26 Maggio 2022

Roma-Feyenoord, l’analisi tattica: compattezza, ordine e cinismo. Così Mourinho ha alzaato la coppa

Foto Tedeschi

ROMA FEYENOORD ANALISI TATTICA – Le immagini della festa nell’Urbe, di tutto lo Stadio Olimpico in versione 17 Giugno 2001,così come il Circo Massimo, sono queste le fotografie di come Roma-Feyenoord potesse sembrare ad uno sprovveduto, un punto di arrivo; ma in realtà è un punto di partenza, ed è lo sguardo risoluto di Pellegrini nelle interviste in campo a fine gara che sdogana definitivamente la vecchia Roma di questi ultimi 4 anni, una squadra senza attributi, ambizione, incapace di volere ed ottenere nulla, dal basso di un autostima inesistente, e l’incapacità cronica di non vincere mai l’inerzia negativa degli eventi ; Mourinho è riuscito dove tutti avevano fallito, compattando in maniera incredibile un ambiente isterico e diviso da decenni, dando ad un gruppo spirito di corpo, senso di appartenenza, dignità, orgoglio, e consapevolezza reale nei suoi mezzi.

MODULI E SVILUPPI DI GIOCO

Mourinho ha atteso il recupero di Mkhitaryan, e la prima maglia comunicata in conferenza stampa è la sua, a fianco di Cristante, con Pellegrini vertice alto di una mediana a supporto di Abraham e Zaniolo ; e l’altro blocco davanti a Rui Patricio (che si rivelerà decisivo) rimane composto da Smalling, con Mancini e Ibanez braccetti, e Karsdorp e Zalewski quinti; per Slot un 4-4-2 organizzato, soprattutto in fase di possesso, con Senesi e Trauner davanti a Bijlow, con Geertruida e Malacia terzini di spinta ; in mezzo Aursnes e Kokcu dettano i tempi, con Til sotto Dessers, e Sinisterra e Nelson punte esterne alte.

PRIMO TEMPO DI POSSESSO OLANDESE E ORDINE DIFENSIVO GIALLOROSSO

Si inizia in maniera un po’ caotica da entrambe le parti,ma per il Feyenoord é più un momento di rodaggio iniziale che sfocia ben presto in un armonico ma frenetico possesso palla,ben scaglionati,ritmo e molta aggressività in avanti alla ricerca immediata della riconquista palla; l’inizio degli uomini di Slot si fa preferire nella gestione e circolazione, che porta ad una supremazia territoriale, rotta dai break della Roma che punta sui duelli individuali per poi ripartire davanti; gli olandesi costruiscono a 3,ora alzando il terzino destro Geertruida, ora anche quello sinistro Malacia, abbassando tra i due centrali Aursnes o Kokcu, in base alle attenzioni che Pellegrini porta alla fonte di gioco avversaria; la Roma nonostante ciò soffre di fatto poco o nulla, entrando bene sia coi traccianti in uscita dentro al campo, sia trovando i cambi di gioco sui quinti Zalewski e Karsdorp coi quali trovare campo e sbocco offensivo; quando, dopo un avvio impreciso in fase di impostazione, Mancini si resetta pescando Zaniolo a centro area che con un movimento trasversale elude la marcatura di Trauner (fuori tempo nella lettura della palla aerea, un errore molto pacchiano a questi livelli) e del centrale di sinistra Senesi, la Roma trova il gol che le dona tranquillità e consapevolezza ; incrinatasi nel primo quarto di gara, dove già l’uscita dal campo di Mkhitaryan (giusto metterlo in campo, ma altresì attendibile nella ricaduta dall’infortunio patito, ma sempre meglio rischiarlo subito per non bruciarsi un cambio nel caso di ingresso dalla panchina) aveva ulteriormente aggravato il correre a vuoto sul possesso palla dell’avversario, sempre vicini e ben scaglionati; ma d’altra parte, la necessità da parte della Roma di abbassarsi sempre a 5 per fronteggiare i 4 offensivi avversari, condizionava un recupero palla poi ad una distanza dalla porta avversaria considerevole, diventando importante avere Zalewski a strappare a sinistra per obbligare il Feyenoord a ripiegare all’indietro; primo tempo con poche emozioni e conclusioni pericolose, che fa da preludio ad una ripresa scoppiettante 

