Roma-Bayer Leverkusen, l’analisi tattica: gara poco spettacolare e a tratti lenta. Ci pensa Bove a rompere l’equilibrio

Redazione RN
12/05/2023 - 13:34

Getty Images
Roma-Bayer Leverkusen, l’analisi tattica: gara poco spettacolare e a tratti lenta. Ci pensa Bove a rompere l’equilibrio

ROMA BAYER LEVERKUSEN ANALISI TATTICA – Sempre più unita, nonostante l’emergenza, e sempre più accattivante nell’aspetto, la Roma vince i primi 90 minuti di questa Semifinale di Europa League al termine di una gara poco spettacolare, per larghi tratti lenta, ma che ancora una volta ha evidenziato un unità di intenti di un gruppo che anche in questo secondo anno di conduzione mourinhiana risponde presente alle aspettative di un popolo come quello giallorosso, giunto al 32esimo sold-out consecutivo.

MODULI E SVILUPPI DI GIOCO 

Un 3-5-2 per Mourinho che recupera, ma solo per la panchina, sia Dybala che Wjinaldum, optando per il doppio centravanti Belotti/Abraham, con Pellegrini e Bove mezzali propositivi ai lati di Matic in cabina di regia.

Cristante scala centrale difensivo in mezzo ai due braccetti Mancini e Ibanez, con Celik e Spinazzola quinti. Xabi Alonso di presenta al cospetto del suo maestro con un 3-4-2-1 molto dinamico e dalla capacità di corsa, con Tah, Tapsoba, Koussonou, davanti a Hradecky. In mediana Palacios e Andrich, con la corsa di Frimpomg e Hincapie sugli esterni, in catena con le due punte esterne Wirtz e Diaby, von Hlozek punta centrale.

PRIMO TEMPO BLOCCATO E IN EQUILIBRIO IN TUTTI I VALORI

Al fischio di inizio le squadre si affrontano con grande rispetto, ma soprattutto attenzione a non concedere spazi, con il Bayer squadra veloce negli spazi, molto verticale con poco palleggio e come accade sempre con moduli speculari saranno le coppie contrapposte nei duelli singolari a decidere molto della gara.

Entrambe con un baricentro basso, il Bayer si fa preferire nelle letture dei momenti di pressing offensivo, con i 3 attaccanti che a turno schermano le linee di passaggio per Matic, inibendo un palleggio ai giallorossi che faticano a fare prendere quota alla manovra, che risulta lenta, con movimento senza palla assente, e abuso della palla lunga sui due attaccanti.

In funzione del quadro tattico i primi 15 minuti sono difficoltosi per la Roma, sempre in ritardo sulle pressioni, slegata, non lavora sulla chiusura delle linee di passaggio e a ciò si aggiunge un essere troppo bassi e passivi, facendo fare un figurone agli uomini di Xabi Alonso nel possesso palla.

C’è comunque spirito di sacrificio in Pellegrini e compagni, e appena i giallorossi prendono le misure, con i duelli sugli esterni ben presidiati e la compattezza delle terne difensive e di centrocampo che sigillano l imbuto centrale, i rischi gradualmente vanno scemando e sulla spinta di un Bove molto generoso e propositivo, talvolta confusionario ma efficace, di un Pellegrini encomiabile nella conservazione del possesso, i giallorossi cominciano a giocare il 2 contro 2 tra Belotti/Abraham e i due difensori centrali di Alonso.

Questo atteggiamento obbliga le aspirine alla ricerca di un equilibrio che li porti ad una riconquista della palla più bassa, per evitare qualche inferiorità numerica letale, anche perché Koussonou alza bandiera bianca per infortunio, sostituito da Bakker e conseguenti spostamenti nei 5 difensivi. Si un primo tempo equilibrato per possesso, supremazia e indice di pericolosità, cala così il sipario dopo 4 minuti di recupero.

RIPRESA DI GRANDE PRAGMATISMO,COI GIALLOROSSI CHE COLPISCONO AL MOMENTO GIUSTO

Si riparte con gli stessi 11 da entrambe le parti, con ritmi sempre poco marcati e un Bove sempre puntuale nell’inserimento. C’è ancora grande equilibrio in campo, anche se il Bayer muove molto palla nello stretto, sempre molto mobile senza, quando prende campo sulla Roma che si abbassa trova un palleggio anche accattivante, ma fatta eccezione per i primi 10 minuti del primo tempo i giallorossi dimostrano costantemente di averne preso le misure non concedendo nulla se non un possesso sterile.

Alla prima palla lunga sugli attaccanti un Abraham più vivo rientrato nel secondo tempo, genera il gol di Bove che rompe lo stallo esistente cominciando ad incanalare i binari sul risultato più gradito. Alonso inserisce Azmoun e Adli per Diaby e Hlozek, mantenendo l’assetto e immettendo forze fresche sul fronte avanzato, mentre per Mourinho è il momento di verificare il recupero definitivo di Dybala e Wjinaldum (escono Belotti e Bove); servirebbe un secondo gol per dare alla gara di ritorno qualche sicurezza in più, ma la solidità difensiva dimostrata nella gara e specie nel finale, dagli uomini di Mourinho, è già sufficiente per rimanere fiduciosi nell’affrontare una gara di ritorno che potrebbe regalare un altra finale a distanza di un anno…

Maurizio Rafaiani

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