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Foto Getty

POLITICA CALCIO UNDER ERDOGAN – Fuori la politica dal calcio. E’ questo l’urlo, l’appello che si sta alzando in queste ore tra tifosi e addetti ai lavori in seguito al post social di Cengiz Under: una foto che lo ritrae esultante con la maglia della Roma mentre esegue un saluto militare e didascalia con tanto di bandiere della Turchia. Un messaggio inevitabilmente riconducibile ad un sostegno a distanza all’offensiva turca in Siria contro i combattenti turchi ordinata da Erdogan.

‘Fonte di pace’: l’operazione ordinata da Erdogan

Mercoledì 9 ottobre 2019 il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha annunciato l’inizio dell’operazione militare denominata “Fonte di pace” contro i combattenti curdi nel nordest della Siria. Offensiva lanciata dalle forze armate turche insieme all’esercito nazionale siriano, e agevolata dalla decisione del presidente Usa Donald Trump di ritirare i soldati americani presenti nella zona. Un attacco con diverse motivazioni: dal controllo del territorio per creare una ‘zona cuscinetto’ al confine, fino alla volontà di voler riportare parte dei migranti siriani – almeno 2 milioni nei piani di Erdogan -, nel Paese. Iniziativa militare condannata da (quasi) tutte le potenze mondiali, che hanno chiesto al primo ministro turco l’immediato stop delle ostilità su una terra e popolazione che già hanno vissuto tanta, troppa sofferenza.

La Turchia attacca i curdi: da Under a Unal, i calciatori con Erdogan

Il sostegno social di Under ha fatto molto rumore, ma non è stato il solo calciatore turco a mostrare appoggio al proprio paese. Anche Calhanoglu e Demiral hanno fatto sentire la propria voce. Quest’ultimo ha addirittura aperto una discussione con Marchisio, con l’ex centrocampista della Juventus indispettito per aver visto il difensore definire l’offensiva ‘operazione di pace’. Ma uscendo dai nostri confini troviamo anche altri esempi: Cenk Sahin del St. Pauli, con il club che poi ha preso le distanze con una nota sul proprio sito ufficiale, fino ad arrivare a Unal del Valladolid. Erdogan avrà sicuramente gradito essendo da sempre un grande appassionato di calcio e forte sostenitore del bisogno della crescita del movimento del suo paese. Ma al di là di questo, dovrebbe esserci una cosa ben chiara a tutti: politica e guerra fuori dal calcio. Sempre. E soprattutto la guerra che sarebbe bello veder fuori da qualunque ambito.

Alessandro Tagliaboschi

4 Commenti

  1. Concordo con il commentatore Tagliaboschi. Politica e guerra fuori dal calcio. Mi dispiace vedere da parte dei giocatori turchi in Italia questo atteggiamento di acquiescenza e servilismo nei confronti di Erdogan con l’approvazione dell’invasione turca in territorio siriano. Under ha mostrato fino ad oggi di essere un buon calciatore con ottime prospettive di miglioramento ma di dover ancora crescere parecchio sotto l’aspetto di una sensibilità sociale e umana. Ad oggi non può certo ritenersi cittadino del mondo.

    • posso essere d’accordo con te ma ti voglio ricordare che le famiglie dei calciatori turchi stanno in Turchia e li c’è erdogan

  2. turchi invasori e massacratori di milioni di EUROPEI per secoli. Anziche’ mendicare un posto in UEFA dovrebbero ottenere di essere buttati fuori del CIO per palesi violazioni alla Carta Olimpica. Se il Calcio piange per le donne poco considerate ed i gay deve anche prendere posizione contro i tiranni che colpiscono gli innocenti !

  3. Più che una presa di posizione politica del ragazzo a ben pensarci mi sembra la dimostrazione che la dittatura di Erdogan non fa sconti e richiede un atto di sottomissione e propaganda a chiunque rappresenti la Turchia in qualsiasi forma. Questo è l’aspetto peggiore della questione

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