RIPRESA DI ORDINE E COMPATTEZZA GIALLOROSSO, E CAPITALIZZANDO IL VANTAGGIO 

La Roma rientra un po’ mollo, col Feyenoord più reattivo, laddove diventa vitale reggere l’urto del momento, sacrificarsi in fase difensiva tutti, vicini e compatti, con Smalling e Ibanez che a più riprese si immolano a difesa della porta o con stacchi aerei, e Cristante sempre perfetto nei posizionamenti preventivi e seconde palle ; i giallorossi faticano,con Mourinho che opera i primi aggiustamenti, con Veretout e Spinazzola per Zaniolo e Zalewski, virando per un 3-5-1-1 con Pellegrini a supporto di Abraham ; il possesso degli uomini di Slot ha una grande frequenza e continuità e ritmo, ma sbatte sistematicamente sul muro difensivo eretto da Smalling, Mancini, Ibanez, così come nei momenti in cui i giallorossi recuperano palla un encomiabile Abraham fa respirare i suoi, così come la corsa di Spinazzola; Slot diventa ancora più offensivo, con Linssen e Pedersen in luogo di Nelson e Trauner,portando tutti avanti, centrali compresi, con la Roma che non ha più corsa per attaccare la profondità ma solo per appoggiarsi su Abraham; nell’ultimo quarto di gara Karsdorp va in difficoltà, anche perché il Feyenoord attacca molto il corridoio tra lui e i 3 centrali, e Slot le prova tutte inserendo Walemark, e virando su un super offensivo 4-1-5; i cambi finali sono statistici, fuori Kocku, mentre Mourinho inserisce Shomurodov e Vina per Abraham e Karsdorp; la Roma è stanca, ma non di testa, perché il muro giallorosso regge fino al fischio finale, dove può finalmente partire la festa; ma la vittoria di Tirana deve essere un punto di partenza, questo si voleva da Mourinho, e il tecnico ha centrato ed è riuscito laddove non fosse facile, perché arriverà il momento in cui si raggiungerà il bersaglio grosso; i meriti del tecnico portoghese sono evidenti, perché la sua Roma da mesi e mesi a questa parte ha dimostrato un potenziale che TUTTI gli riconoscevano e che rifiutava inconsciamente di mettere in pratica; e nel calcio finché non decidi che sei un vincente non lo diventerai mai; e la rincorsa di Pellegrini al 95′ di Roma-Venezia è emblematica, così come in questo processo di crescita esponenziale e definitiva (di lui e dei suoi compagni) c’è TUTTO il lavoro di quel signore brizzolato che alla sua età sa ancora emozionarsi per un Trofeo che come prestigio è inferiore al 90% di quelli che ha conseguito; e nello sguardo di Pellegrini e compagni c è scritto tutto…quello di un nuovo inizio………….buona estate a tutti dalla Redazione e Maurizio Rafaiani dell’Analisi tattica di Romanews.eu

Maurizio Rafaiani

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1 commento

  1. Dan ha detto:

    TROFEO INFERIORE UN PAR DE PALLE … SI E’ PARTITI DA 180 SQUADRE … CON DENTRO LEICESTER, FEYENOORD, MARSIGLIA, TOTTENHAM E QUANT’ALTRO ….

    MOURINHO HA PARLATO CHIARO, LE DUE SEMIFINALI E LA FINALE DELLA CONFERENCE LEAGUE ERANO BEN SUPERIORI ALL’EUROPA LEAGUE …

    EPPOI COPPA NUOVA DI ZECCA ED ESTETICAMENTE SPLENDIDA … L’ALBO D’ORO NUOVO DI ZECCA .. L’INCISORE CHE INCIDE IL NOME AS ROMA … E DA OGGI TUTTI DOPO DI NOI PRIMI A GUARDARCI LE TERGA …

    TUTTO CIO’ NON HA PREZZO …