PRIMAVERA. Il pagellone… a Tranci. Seconda parte

Redazione RN
16/06/2011 - 18:37


PRIMAVERA

Il pagellone di Franci è un must per tutti i lettori di Romanews.eu, nel nostro piccolo abbiamo provato a farlo anche per la fantastica stagione vissuta dalla Primavera diAlberto De Rossi culminata con lo scudetto Primavera.
Dato l’elevato numero di protagonisti abbiamo deciso di “spezzarlo” in due parti. Insomma, un Pagellone…. a Tranci!

LEGGI LA PRIMA PARTE

 

SECONDA PARTE

I CENTROCAMPISTI

CICIRETTI 8.5: indiscusso trascinatore degli Allievi allo Scudetto nella passata stagione, quest’anno lui che certo non è un corazziere soffre un po’ il passaggio a un Campionato molto più fisico come quello Primavera. Per fortuna a calcio si gioca con i piedi e lui quando è in possesso di palla dà scuola al resto della categoria. Classe, visione di gioco, tiro micidiale e assist a ripetizione; il suo valore è tutto in quel numero che porta sempre sulle spalle: dieci.

FALASCA 7: riserva di lusso nella prima parte della regular season, parte spesso titolare nella seconda parte e colleziona alla fine sedici presenze e due reti (ad Ascoli e Lecce). Senso geometrico innato e grande dinamicità, quando De Rossi chiama lui si fa trovare pronto. In Coppa Italia è l’uomo in più dei giallorossi. Un altro dei ragazzi terribili del ’93.

FLORENZI 9,5: capitano, cuore e motore inesauribile della Roma derossiana. Voci di corridoio dicono che corra anche mentre dorme. E’ lui il bomber romanista in regular season con 14 gol; chiude la stagione con due soddisfazioni enormi: l’esordio in Serie A contro la Samp e la Coppa alzata, fascia al braccio, nella splendida serata di Pistoia.

PIZARRO 6: si becca il voto anche il “pek”, una presenza in Campionato contro la Reggina per riprendersi dall’infortunio al ginocchio. Ha esplicitamente richiesto con un sms a Conti la medaglia d’oro di Campione: 31 anni e non dimostrarli. Giovane dentro.

POLITANO 7.5: altro ragazzo del ’93 dalla tecnica di primissimo livello. Sedici presenze (quasi tutte da subentrato) e tre gol messi a segno: è la carta che De Rossi si gioca quando la squadra deve respirare, perchè se la palla ce l’ha lui gli avversari non la vedono più. Garantito.

VERRE 7: classe ’94, capitano degli Allievi Nazionali. E’ così bravo che Alberto De Rossi lo ha lanciato titolare sotto età in un derby; basterebbe questo ma lui ci aggiunge nove presenze in regular season e due nella fase finale, compresi tutti i supplementari della finalissima con il Varese. Il primo puntello della Primavera del futuro.

VISCONTINI SV: fa parte anche lui della rosa della Primavera ma non riesce mai ad esordire.

VIVIANI 9.5: l’architetto indiscusso della manovra giallorossa: è il suo destro a mettere in moto le offensive capitoline nell’arco di tutta la stagione. Micidiale sulle punizioni, segna sei gol in Campionato e si toglie anche lo sfizio di andare in gol nella bolgia dell’Olimpico nella sfortunata finale di Coppa Italia.

GLI ATTACCANTI

BEZZICCHERI 6: cinque presenze per l’ex Salernitana e Parma (due da titolare), ma gli bastano per poter dire “quell’anno ho fatto un gol anche io”. A Trigoria, nel 4-0 sul Pescara, l’attaccante esterno firma la terza rete giallorossa.

BONGIOVANNI SV: fa parte anche lui della rosa Campione d’Italia ma una sterminata serie di problemi fisici gli impediscono di scendere in campo. Sarà per l’anno prossimo

BUSCIA 6: torturato da malanni fisici vede la luce solo nel finale di stagione: due presenze condite da una rete (al Bari) tanto per ribadire che il fiuto del gol non lo abbandona mai.

