26 Settembre 2022

Roma, ecco come Tiago Pinto ha rivoluzionato la società. Ora prepara i colpi del futuro

Sono passati 20 mesi dal suo insediamento a Trigoria

Foto Tedeschi

Tiago Pinto è sicuramente uno dei protagonisti della nuova Roma targata Friedkin. Il direttore generale in pochi mesi ha riportato nell’ambiente giallorosso l’entusiasmo e l’euforia, costruendo una squadra che ha dimostrato di saper dire la sua in campionato e in Europa. Con la vittoria della Conference prima e il colpo Dybala poi, i fatti promuovono il lavoro del direttore.

Venti mesi di insediamento

A poco più di venti mesi di distanza dal suo insediamento, si può dire che Tiago Pinto abbia cominciato la sua avventura alla Roma pedalando in salita, si legge su La Gazzetta dello Sport. Il benvenuto poteva essere migliore: appena sbarcato nella capitale il 4 gennaio 2021, il direttore viene trovato positivo al covid, subito dopo la squadra perde il derby, viene eliminata dallo Spezia in Coppa Italia (con annessa figuraccia sui cambi) e scoppia il caso Dzeko, a cui viene tolta la fascia da capitano. I primi venti mesi giallorossi di Pinto sono stati molto impegnativi. Con José Mourinho sulla panchina della Roma si è capito che il cosiddetto “progetto giovani” doveva almeno in parte cambiare pelle, perché lo Special One – in astinenza da trofei dal 2017 – non avrebbe potuto aspettare molto a lungo. Ma il dirigente si è saputo adattare benissimo. E se nella finestra invernale aveva preso il baby Reynolds e lo svincolato El Shaarawy, in estate si è trovato a dover guidare un mercato in cui la Roma è stata la società che ha speso di più fra quelle di Serie A, circa 84 milioni, portando a casa il fiore all’occhiello Abraham.

A gennaio, restando in equilibrio fra le esigenze dei Friedkin e i desideri di Mourinho, sono arrivati Maitland Niles e Oliveira. Quanto basta per la cavalcata trionfale in Conference League, che ha riportato un trofeo a Trigoria dopo 14 anni. Inoltre, le faticose cessioni hanno portato il monte ingaggi a non essere più alto rispetto a quello dell’anno precedente, pur essendo arrivati giocatori del calibro di Dybala, Matic, Belotti e Wjinaldum. Ma Pinto non si è occupato solo del mercato: ha ristrutturato lo scouting digitalizzandolo completamente, ha modellato il settore giovanile lavorando sui ragazzi in orbita prima squadra e ha ottenuto dalla proprietà la possibilità di rimettere le mani su tutti i campi di allenamento. Risultato: il numero degli infortuni era calato rispetto all’anno precedente di circa il 30% fino all’inizio di questa annata. I primi venti mesi sono stati di fuoco, ma i successivi saranno altrettanto bollenti. E a Trigoria nessuno sarebbe sorpreso se il contratto triennale, venisse presto rinnovato.

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1 commento

  1. just papa max ha detto:

    certamente .. anche Pinto ha lavorato, sta lavorando, con l’obiettivo di fare piu’ grande la Roma .. qualche errore ma anche molti successi ..