VIOLA SU ROMA-DUNDEE – Riccardo Viola è  intervenuto a ‘1927 ‘sui 92.7 di teleradiostereo per tornare sulle dichiarazioni a proposito di Roma-Dundee:

Dopo i primi lanci di agenzia di ieri, siamo rimasti un pò tutti sconcertati, vorrei che tu facessi chiarezza .
“Si ringrazio per questa opportunità, non ho visto ancora la trasmissione di Mediaset Premium, che andrà in onda stasera. Ieri sera il giornalista dell’Equipe mi ha contattato e sono caduto dalle nuvole pure io, non avendo letto nessun lancio di agenzia. Ho fatto mente locale e mi sono ricordato che tre mesi fa, nell’incontro con un giornalista per un’intervista su Falcao su Mediaset Premium, al termine di essa abbiamo chiacchierato di altre cose. Mi assumo comunque tutte le responsabilità, mi sembrava di informare una persona che non ne sapeva niente di una vicenda di oltre 20 anni fa. Apprendere dopo 3 mesi che questa sera parte un’intervista mia legata alla vicenda, resto sconcertato. Sembrerebbe per come è stata ricostruita, che io abbia chiamato qualcuno per dire tutta la verità sulla vicenda, come se avessi detto “Dino Viola ha corrotto un arbitro”. Ma non è credibile; Io ho sempre difeso l’immagine di Papà e mi sono anche arrabbiato con qualcuno della mia famiglia su certe cose. Sarebbe un clamoroso auto-goal.”

Possiamo ricordare la vicenda di Roma-Dundee?
Lungi da me che ci fosse un principio di corruzione, perchè altrimenti all’epoca Dino Viola non avrebbe subito denunciato il tutto. Io volevo spiegare al giornalista che il calcio è vulnerabile in certi momenti: se a 24 ore dalla partita viene qualcuno che ti dice “ho la possibilità di arrivare all’arbitro”, sfido chiunque a rimanere freddo e impassibile. Scopri un mondo che non ti appartiene, e ti dicono che si fa ciò perchè bisogna tenersi buono un amico comune. Non si poteva andare in Uefa la sera stessa e dire “non si gioca”. La procedura poco ortodossa adottata da Dino Viola è stata quella di denunciare la vicenda, andando incontro anche a critiche e problemi giudiziari.

Stasera io vorrei sapere che cosa ho detto nell’intervista del 20 di Gennaio ; una battuta fuori posto, una parola messa male, può succedere, ho sbagliato, ma può succedere. Lo spirito della chiacchierata sul caso in questione era assolutamente informativa e privata. Io questa mattina ho provato a mandare una diffida alla divulgazione ma mi è stato risposto che non è possibile eliminare l’intervista. Io mi assumo la responsabilità della cosa, ma domani è probabile che faccia un comunicato per smentire e spiegare la vicenda. Tra l’altro ero di fronte ad un collega, dal quale mi aspettavo una certa trasparenza e sincerità.

La cosa che mi lascia sconcertato, è che ho fatto di tutto per difendere l’immagine di Dino Viola e dopo 27 anni succede questo, allora Riccardo Viola è impazzito !
Mi hanno chiamato tutti e mi hanno chiesto se ero diventato matto.
Comunque chiedo scusa se c’è stata una frase fuori posto, ma non accetto che vengano travisate le mie parole e tra l’altro io la liberatoria l’ho firmata per un’intervista su Falcao. Fine.”

Alla stessa trasmissione è intervenuto Ettore Viola, fratello di Riccardo per commentare la vicenda ma anche il momento giallorosso:

Cosa accadde quella sera precedente a Roma-Dundee?
Fu condannato Landini a restituire il mal tolto, comunque sia la giustizia civile che quella sportiva diedero ragione a mio padre. I tifosi per festeggiare il presidente imbandierarono via porro come mai successe e succederà e per questo vanno ringraziati i ragazzi del Cucs di un tempo.

Tutto naque da una voce che mio padre volesse sobillare il posto di Sordillo. Questa storia nota a tutti, appannò l’immagine di mio padre, comunque è una storia chiusa, di grande trasparenza e affetto nei confronti della Roma, di mio padre, sentimento ovviamente sempre ricambiato. Poi sono sincero, dove parla mio fratello Ubi maior minor cessat. Ha parlato di questa vicenda, avrà fatto un errore, però sicuramente Riccardo saprà rimediare.

Tra l’altro Maldera, che era diffidato, venne ammonito e quindi squalificato per un fallo venale e non potè giocare la finale con il Liverpool, quindi mi sembra al quanto inutile parlare di partita combinata o corruzione.

La storia di mio padre non può essere paragonata a quella di altre squadre come ho letto e sentito in queste ore.
L’unica che fu in un certo senso combinata è Roma-Genoa 1-1 con la quale vincemmo lo scudetto, ma furono i giocatori tra di loro perchè ci bastava un punto per vincere quello scudetto e il Genoa era praticamente salvo, ma mai e poi mai vennero sborsati soldi per fini del genere, perchè l’onestà e la trasparenza di mio padre e della sua gestione erano e sono sotto gli occhi di tutti.”

I soldi rivolti all’arbitro Vautrot arrivarono mai nelle mani dell’arbitro francese?
“No, si sono dispersi nelle mani di altri. Tra l’altro lui fu il primo arbitro che incontrò la Roma di Dino Viola in Europa con il Ballimena. Poi la giustizia ha seguito il suo corso. Condivido a pieno quello che ha detto Riccardo poco fa da voi.”

Sul cambio di società?
“Sono come tutti ottimista e in attesa per il cambio societario. Ma ricordiamo sempre che una grande società si fa con un grande presidente, che abbia una grande sensibilità per capire che serva gente competente per fare calcio e grandi calciatori e si affidi a persone dal calibro europeo. Serve anche un grande allenatore, come Ancelotti, che però sembra rimanga in Inghilterra, come Baldini che da quanto sento pare rimanga nella federazione inglese, e questo dispiace perchè servono persone importanti che sappiano fare calcio ai massimi livelli europei. Sinceramente non mi sembra positivo che certe persone rimangano dentro sotto nuovi incarichi, servirebbe un colpo di spugna vero. Montella mi sembra troppo giovane anche se bravissimo.”

Cosa ti convince e cosa non ti convince di questo consorzio?
“Il merchandising non mi convince molto, perchè serve una vera e propria rivoluzione così come servono marchi importantissimi e come sappiamo per es. con la kappa c’è un contratto di altri 6 anni e rescinderlo significherebbe pagare una penale salatissima. Io credo che l’unica cosa che ci renderà veramente competitivi è lo stadio di proprietà che vive 365 giorni l’anno con un’operazione commerciale al suo interno e al suo esterno che possa coinvolgere tifosi e turisti, così come voleva fare mio padre già 25 anni fa, ma non gli fu permesso.”