Roma-Brighton, l’analisi tattica: la strategia di De Rossi e la verticalità vincente di Paredes

Redazione RN
08/03/2024 - 9:39

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Roma-Brighton, l’analisi tattica: la strategia di De Rossi e la verticalità vincente di Paredes

ROMA BRIGHTON ANALISI TATTICA – La Roma cala il Poker e mette una seria ipoteca al passaggio del turno con annesso accesso ai Quarti di Finale di Europa League al termine di 90 minuti esaltanti. Tantissima strategia nelle dinamiche scelte e portate dentro la gara con evidenti meriti di lettura da parte dello Staff tecnico e di sviluppi di gioco da parte dei giocatori. Un gruppo dove tutti rispondono presente quando chiamati in causa e con una rosa che finalmente riesce ad esprimersi secondo il proprio potenziale.

Moduli e sviluppi di gioco

De Rossi sceglie il 4-3-2-1, con Mancini e N’Dicka centrali davanti a Svilar, Celik e Spinazzola esterni difensivi. In mezzo Paredes detta I tempi con Cristante e Pellegrini mezzali a supporto dell’azione offensiva di El Shaarawy e Dybala ai lati di Lukaku. De Zerbi lamenta più di un’assenza importante. Nel suo 4-2-3-1 davanti a Steele ci sono Dunk e Van Hecke, con Lamptey e l’ex viola Igor sugli esterni. In mediana Gross e Gilmour equilibrano il gioco in entrambe le fasi, mentre sul fronte avanzato i trequartisti alle spalle del Wellbeck ritrovato sono Enciso sottopunta con Buonanotte e Adringa esterni.

Primo tempo strategico con verticalizzazioni vincenti

La gara ha ritmi intensi da subito, con entrambe le squadre propense ad un recupero alto della palla mentre diverse sono le costruzioni dal basso dove il Brighton alza Lamptey a destra. In ampiezza, mentre dalla parte opposta è Adringa ad aprire il campo, la Roma gioca e costruisce dal basso senza timore nonostante la pressione marcata in avanti degli uomini di De Zerbi. Sono due gli aspetti tattici vincenti, l’uscita palla sugli esterni con El Shaarawy che si muove a sinistra liberando il corridoio per la spinta di Spinazzola e Celik che a destra fa altrettanto negli spazi che libera Dybala. Il Brighton difende a uomo con Enciso che attenziona Paredes, i due mediani sulle mezzali giallorosse mentre sul reparto arretrato Igor segue a tutto campo Dybala. Lamptey attende El Shaarawy dalla sua parte mentre i due centrali Dunk e Van Hecke si gestiscono il 2contro1 con Lukaku. Il doppio vantaggio giallorosso del primo tempo è figlio dell’uscita bassa che si materializza nei due fondamentali sopra descritti in maniera evidente con la giocata verticale  dentro al campo di Paredes alla cieca su palla che il Brighton non sempre riesce a pressare. Nella prima il timing di Dybala, che balla sulla linea del fuorigioco, è perfetto mentre nella seconda la rapina di Lukaku a Dunk (che pur pressato cerca il controllo del pallone) è impietosa. La palla profonda di Paredes è dunque strategica e vincente e se qualche verticalizzazione errata di Pellegrini, nonché qualche scelta sbagliata di El Shaarawy, non si rivelasse tali il risultato del primo tempo sarebbe potuto essere più ampio. Il doppio svantaggio porta il Brighton, nella seconda parte del primo tempo, a prendere campo con la Roma che si difende con un sottopalla totale dove risaltano in più momenti recuperi palla decisivi di Lukaku e Dybala a dimostrazione dello spirito di sacrificio completo. Nei momenti in cui il sottopalla viene attuato di posizione, trascurando il mettere pressione al portatore di palla avversario gli uomini di De Zerbi trovano sviluppi dalle corsie esterne da dove raggiungere Wellbeck che si muove sempre al secondo palo per colpire nel duello con i terzini giallorossi, rispettosi quali ha peso e stacco superiore. Quando sale in cattedra Svilar il Brighton capisce che la Roma attuale ha una rosa e interpreti completi.

Ripresa di controllo e sigillo del risultato

Si riparte con gli stessi 21 del primo tempo, più Ansu Fati che rileva Enciso e con Lukaku che vince un altro duello aereo, scegliendo però di schiacciare palla di testa pur essendo vicino alla porta consentendo l’intervento di Steele. La Roma difende con ordine e sfrutta al meglio le opportunità, dapprima con un Brighton ingenuo che gestisce male una respinta da calcio d’angolo salendo in maniera scriteriata e consentendo ad El Shaarawy di pescare Mancini largo per il 3a0. Successivamente è una delle tante uscite palla sugli esterni che innesca la transizione positiva con la quale El Shaarawy deposita sulla testa di Cristante il gol più importante della serata. Nell’ultimo quarto di gara c è spazio per Baldanzi e Bove, per Dybala e Paredes con Cristante che si abbassa davanti alla difesa. Zalewski e Azmoum per El Shaarawy e Lukaku e Llorente per Spinazzola(cambio più difensivo). De Zerbi passa ad un 3-3-4 ultra offensivo, ma di fatto infruttuoso, con Estupinan, Veltman, Ferguson e Baleba che rilevano Igor, Gilmour, Buonanotte e Wellbeck. Risultato rotondo, rassicurante che regala un margine da gestire per la gara di ritorno dove sarà fondamentale ripetere le dinamiche vincenti di serata affinché il fare arrembante degli uomini di De Zerbi venga vanificato e reso infruttuoso come la gara odierna.

Maurizio Rafaiani

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