ROMA-CHELSEA, ANALISI TATTICA – La Roma si regala una notte memorabile scrivendo una pagina significativa della sua storia europea, sempre poco fortunata e irrilevante, schiantando il Chelsea di Conte e diventando artefice esclusiva del proprio destino. Una gara figlia di un capolavoro tattico, specie il secondo tempo, un capolavoro di gestione palla, dove la squadra ha saputo leggere i momenti, alzando e abbassando i ritmi con un palleggio ordinato in fase di possesso, e un pressing ora offensivo, ora in fase di ripiegamento a dimostrazione dell unità di intenti del gruppo, sempre più corpo unico con il suo allenatore e i suoi concetti di calcio. Ancora una volta la porta inviolata e una produzione offensiva distribuita in maniera omogenea nei 90 minuti, per Di Francesco una condivisione sempre più marcata da parte dei suoi giocatori e un impronta ormai chiara.

MODULI E SVILUPPI DI GIOCO – Il 4-3-3 consueto dei giallorossi trova negli interpreti iniziali i più celebrati e più avvezzi alle vetrine di Champions, con l’esperienza al servizio del collettivo, dove De Rossi, Nainggolan e Strootman reggono l’impianto di gioco prendendo in mano ben presto la gara e la zona nevralgica del campo, con Dzeko che gode della presenza degli ispirati Perotti ed El Shaarawy che lo spalleggiano per tutta la gara,senza isolarlo sul fronte offensivo. Conte risponde con un 3-4-3 che lavora in ampiezza sul campo, con Luiz che riprende posto nella linea difensiva centrale, con Rudiger e Cahill, mentre Alonso esterno sinistro e Azpiculeta esterno destro battono le corsie esterne. Fabregas e Bakayoko gestiscono il palleggio in mezzo al campo,attraverso il quale innescare Hazard, Morata e Pedro.

LA ROMA SPEZZA SUBITO GLI EQUILIBRI E INDIRIZZA LA GARA – Il vantaggio immediato spinge subito i giallorossi sulle ali dell’entusiasmo, ma la chiave tattica è l’atteggiamento e la lettura dei momenti della gara,un continuo pressing alto,uno scalare e pressare alti, che produce un numero di intercetti palla elevato, che obbliga il Chelsea a fare la gara, cosa che non sempre dimostra di gradire. La Roma riesce a stare corta da subito e ad alternare un pressing offensivo a un ripiegamento repentino con tutti i reparti che agevola un serrare le linee in maniera ermetica in mezzo al campo, che consentirà agli inglesi solo conclusioni dalla distanza. L’unica difficoltà del primo tempo dei giallorossi è legata all’esigenza di restare corti, che vede la linea alzarsi, scoprendo inevitabilmente gli spazi alle sue spalle, ma dopo 2 verticalizzazioni subite gli uomini di Di Francesco prendono le misure riuscendo a leggere sempre le intenzioni, in uscita, degli inglesi. Quando poi anche in mezzo al campo la Roma migliora nel chiudere le linee di passaggio verticali, mantenendo più stretti Nainggolan e Strootman, la gara dei giallorossi prende quota ulteriormente; in fase di possesso poi, non ci sono attenzioni particolari su De Rossi, se non il solo Morata, che si mette in verticale per chiudere il primo passaggio a lui indirizzato e il palleggio dei giallorossi è veloce e di qualità, specie tra le linee, con Perotti a tutto campo in fase di possesso. Il Chelsea lavora meno del previsto sui cambi di gioco e la Roma attraverso una densità centrale e un pressing coordinato a tutto campo riesce sempre a sporcare, rallentare e chiudere sugli sviluppi di gioco avversari, soprattutto su Hazard che va a giocare molto dentro al campo nel corridoio tra Florenzi (che deve scegliere tra uscire in ampiezza su Alonso e stringere verso i centrali) e Fazio che possiede un passo differente rispetto al belga, con Nainggolan che non sempre riesce a stringere per il raddoppio centrale; con due tagli da destra, dentro al campo di El Shaarawy, la Roma va al riposo sul meritato e rassicurante doppio vantaggio.

TENUTA MENTALE E FISICA DECIDONO LA RIPRESA – A fine primo tempo l interrogativo sulla tenuta fisica dei giallorossi per gli interi 90 minuti è d’obbligo, visto il dispendio di energie veramente rilevante impiegato, ma la Roma sorprende anche sotto questo punto di vista: corre tanto, spirito di abnegazione da parte di tutti, con El Shaarawy e Perotti puntuali e perfetti nel ripiegamento difensivo, nel tempo e portata del pressing offensivo e soprattutto nel ripartire veloci negli spazi, con qualità. Dzeko diventa fondamentale nel fare salire e respirare la squadra, attraverso una gestione palla da manuale del calcio, conquistando falli ed aprendo al contropiede di alleggerimento, che finisce per allungare gli inglesi. Come detto in premessa, la Roma legge alla perfezione la ripresa, compatta e unita coi reparti, riesce a palleggiare, alzare e abbassare i ritmi secondo i momenti, mandando a vuoto il Chelsea e il suo tentativo di pressing, che finisce per farlo uscire gradualmente dalla gara. Conte toglie Cahill, inserisce Willian, spostando Pedro a fare la fascia destra, mantenendo un 3-4-3 con Wilian punta di centro destra, consegnando la propria corsia di destra alle scorribande di Perotti che disputerà un secondo tempo di quantità e qualità in eguale misura. L’argentino passa da un primo tempo a tutto campo in costante movimento e proposizione, ad una ripresa di sostanza è presidio della corsia di sinistra, chiudendo col terzo gol i conti della serata. Nella seconda parte della ripresa la Roma ha ancora, incredibilmente, tempi di pressione importanti. Conte inserisce Drinkwater per Fabregas mantenendo l’assetto, e Batshuayi per un deludente Morata, mentre Di Francesco sostituisce El Shaarawy con Gerson; quando Manolas rileva Perotti, si sistema terzino destro su Hazard, e lo aiuta proprio Gerson in una una sorta di difesa a 5, che successivamente, con l’ingresso di Pellegrini diventa in 5-4-1. Il secondo tempo è una prova di forza dei giallorossi, guidati da un De Rossi monumentale: presenza e geometrie al servizio del collettivo.

Maurizio Rafaiani

2 Commenti

  1. Monumentale a centrocampo é stato Strootman che ha corso in chiusura in avanti e indietro, come vedete le partite? E peggio ancora le commentate per favorire i soliti romani…

    • Ma cosa che Strootman è stato il peggiore della partita fra i romanisti. De Rossi è stato veramente monumentale. Partita da 8 in pagella. Il male della Roma siete proprio voi che dovete sempre demolire i calciatori romani e non si conosce il motivo

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