LEGGO (F.Balzani) – Due mesi (o poco più) per far capire di essere grande, un mese per diventarlo davvero anche grazie a un calendario in discesa. Da fine agosto ad oggi la Roma ha superato più di un esame di maturità, ma a poche ore dal derby vinto contro la Lazio la squadra di Di Francesco ha scalato la graduatoria per il master scudetto. Una parola che i tifosi avevano allontanato dopo le delusioni degli anni passati, ma che ora è tornata a circolare fuori e dentro Trigoria. Soprattutto dopo il ko di ieri della Juve con la Samp che metterebbe i giallorossi virtualmente a +2 sui bianconeri (in caso di vittoria nel recupero proprio coi doriani). E il calendario da qui a Natale sorride a una Roma che già mercoledì a Madrid con un pareggio potrebbe chiudere il discorso qualificazione Champions. Prima del big match con la Juve del 23 dicembre, infatti, i giallorossi se la dovranno vedere a Marassi col Genoa, in casa contro la Spal, a Verona col Chievo e all’Olimpico col Cagliari. La possibilità di fare filotto e allungare a 9 le vittorie consecutive non è così improbabile. Un risultato che potrebbe portare la Roma in vetta in campionato considerando che il 1° dicembre si gioca proprio Napoli-Juve. La squadra di Sarri resta l’altro avversario-scudetto che al contrario della Roma una sua quadratura ce l’ha da tempo.

La creatura di Di Francesco, invece, è appena nata e sembra in continua e veloce evoluzione. Eusebio, dopo aver forgiato mentalità e spogliatoio, ha dato un’impronta tattica ben precisa. Poi ci sono i numeri: 4 punti in più rispetto allo scorso anno. L’altro bonus ottenuto dal DiFra in queste ultime settimane è l’adattamento ormai completo di Nainggolan nel nuovo ruolo. Il belga è tornato a fare la differenza, in attesa del miglior Strootman. Poi c’è ancora l’arma Schick da sfoderare. Di Francesco la sta lucidando con cura, per evitare nuove cilecche. Nel frattempo da Boston arrivano notizie di un Pallotta raggiante. Il presidente ha vissuto da tifoso la partita al pub, poi ha chiamato la dirigenza per fare i complimenti. Riportati a tutta la squadra che tra selfie, cori e cene fuori si è goduta l’euforia da derby senza esagerare. Lo dimostra il commento di Nainggolan a una foto di Perotti su Instagram: «Ora testa all’Atletico Dieguito». È pure il messaggio che ha lanciato Monchi su Twitter: «Grande atmosfera e grande vittoria, ma ora il derby è storia: dobbiamo pensare a Madrid. Crescere è fondamentale, andare avanti essenziale. Guardare indietro uno spreco di tempo».