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ROMA DIFESA SMALLING – Se da una parte c’è Rui Patricio, autore di una stagione fino a qui straordinaria, dall’altra c’è una difesa, o per meglio dire una fase difensiva, che non sembra quella classica di Mourinho. Come riportato da gazzetta.it, la Roma, finora, ha preso un gol a partita (7 su 7), ha chiuso solo due volte con la porta inviolata. Ecco perché per arrivare al top, oltre al filtro del centrocampo e al lavoro che dovranno fare gli esterni (alti e bassi), la Roma ha bisogno di ritrovare il miglior Smalling. L’inglese è il giocatore più esperto della difesa, quello che tra i centrali può dare più certezze. Da quando è rientrato ha giocato 90’ contro il Cska Sofia e l’ultimo quarto d’ora contro il Verona, adesso con l’Udinese, e soprattutto il derby, alle porte il suo rientro a pieno regime diventa determinante. Lui ce la sta mettendo tutta per tornare al 100%. Lavora a Trigoria, lavora a casa anche con un suo staff (in estate si è affidato all’osteopata Laura Licci, specializzata in colonna vertebrale e schiena) ed è ancora più attento al lavoro di prevenzione degli infortuni. Per Mourinho, prima che si facesse male, la coppia titolare era formata da Chris e da Mancini, adesso Ibanez ha scalato posizioni, ma il miglior Smalling, per Mourinho, è sempre fondamentale. Ecco perché ora andrà gestito: l’inglese fatica a reggere tre partite a settimana e sembra difficile immaginarlo in campo sia contro l’Udinese sia contro la Lazio. Ma non è detto: se dovesse giocare, e giocare bene, contro i friulani prenoterebbe un posto da titolare anche contro la Lazio.

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