CAPRARI 10: a un certo punto è diventato come Figaro, il Barbiere di Siviglia che tutti lo cercano e tutti lo vogliono. Non solo la stampa romana in toto, ma soprattutto Vincenzo Montella che se lo porta in giro in Italia, nel Mondo e in Europa. Con la Primavera un’annata da incorniciare, con il suo destro perennemente in vetrina come il più prezioso dei diamanti.

DIEME 9: Jerry da San Lorenzo (la squadra del Prenestino, non il club argentino, come audacemente affermato da un avventuroso commentatore del Torneo di Viareggio) è il classico sogno di ogni allenatore: velocissimo, resistente, duttile, tatticamente preziosissimo. Secondo bomber stagionale in Campionato dei giallorossi con 11 reti (pesantissime quelle al Napoli e a Siena e la doppietta al Frosinone), chiude la stagione confezionando l’assist per il gol Scudetto di Montini con l’ultima sgroppata.

LEONARDI 7.5: attaccante di scorta dalle medie elevatissime, quattro gol in dieci presenze in Campionato, tre reti in Coppa Italia. E’ arrivato due anni fa dall’Urbetevere: l’anno scorso ha vinto lo Scudetto (e l’Arco di Trento) con gli Allievi, quest’anno con la Primavera. Due titoli in due anni, qualcuno lo porti in Prima Squadra!

MONTINI 10: cosa succede a questo tranquillo ragazzone di Frosinone quando si trova nei sedici metri avversari è un mistero: dal pacato Dottor Jekyll si trasforma nell’assatanato mister Hyde scagliando in rete qualsiasi oggetto sferico nelle sue vicinanze. In tutto il girone d’andata non fa nemmeno un gol, immalinconito da una lunga serie di infortuni. Nel girone di ritorno De Rossi lo utilizza in undici partite, lui va a segno in nove di queste (con doppietta alla Reggina): una tassa. Nella fase finale è di un altro pianeta: provano a fermarlo con la kryptonite e i proiettili d’argento ma non c’è niente da fare. Lui punisce prima il Milan e poi il Genoa, poi affonda con una tripletta le speranza del Varese scrivendo di proprio pugno la parola “ROMA” sulla Coppa.

PISCITELLA 8.5: la vera dimensione del valore della Roma è data da questo ragazzo classe ’93 che sarebbe titolare ovunque. Nella Roma è nell’undici iniziale tredici volte e subentra in altre nove occasioni, comprese le tre gare della fase finale. Tecnica impressionante, dribbling fulmineo e grande facilità nel vedere le porta (ben dieci gol alla fine, terzo cannoniere giallorosso in Campionato); quando è in campo è davvero difficile staccare gli occhi dal funambolo di Nocera. Calcio allo stato puro: prestate grande attenzione a questo ragazzo.

THIAM 6.5: attaccante che fa della rapidità la sua arma migliore, viene utilizzato con buon profitto nel girone d’andata dove realizza ben quattro gol in sette presenze. Nella seconda parte della stagione recita da comprimario con solo due gettoni contro Napoli e Grosseto.

L’ALLENATORE

DE ROSSI 10: diamo a Cesare quel che è di Cesare. Ha preso in mano una squadra giovanissima, ricca di ’93 che in altri lidi, da radicato malcostume italiano, a stento vedono la panchina. In una categoria estremamente fisica ha guidato una squadra che faceva della tecnica superiore l’unica arma disponibile. Ha espresso un gioco spettacolare ed offensivo, paragonabile in Italia solo a quello del Varese, portando una squadra intera nelle Nazionali giovanili. Lo hanno accusato di aver stravinto un girone troppo facile e lui si è vendicato battendo in fase finale tre delle migliori squadre del Nord (quattro considerando l’Inter in Coppa Italia); lo hanno accusato di fallire i grandi appuntamenti dopo la finale persa con la Fiorentina e lui ha alzato il trofeo più importante al termine di una gara da leggenda.

Marco D’Amato e Davide Garofalo

 

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