Roma-Feyenoord, l’analisi tattica: giallorossi a due facce, primo tempo propositivo ma ripresa statica

Redazione RN
23/02/2024 - 9:58

L'analisi tattica del match vinto ai rigori dai giallorossi allo Stadio Olimpico

Getty Images
Roma-Feyenoord, l’analisi tattica: giallorossi a due facce, primo tempo propositivo ma ripresa statica

ROMA FEYENOORD ANALISI TATTICA – Per la quarta volta il Feyenoord lascia strada alla Roma in campo europeo. La prima volta di Daniele De Rossi in Europa davanti al suo pubblico è un inebriante playoff di Europa League che tutto ha tranne che un esito scontato. La lotteria dei calci di rigore, infausta a Budapest, sorride ai colori giallorossi. In una gara ancora una volta bifronte, la Roma deve interrogarsi affinché il fatto che la squadra disputa sempre due gare (opposte tra loro) in una non diventi una costante, ma che attraverso il lavoro e la didattica di campo si possa arrivare a dare continuità nei flussi di gioco e l’economia di squadra.

Moduli e sviluppi di gioco

Per De Rossi è sempre 4-3-2-1, con Mancini e Llorente centrali davanti a Svilar, Karsdorp e Spinazzola esterni difensivi. In mezzo Paredes detta i tempi con Cristante e Pellegrini mezzali a supporto dell’azione offensiva di El Shaarawy e Dybala ai lati di Lukaku. Slot recupera dal primo minuto gli assenti dell’andata e il suo undici aumenta in maniera esponenziale il suo valore spostando gli equilibri della gara di andata. Davanti a Wellenreuther ci sono Hanckho e Beleen centrali, con Geertruida e Hartman terzini, Maduro e Weiffer in mediana. Stengs a supporto dell’azione offensiva sotto Gimenez, mentre le punte esterne sono Paixao e Nieuwkoop.

Primo tempo in equilibrio, eccetto la produzione offensiva superiore dei giallorossi

La gara vede un Feyenoord aggressivo da subito, scala in avanti sui riferimenti andando uomo a uomo con particolari attenzioni di Maduro a Cristante mentre Wieffer lavora sulle coperture. Dopo pochi minuti, gli olandesi sono già in vantaggio con un tocco sotto porta casuale nonché rocambolesco di Gimenez. Il tutto dopo un’azione confusa, nata da un Karsdorp fuori posizione che agevola uno spazio ben sfruttato dagli uomini di Slot per pareggiare subito i conti dell’andata. La Roma, però, la rimedia subito con un capolavoro balistico di Pellegrini. Possesso e supremazia sono altalenanti tra le due squadre anche se la produzione offensiva della Roma sarà superiore nell’arco dei 90 minuti in una gara strana dove non ci sono tatticismi. Entrambe le squadre sono fluide e trovano sviluppi di gioco senza difficoltà fino ai 30 metri mancando della rifinitura finale. Mentre Gil Manzano gestisce la gara in maniera approssimativa, specie nella gestione dei cartellini, le squadre sono spesso lunghe perché quando c’è opportunità il Feyenoord va subito davanti da Gimenez negli spazi profondi giallorossi. Sulla metà campo opposta Dybala si tira fuori dalle attenzioni di Hartman e Cristante si inserisce bene in quello spazio tra il centrale difensivo di sinistra e terzino, con Paixao che ripiega molto ad aiutare la catena di sinistra. Quando il Feyenoord attenziona Paredes in costruzione, l’argentino va via e viene Cristante a costruire, Pellegrini svaria a tutto campo negli spazi a ridosso di Lukaku mentre El Shaarawy equilibra il tutto con grande disciplina tattica 

Ripresa più statica col passare dei minuti, pesa l’importanza della posta in palio

Si riparte con gli stessi 22, con la Roma che trova difficoltà nel prendere campo nonostante una costruzione del possesso, abusando troppo del passaggio all’indietro con poco raccordo tra le linee e col vertice Lukaku. Dybala, invece, viene colpito in maniera scientifica a tutto campo dall’ avversario di turno con gli olandesi che cercano di soffocare la pericolosità dei giallorossi. Dopo un’ora di gioco arrivano i primi cambi, con Slot che inserisce Zerrouki e Ivanusevic per Stengs e Paixao (cambi più offensivi) a cui la Roma risponde con un Celik più difensivo e Aouar per un acciaccato Pellegrini. El Shaarawy, perfetto in fase di equilibratore, si rivela disastroso in più di una gestione finale nella metacampo avversaria, agevolando la fase difensiva degli olandesi che per tutta la gara sono riusciti a chiudere la linea di passaggio dall’esterno verso il centro del campo a cercare Lukaku. I cambi del finale di gara sono Zalewski per El Shaarawy, Ndicka per Llorente mentre Slot inserisce Minteh e Ayase per Gimenez e Nieuwkoop. La gara rimane in bilico fino al 90, anche perché la Roma ha più di una gestione infelice del quarto di gara Finale, con Zalewski che riesce ad andare in fuorigioco e sbagliare ripartenze facili in più occasioni e sul diagonale di Lukaku si spegne la gara dei 90 minuti regolamentari. Nei supplementari, privi di sussulti, i cambi sono inevitabili, con Baldanzi in luogo di Dybala e Angelino per Spinazzola, ma bisogna ricorrere ai calci di rigore per decretare la vincente.

Maurizio Rafaiani

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  1. Contentissimo che la Roma abbia superato il turno
    ma quanta sofferenza davanti ai 67000 ( la tifoseria offre sempre lo spettacolo piu’ bello ).
    Credo che bisogna tirare piu’ in porta anche da fuori area…
    purtroppo manca un alternativa a Lukaku e se Lukaku non brilla questo e’ un grosso problema…
    abbiamo fatto solo 2 tiri nello specchio avversario … ( TROPPO POCO)
    spero inoltre che per l’anno prossimo si torni a fare il ritiro al fresco in montagna come si deve .
    FORZA ROMA !!!
    SEMPRE!!!

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