere”, la squadra nel primo tempo funzona, pressa alta, crea gioco e pericoli. Incassa uno svantaggio sfortunato e immeritato, rimedia pochi minuti dopo.

El Shaarawy 6: Tanta corsa, tanto movimento. Nel primo tempo manca qualche spunto. Nella ripresa si fa vedere di più, prende un colpo molto sospetto in area, per la direzione arbitrale niente da segnalare. Il portiere olandese gli strappa dal piede quello che sarebbe stato un gol simile all’anno scorso. Cambia pure modus operandi, ma il pallonetto è troppo alto. (Dal 90′ Zalewski 6: Entra fresco per i supplementari, parte due volte ma in offside. Però si prende la sufficienza per aver segnato il rigore che ha fatto esplodere l’Olimpico, con personalità).

De Rossi 7: “Manderò in campo chi penso possa farmi vincere”, la squadra nel primo tempo funziona, pressa alta, crea gioco e pericoli. Incassa uno svantaggio sfortunato e immeritato, rimedia pochi minuti dopo. Anzi, meriterebbe pure qualcosa in più. DDR dosa le forze, cambia quando servono nuovi input e sa motivare i suoi. “Non sentiamoci brutti anatroccoli, siamo forti”, nient’altro da aggiungere.

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  1. Karsdorp partita imbarazzante, Celik è riuscito a fare quasi peggio. Da quella parte siamo penosi. Lukaku non pervenuto. Se non lo metti davanti alla porta è inefficace e sbaglia pure il suo rigore. Dybala mai incisivo. Cristante spompato nel secondo tempo e il centrocampo ne ha risentito. Svilar ci fa passare il turno.

  2. L’avventura europea di DDR inizia sotto una buona stella, esorcizzando l’incubo dei rigori, e già questa è una grande notizia 👍
    La squadra è ben messa in campo, produce gioco ed occasioni ma poi, al solito, le energie si esauriscono e la fase difensiva mostra qualche crepa. Ma il successo, ancorché ottenuto solo ai rigori, è del tutto legittimo perchè la Roma, tra andata e ritorno, è stata nettamente superiore al Feyenoord.
    SVILAR 9: Salva il possibile 0-2 con una uscita coraggiosa e tempestiva, poi resta inoperoso fino ai rigori, dove diventa superman
    sKARSDORP 4: nomen-omen. Indolente (indispone persino i connazionali!), spesso fuori posizione e capace solo di retropassaggi che spesso mettono in difficoltà i compagni o lanciano a rete gli avversari (come in occasione dello 0-1). E’ il vero anello debole: sicuri che CELIK (6) sia più scarso? Il turco è certamente meno bello da vedere ma per dinamismo, applicazione in difesa ed intraprendenza in avanti sembra più attrezzato dell’olandese. Non mi sorprenderei se a breve DDR dovesse ribaltare anche questa gerarchia.
    SPINAZZOLA 6: da 7 il primo tempo, pieno di accelerazioni ed iniziative; da 5 il resto del match, nel quale cala vistosamente e concede spazio agli avversari, ogni qual volta venga sfidato in 1 contro 1. Fa spazio a ZALEWSKI (6) che sbaglia tutto il possibile, vanifica contropiedi interessanti facendosi trovare in off side ma si guadagna la sufficienza segnando con freddezza e tecnica il rigore decisivo
    MANCINI 7: impeccabile, malgrado Gimenez sia un brutto cliente. Preciso e corretto in marcatura, si concede qualche iniziativa alla Hujisen
    LLORENTE 6: partita ordinata e senza sbavature. Sembra in leggero calo, rispetto ad inizio stagione. Lo sostituisce NDICKA (6.5) che entra bene in campo, le prende tutte di testa e si mostra disinvolto anche in impostazione
    CRISTANTE 6: giostra in posizione meno avanzata del solito per contrastare il centrocampo muscolare del Feyenoord ma si rende cmq pericoloso con un inserimento che per poco non porta al vantaggio. Sbaglia alcuni appoggi semplici – cosa per lui inusuale – ma dal dischetto è perfetto
    PAREDES 6.5: da geometria al centrocampo e si propone sempre per la costruzione dal basso. Dal dischetto è una certezza.
    PELLEGRINI 7.5: primo tempo da top player assoluto, con gol, assist, passaggi filtranti e dinamismo. Cala alla distanza ed opportunamente DDR lo sostituisce con un AOUAR (6) che, dopo qualche minuto iniziale di rodaggio, si fa apprezzare per la tecnica e la capacità di gestire il pallone sotto pressione
    DYBALA 4.5: la delusione della serata. Da lui in queste partite è doveroso attendersi molto di più. Invece non sembra mai trovare la posizione in campo, forse anche perché Pellegrini ne limita la libertà di svariare. Cominciano ad essere troppe le partite che conclude senza mai provare il tiro. Lascia il posto a BALDANZI (6) che si fa notare per qualche buon fraseggio e per l’assist al 120imo a Lukaku.
    LUKAKU 5.5: fisicamente sembra un po’ appesantito ma corre cmq fino al 120imo, quando un miracolo del portiere del Feyenoord gli nega il gol vittoria. Il linguaggio del corpo col quale si è avvicinato al dischetto faceva presagire quale sarebbe stato l’esito del suo tentativo, che infatti è stato goffo ed ha richiamando alla mente gli errori di Zaza e Pellé agli europei. Urge riscatto, a partire dagli ottavi di finale
    ELSHA 6: si muove molto finchè ha energie ed offre sempre soluzioni in profondità per far salire la squadra. Da un suo sontuoso controllo scaturisce il gol di Pellegrini. Non sfrutta un paio di buone opportunità in area, sbagliando sempre la scelta sull’ultimo passaggio.
    DDR 7: schiera una Roma a sua immagine e somiglianza: con la vena grossa sul collo 😁, aggressiva e determinata a fare la partita. Lui per primo non sbanda dopo lo svantaggio, guida la squadra con empatia e centellina le sostituzioni leggendo bene tatticamente la partita. Lascia decisamente perplessi la scelta di insistere sul Karsdorp attuale, che è oggettivamente impresentabile; anche l’ostracismo verso Renato Sanches, l’unico in rosa a non aver giocato nemmeno un minuto, merita qualche spiegazione.

    1. Sono d’accordo con la tua analisi, ma riguardo Sanches, io credo che sia difficile per qualunque allenatore mettere in campo un giocatore, che sia dall’inizio o a partita in corso, quando sai che dopo 5/10 minuti ci sono buone probabilitá che dovrai toglierlo e usare un altro slot/sostituto.
      Non mi sento di condannare DDR per quello. Un peccato perché come sappiamo se il fisico lo assistesse, sarebbe un gran giocatore, ma neanche io rischierei a metterlo in campo se non in situazioni in cui bisogna recuperare uno svantaggio e non hai piú nulla da perdere/alternative di valore disponibili.

      1. Probabilmente è come dici.
        Magari Sanches lo vedremo dall’inizio in qualche partita di campionato, così nel caso lo si potrà sostituire…

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