Roma-Cagliari, l’analisi tattica: DDR punta sulla velocità di circolazione e la padronanza del palleggio

Redazione RN
06/02/2024 - 7:17

Getty Images
Roma-Cagliari, l’analisi tattica: DDR punta sulla velocità di circolazione e la padronanza del palleggio

ROM CAGLIARI ANALISI TATTICA – La Roma cala il Poker nel Monday Match, tre punti, posizioni scalate, e un gradino appena sotto la zona Champions, tre vittorie dovevano essere, e tre vittorie sono state, per preparare al meglio il periodo verità; non tanto nel ricevere l’Inter capolista tra pochi giorni all’Olimpico, alla quale questa Roma saprà renderle la vita difficile nei 90 minuti, ma per il doppio confronto decisivo dei Sedicesimi di Europa League, unico vero obiettivo di stagione ancora rimasto alla portata; la gara odierna ha confermato l’inversione di rotta netta rispetto alla filosofia pragmatica precedente, ma soprattutto ha evidenziato come sia sufficiente una didattica di campo settimanale (aspetto non primario della gestione mourinhiana) rivolta a sviluppi di gioco di un certo tipo, per mettere i giocatori in grado di proporre un calcio più gradevole ; ma, di contro, diventa fondamentale non perdere di vista la possibilità di rincorrere ferocemente gli obiettivi alla portata, che il tasso tecnico della squadra non può portare a disattendere negli esiti.

MODULI E SVILUPPI DI GIOCO 

La terza Roma di Daniele De Rossi è sempre più un 4-3-2-1 ben scaglionato in campo, e con ogni giocatore al suo posto, con Mancini e Llorente centrali davanti a Rui Patricio, Karsdorp e il neoacquisto Angelino sugli esterni; in mezzo c è Paredes che detta i tempi (finalmente con qualche tracciante in verticale, sicuramente indotto dalla nuova filosofia condivisa),con Pellegrini mezzala di sinistra a supporto dell’azione offensiva, con Cristante mezzala di sinistra che porta equilibrio, ma sempre pronto ad accompagnare l’azione offensiva, e ad inserirsi senza palla quando questa staziona sulla parte sinistra ; davanti El Shaarawy e Dybala punte esterne a piede invertito ai lati di Lukaku; Ranieri torna nella sua Roma in una delle tante panchine da avversario scegliendo un 3-5-2 molto concreto, ma mai rinunciatario, con i 3 centrali Obert, Mina, e Dossena, con Azzi e Piazza come quinti di spinta ; in mezzo Prati fa il Play, con Nandez e Makoumbou mezzali, alle spalle di Petagna che occupa lo spazio centrale con Lapadula che gli gira intorno.

PRIMO TEMPO DAI NOBILI ATTEGGIAMENTI COSTRUTTIVI

Neanche il tempo di verificare il Cagliari che attende, e la Roma che aggredisce la gara, che una partenza in avanti porta i giallorossi alla conquista del primo corner di giornata, dove decisiva è la zampata di Pellegrini, scaturita da una carambola, che indirizza da subito in discesa la contesa ; gli uomini di De Rossi, come già evidenziato sin dalla gara d esordio, costruiscono a 3 con Karsdorp che si alza a destra, mentre El Shaarawy allarga il campo sull’out opposto, ma la novità di giornata è finalmente la presenza di un giocatore mancino nel ruolo di terzino (il ben arrivato Angelino) che con l’esterno olandese consente una spinta di qualità da entrambe le corsie esterne; il Cagliari si difende, mandando Makoumbou sulle tracce di Cristante, con i due attaccanti che chiudono le linee di passaggio per Paredes, mentre Pellegrini agisce indisturbato tra le linee, non da riferimenti e quando Dybala viene dentro al campo saltano le linee di pressing dei rossoblù di Ranieri ; la Roma gestisce possesso e supremazia in maniera evidente, con una circolazione veloce, c’è sempre molta pazienza nel trovare corridoio o spazio giusto ,grande padronanza nel palleggio, anche perché ogni passaggio scaricato all’indietro serve per poi trovare una linea di passaggio successiva in avanti, trovando un corridoio tra le linee, e tutto nasce dal famoso scaglionamento che prima mancava, al quale il nuovo modulo 4-3-3 concorre in maniera decisiva ; 25 minuti di spessore, doppio vantaggio meritato, squadra ispirata e libera di testa, ricerca di combinazioni e fraseggio negli spazi stretti appaiono evidenti, così come un accompagnare con più uomini l azione offensiva che porti ad occupare i 25 metri finali con più giocatori, rischiando anche transizioni negative dell’avversario che si trova in campo aperto a gestire un 2contro2 propizio, ma fortunatamente per i giallorossi mai sfruttato dagli isolani nella serata odierna ; il primo tempo è un monologo giallorosso al quale il duplice fischio dell’arbitro risuona come un fastidioso diversivo.

RIPRESA CHE CONSOLIDA E CONFERMA IL VOLUME DI GIOCO DEL PRIMO TEMPO

Si riparte con i 22 che avevano terminato la prima frazione di gioco, con il Cagliari che cerca di rientrare in gara, ma alla prima transizione la Roma riparte e trova corner e rigore del 3a0, che al 50′ chiude la gara ; i giallorossi continuano a sviluppare in maniera armoniosa, con De Rossi che inserisce Bove per Pellegrini, Zalewski per El Shaarawy mantenendo così l equilibrio dell’attaccante di centro sinistra che copre anche la fascia, Hujisen per Llorente che ha un problema fisico, e Kristensen per Angelino ; e quando arriva il quarto gol di Hujisen, incornata imperiosa a centro area sugli sviluppi dell’ennesimo corner di serata il 4a0 sigillo e manda la gara in archivio, laddove diventa importante ora consolidare i concetti del lavoro settimanale, vedere Baldanzi per Dybala, ma soprattutto non incappare in sanzioni inutili o infortuni gratuiti, aspetto disatteso da Paredes giustamente stigmatizzato dal Tecnico ; Ranieri ne cambia 4, dentro Luvumbu, Gaetano, Viola, Wieteska, per Prati, Azzi, Dossena, Mina, passando al 3-4-3 con Nandez quinto a destra(poi sostituito da Di Pardo),e cala il sipario sulla partita.

Maurizio Rafaiani

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