Roma-Atalanta, l’analisi tattica: fluidità di passaggi ma produzione offensiva non sfruttata

Teresa Tonazzi
08/01/2024 - 7:01

Getty Images
Roma-Atalanta, l’analisi tattica: fluidità di passaggi ma produzione offensiva non sfruttata

Davanti all’ennesimo ed encomiabile Sold-Out del suo popolo la Roma apre il nuovo anno solare di campionato con una prestazione di spessore, dai valori importanti in ogni voce di descrizione della partita, statistiche comprese, riempiendo la gara di tantissime componenti positive, confermando come la possibilità di avere sempre in campo, e al meglio, Dybala e Lukaku rappresenti la possibilità di esprimere un potenziale di un livello tale che non rispecchia l’attuale e deficitaria posizione di classifica, che vede i giallorossi in affannosa ricerca delle posizioni Champions.

MODULI E SVILUPPI DI GIOCO

Mourinho sceglie nel suo 3-5-2 Kristensen braccetto di destra (per non metterlo in ulteriore difficoltà non può metterlo a sinistra) con Mancini che va in mezzo, e Llorente che ritorna braccetto di sinistra come agli albori della sua esperienza in giallorosso, mentre Karsdorp e Zalewski sono i quinti ; in mediana c è Cristante al centro, con Pellegrini e Bove mezzali a supporto dell’azione offensiva con i due tenori Lukaku e Dybala; Gasperini vara un 3-4-2-1 senza punta vera, ma con Myranchuk e Koopmeiners ai lati di De Ketelaere, innescato da i mediani Ederson e De Roon,c on Holm e Ruggeri quinti ; completano l’ 11, davanti Carnesecchi, il centrale Dijmsiti, con Kolasinac e Scalvini braccetti.

PRIMO TEMPO VELOCE E ISPIRATO

Con un avvio di gara molto veloce le due squadre aprono con intenzioni bellicose, senza calcoli, e nonostante la Roma sia in piccola emergenza difensiva sopperisce con una fase difensiva di squadra estremamente efficace ed apprezzabile; e buon per l’Atalanta che al primo vero affondo della gara trovi Myranchuk (che talvolta vince il duello con Llorente) che dipinge un assistenza di sinistro dalla corsia destra, che plana sulla testa di Koopmeiners, premiando l’inserimento col quale sorprende un Karsdorp distratto e poco propenso ad opporsi allo stacco dell’avversario; è questo il paradosso del primo quarto di gara, dove una delle migliori Roma di stagione, dalla circolazione fluida attraverso linee di passaggio sempre aperte, specie nei corridoi centrali verticali; e nonostante i due mediani Ederson e De Roon, con Koopmeiners, attenzionino a vicenda Pellegrini, Cristante, Bove, con particolare accentuato nel duello Ederson/Cristante, I giallorossi eludendo il pressing, e trovando sempre possesso palla e supremazia territoriale evidenti; un altro aspetto marcato della gara sono il recupero palla, dai numeri e valori veramente importanti, altresi la conquista delle seconde palle ù; i duelli individuali disegnati sul campo dai due moduli quasi complementari vedono sempre gli uomini di Mourinho prevalere sull’avversario, con una produzione offensiva che stranamente Dybala e Lukaku non riescono a valorizzare, e rappresenta l’assurdo il fatto che all’intervallo regni equilibrio nel risultato, al momento del rigore realizzato da Dybala.

RIPRESA SULLA FALSARIGA DEL PRIMO TEMPO, MA LA ROMA NON SFONDA

Si riparte con Hujisen per Llorente (fastidio all’adduttore, con Kristensen trasloca a centro sinistra, per non mettere in difficoltà posizionale il giovane ex juventino), mentre Gasperini inserisce Scamacca per De Keteleare ; anche nella ripresa la Roma ha una pressione organizzata come raramente attuata in questi anni, uno scalare sempre bene in avanti sui riferimenti della costruzione orobica, come già detto con particolare evidenza sulle seconde palle; dopo poco più di un’ora di gioco cominciano gli ingressi dalla panchina, che dovrebbero rompere l’equilibrio regnante, con Mourinho che sostituisce i quinti (Karsdorp e Zalewski) con Spinazzola e Celik, mentre Gasperini porta Zappacosta e Pasalic per Ruggeri ed Ederson ; la Roma crea e domina la gara per larghi tratti, gli avvicendamenti proseguono con Paredes ed El Shaarawy per Pellegrini e Dybala stanchi ,e Palomino e Hjien per Kolasinac e Scalini, e quando sopraggiunge il fischio finale l impressione di due punti persi si percepisce in maniera netta.

Maurizio Rafaiani

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