ROMA-BOLOGNA, L’ANALISI TATTICA – Tre punti, e sosta quanto mai provvidenziale per la Roma, che conferma il ruolino di marcia nelle gare interne e guarda con fiducia al rush finale che tra 15 giorni avrà inizio e culminerà col titolo di campione di inverno; gara divertente, e altalenante nei momenti, i giallorossi col consueto 4-2-3-1 che spinge a destra con Bruno Peres (la consueta difesa a 3 e mezzo di Spalletti), e con Nainggolan nei compiti istituzionali, per i quali comincia a materializzarsi un interrogativo che affronteremo più avanti; di contro, il Bologna, adotta un 4-5-1 con un centrocampo molto folto alle spalle di Sadiq, che cerca sempre di allungare la difesa della Roma consentendo gli inserimenti dalle retrovie di Dzemaili e Taider, con Krejci che opera sulla sinistra; ed è a sinistra dove il Bologna cerca di fare la gara, sfruttando il fatto che Salah (per scelta tecnica) non ripiega sulla linea difensiva,e Bruno Peres paga il consueto dazio in una fase difensiva che può sempre regalare vantaggi all avversario; ma quello che da un lato può essere un vantaggio, dall’altro è il rovescio della medaglia, e sarà proprio l’ 1 contro 1 di Salah, in fase offensiva, a scavare il divario di gara nel corso dei 90 minuti; nonostante un avvio di personalità infatti, dopo avere preso campo, i rossoblù vengono ben presto ricacciati nella propria meta campo dalla Roma, che con un palleggio ordinato, trova agevolmente le linee di passaggio, che il Bologna non cerca di chiudere limitandosi a fare densità dopo la prima pressione alta. La gara scorre, apparentemente, liscia, ma in ancora troppi momenti di essa (ricollegandosi alle precedenti) lascia sul campo l’interrogativo se la posizione di Nainggolan, così alto e primo portatore di pressing, possa costituire un problema quando con due passaggi l’avversario lo taglia fuori togliendolo alla fase difensiva dei suoi, relegando i due mediani (stasera De Rossi e Strootman) in inferiorità numerica contro il centrocampo avversario e quindi in difficoltà nel fare un filtro adeguato, spesso chiamati a scivolare sull esterno (giungendo in ritardo) scoprendo zone pericolose centralmente, oppure lasciando l’esterno difensivo in inferiorità; sicché accade che il Bologna sfrutti questa situazione per affacciarsi pericolosamente in troppi frangenti della partita; l’incertezza della gara, figlia anche di troppi errori sotto porta, persiste finché Salah non raddoppia incanalando la gara nei binari dovuti, e l’ingresso di Paredes (De Rossi scala centrale di difesa) e Gerson ridisegnano la Roma con un centrocampo a 3, e con Nainggolan terzino.

SCZCESNY: paradossalmente mai seriamente impegnato, perché per sua fortuna tutte le conclusioni rossoblù sono sulla sagoma, oppure sibilano ai pali, ma sono almeno 5 le situazioni di gara in cui il Bologna avrebbe potuto trovare la via del gol, provvidenziali due sue uscite a terra.

BRUNO PERES: spinge cercando di obbligare, invano, le attenzioni di Krejci, ma al fischio finale la sua pericolosità rimane in attivo rispetto a quella dell avversario, che lo sorprende solo nei primi minuti di gioco; quando viene a giocare dentro al campo lo fa, finalmente, anche col movimento senza palla.

RUDIGER: era importante averlo in campo il più possibile, al fine di avere un centrale veloce a fianco di Fazio, ma dopo poco più di in ora l’avvicendamento diventa quantomeno opportuno; si gestisce Sadiq non senza qualche patema di troppo lasciando al compagno di reparto il compito di uscire in prima battuta.

FAZIO: prende sempre Sadiq, lavorando con Rudiger e guidando i movimenti della linea difensiva; svetta sulle traiettorie aeree, chiude sempre con mestiere nell imbuto centrale mettendo il corpo, e quando la palla per Destro (e con esso lo scontato gol dell ex) sembra cosa fatta, allunga le sue leve strozzando in gola l urlo rossoblù.

JUAN JESUS: ancora qualche rinvio o intervento maldestro, ma nel complesso il venire a giocare dentro al campo di Taider e Dzemaili lo agevola favorendo la compattezza con i due centrali difensivi; non spinge, ma i motivi sono noti da tempo.

DE ROSSI: palleggio di qualità, compreso quello in verticale, finché non deve scalare sulla linea difensiva, dove avrebbe potuto pagare dazio rispetto al dinamismo e la velocità di Destro, ma il doppio vantaggio conseguito al momento dello spostamento regala sicurezza e tranquillità; in difficoltà quando il Bologna riesce a saltare la prima linea di pressing prendendo campo ed entrando negli ultimi 30 metri, obbligando spesso a correre a vuoto.

STROOTMAN: in mediana, delega De Rossi al palleggio occupandosi del recupero palla e di spaccare lo schieramento difensivo avversario con pochi, ma efficaci, inserimenti senza palla che lo portano a sfiorare il bersaglio grosso; altruista oltre misura, manda Salah al raddoppio, e con l’ingresso di Gerson, nel finale, scala alto a fare il Nainggolan; anche lui in difficoltà quando il Bologna riesce a saltare la prima linea di pressing, con un retropassaggio nel primo tempo per poco non compie un pasticcio.

NAINGGOLAN: i suoi compiti sono da mesi noti, ma sarà importante, capire i prossimi mesi, in entrambe le fasi (difensiva e offensiva) quanto alla squadra giovi la sua posizione 15 metri più avanti rispetto a quando agiva in mediana.

SALAH: mattatore della serata, Masina ed Helander provano invano a porre resistenza e ostacolo, ma l egiziano è imprendibile, potrebbe segnare 7 gol, e farne segnare altri ai compagni ma troppe imprecisioni consentono ai rossoblu di limitare il passivo; parte largo venendo a giocare dentro al campo il minimo indispensabile, e sempre negli spazi che gli libera Dzeko.

PEROTTI: definitivamente ritrovato, dalla corsia di sinistra, lascia sul posto ogni avversario che gli si para davanti col suo cambio di passo che gli consente di creare le superiorità numeriche e presentarsi alle rifiniture, come in occasione del primo gol di Salah; si sacrifica come equilibratore ogni qualvolta che ne necessita la squadra, anche stasera dimostra una certa avversione al gol.

DZEKO: la sua presenza negli spazi centrali (a differenza di troppi momenti a Empoli in cui aveva girato alla larga) obbligano le attenzioni necessarie ai difensori emiliani (molto giovani e non troppo esperti) che agevolano le percussioni di Perotti e Salah, e gli inserimenti dalle retrovie di Strootman e Nainggolan; non segna, ma le occasioni se le crea, lavorando sempre moltissimo per fare salire la squadra, rifinisce e crea i presupposti per il tris di Salah.

PAREDES: cambio preventivato, si posiziona in mediana.

EL SHARAAWY: cambio preventivato, si posiziona esterno a destra in luogo di Salah.

GERSON: subentro in mediana, altri minuti al fine di constatare movenze feline e tocco di palla educato, ma anche uno scarso peso nei contrasti.

Maurizio Rafaiani