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ROMA CAGLIARI ANALISI TATTICA – Ritornano i 3 punti in casa Roma, con l’ultimo arrivato Sergio Oliveira Match-Winner di giornata, con i giallorossi convincenti fino ai 16 metri finali, dove finiscono per vanificare clamorosamente con conclusioni velleitarie e discutibili, che tengono in corsa il Cagliari di Mazzarri fino al fischio finale; novità di giornata il definitivo ripudio del 3-5-2 sviluppato negli ultimi due mesi, in luogo di un 4-3-3 in via di evoluzione e definizione, anche in virtù dei nuovi arrivi dal mercato cosiddetto di riparazione, che però difficilmente potrà cambiare radicalmente le sorti del campionato, ormai destinato ad una massima qualificazione in Europa League.

Moduli e sviluppi di gioco

Per Mourinho un ritorno alla difesa a 4 davanti a Rui Patricio, con Mancini e Kumbulla centrali, e Maitland-Niles e Vina terzini ; in mezzo c è Sergio Oliveira che detta i tempi, spalleggiato da Veretout più bloccato e con Mkhitaryan che fluttua tra le linee, per cucire il gioco, modificando in base ai movimenti il passaggio dal 4-3-3 al 4-2-3-1 nel corso della gara; davanti c è Abraham, con due punte esterne molto larghe, a ridosso dell’out esterno, Felix e Zaniolo, a piede invertito; Mazzarri deve fare i conti con qualche assenza, e sceglie il navigato 3-4-1-2 con Altare, Goldaniga, Carboni, davanti a Cragno, con Zappa e Dalbert quinti di fascia ; in mediana si sistemano un ordinato Marin e Deiola, mentre Gaston Pereiro agisce da trequartista dietro al mobile Joao Pedro e al riferimento più avanzato Pavoletti.

PRIMO TEMPO BLOCCATO, DAI RITMI ALTERNI

Entrambe le squadre partono molto aggressive, scalando in avanti sui riferimenti durante la costruzione bassa avversaria, con Mazzarri che manda Gaston Pereiro su Sergio Oliveira, mentre Joao Pedro e Pavoletti vanno sui centrali difensivi giallorossi; la pressione offensiva se da un lato non sortisce effetti significativi, perché la Roma esce comunque agevolmente, non riesce a dare continuità alla manovra delle due squadre, spezzettata quella della Roma, impalpabile a livello offensivo quella del Cagliari; una verticalizzazione di Sergio Oliveira spedisce Zaniolo in area sul quale viene in un primo momento concesso il penalty, salvo venire cancellato salomonicamente, ma la Roma rimane in suprema. zia territoriale e possesso palla; Mkhitaryan fluttua tra le linee per cucire gioco, la squadra lavora spesso su cambi di gioco trasversali per innescare le punte esterne, ma a sinistra su Felix il Cagliari ha sempre raddoppio, e copertura dentro campo; di contro il Cagliari spinge a sinistra, dove Zaniolo non sempre riesce puntuale nel ripiegamento, concedendo agli isolani di avere sfogo importante sulla corsia esterna; non ci sono grandi spazi centrali, la Roma deve necessariamente spingere con gli esterni e buttarsi dentro con le mezzali a rimorchio, oppure sfruttare al meglio le caratteristiche dei suoi attaccanti, chiudendosi in mezzo (senza abbassarsi troppo come baricentro) dove recupera bene palla, e ripartire; proprio come in occasione del secondo penalty di giornata, dove la squadra si distende nello spazio dopo una riconquista centrale trovando corsa e velocità verso la porta avversaria; non può prescindere dal ripartire, a nostro avviso, questa Roma di Mourinho, che in nome di una solidità acquisita centralmente con l’innesto di Sergio Oliveira, può virare definitivamente verso un calcio pratico, di lotta e sostanza, che venga poi nobilitato da certe individualità presenti in rosa.

RIPRESA DI COMPATTEZZA E RIPARTENZA,MA DEFICITARIA NEI 20 METRI FINALI 

Si riparte coi medesimi 22,e come sempre è buono il recupero palla in mezzo al campo per i giallorossi ,che devono ben presto fare i conti con una criticità marcata fino al fischio finale, precisamente il migliorare la gestione finale delle ripartenze, così come Mkhitaryan e Veretout devono andare a sostegno agli scarichi e le seconde palle su Abraham, stretto nella morsa dei 3 centrali sardi; il Cagliari non punge, con Pavoletti che cerca principalmente l’appoggio su Kumbulla, senza però praticare sponde significative,e la lievemente accennata supremazia territoriale degli uomini di Mazzarri non fa altro che prestare il fianco alle ripartenze in campo aperto; il tecnico toscano prova con Nandez (esce Gaston Pereiro), Lykogiannis per Dalbert, mentre Mourinho perde Felix (va Shomurodov a sinistra), ma è sempre la Roma che dilapida quantità industriali di ripartenze, per scarsa cattiveria nella conclusione o esitazione fatale finale, e si rimane sempre sul vantaggio minimo, che lascia spazio ad un unica occasione di Joao Pedro,che erge a protagonista finale Rui Patricio; Mourinho affronta il finale di gara con Karsdorp per Zaniolo, che non riusciva più a garantire la minima fase difensiva richiesta, con Maitland-Niles davanti al suo posto, per contrapporsi alla catena avversaria; c è ancora tempo per l’ennesimo ingresso di un prodotto Made in Trigoria, Keramitsis (e Bove) per Maitland-Niles (e Veretout), in un 3-5-2 finale.

Maurizio Rafaiani