ROMA-CARPI, L’ANALISI TATTICA – La Roma prova faticosamente a ripartire dopo una settimana di tensione e polemiche più che legittime, con una prestazione dove diventa difficile capire dove arrivano i meriti dei giallorossi e dove cominciano i demeriti degli avversari; in una gara dove la pochezza dell’avversario ha dato il la a quella che ben presto si è rivelata una passeggiata interrotta solo da qualche amnesia dei singoli e dal pericoloso allungarsi della squadra sul campo,concetto che comincia a diventare uno degli aspetti negativi della manovra; i giallorossi occupano il campo con un 4-2-3-1 con Pjanic che giostra nel cuore del gioco, il più vicino all area di rigore avversaria, cercando di creare suggerimenti imprevedibili che possano scardinare il muro difensivo degli emiliani; inizialmente i giallorossi fanno molta confusione, andando a giocare molto in mezzo al campo intasando così gli spazi centrali, anziché lavorare molto sui cambi di gioco per creare le superiorità numeriche sulle fasce dove il Carpi sarebbe in difficoltà e lavorare sui tagli della punta esterna alle spalle del quinto di centrocampo avversario; il Carpi lascia giocare, ma non ci sono superiorità sulle fasce da parte dei giallorossi, così la prima grande occasione è proprio per gli emiliani e scampato il pericolo viene in aiuto una mischia dove Manolas viene a trovarsi in grado di superare Brkic; Il Carpi ha 8 giocatori bloccati e Borriello e Matos in attacco, unici riferimenti da controllare per la linea difensiva ; in 30 minuti la Roma va sul 3-0 sfruttando molti errori degli avversari e si può dire che tatticamente la gara finisca qui; nel secondo tempo il Carpi col passaggio al 4-3-3 prova a rimettere in piedi la gara ma la sua qualità di palleggio è talmente bassa che regala in uscita la palla a Totti dal cui sviluppo di azione si chiude definitivamente la gara sul tap-in di Salah

DE SANCTIS: La sua parata su Borriello è fondamentale nell’incanalare la gara nei binari giusti, anche perché il possibile vantaggio del Carpi avrebbe creato uno scenario e una tensione pesante sotto l aspetto ambientale; dopo 5 anni un portiere della Roma torna a parare un rigore in una gara ufficiale,e poco importa che l impresa sia ininfluente sul risultato finale già acquisito

MAICON: Entra nell’azione del terzo gol, dopo 30 minuti di spinta unicamente con la palla al piede, dove ormai fatica a trovare quella prepotente percussione sulla quale aveva costruito la sua carriera; davanti a lui praterie infinite, liberate fa Salah e Gervinho che vanno a giocare molto dentro al campo; la prima situazione che gli servono la palla sulla corsa premiando il suo inserimento pennella il cross per il primo gol italiano di Digne

MANOLAS: Dal momento del suo arrivo in giallorosso si era sempre contraddistinto per generosità e spirito di sacrificio, l’infelice epilogo di Marassi del quale se ne era reso protagonista strideva con tale scenario; ma il calcio è galantuomo e a distanza di pochi giorni restituisce il maltolto regalandogli il rimpallo del vantaggio e del suo primo gol italiano; Borriello cerca spesso De Rossi ben sapendo che col greco avrebbe vita difficile

DE ROSSI: Borriello lo prende in velocità in occasione del primo pericolo portato in giornata e poi gli prende il tempo in area siglando il gol che decreta in maniera inequivocabile come diventi un azzardo puntare su Daniele quando di affronta un avversario che vive l area di rigore con numeri storicamente importanti; per il resto la sua fase di palleggio iniziale vive di libertà inevitabili vista la pochezza nelle accortezze tattiche dell’avversario

DIGNE: Il primo gol italiano arriva al termine di una gara ben giocata in entrambe le fasi, con una spinta costante sugli spazi dell’out sinistro copiosamente concessi dall’avversario, con Salah(inizialmente) e Gervinho che viaggiano dentro al campo lasciandoli spazi agevoli per spingere

PJANIC: Migliore in campo, dipinge calcio dietro le linee con puntualità ed efficacia, fraseggiando e imbucando palloni importanti, complici Bianco che non gli riserva trattamenti particolari nonostante si trovi a transitare bella sua zona; inganna Brkic sul gol sorprendendolo sul suo palo

KEITA: Uno stacco perentorio area prima di salutare la gara e i prossimi 20 giorni di attività

NAINGGOLAN: In leggera ripresa, anche per via dei dirimpettai avversari che riescono nella non facile impresa di vivere una gara di pura presenza scenica sul campo

SALAH: Quando entra in possesso della palla sai sempre che può succedere qualcosa, ma se la Roma riuscirà ad inserire all interno degli sviluppi di gioco anche il suo movimento senza palla per ricevere (fondamentale al momento assente) la pericolosità dei giallorossi diventerà completa

GERVINHO: Dopo 7 mesi esatti torna al gol in gara ufficiale ma, (non)valore dell’avversario a parte, è confortante rivedere certe percussioni da mesi non pervenute; comincia dalla parte di Gabriel Silva per poi transitare molto per vie centrali negli spazi liberati da Dzeko

DZEKO: Come per Salah, sai comunque che fargli pervenire palla significa avvicinarsi al bersaglio grosso con probabilità di riuscita molto alte; alterna presenza in area a movimenti ad uscire, tanto che qualora i compagni imparassero a “leggere” gli spazi che libera occupandoli coi tempi giusti si troverebbero a gioie inaspettate

VAINQUEUR: Piacevole sorpresa, con un piede educato e una regia compassata alternata ad accelerazioni e giocate toccanti improvvise; si sistema a fianco a Nainggolan e lo spalleggia liberando Pjanic da compiti ingrati

TOTTI: Quando si distende a bordo campo prono per ricevere le cure mediche dopo il gol, si rivivono le stesse identiche immagini di Roma-Napoli di 2 anni fa quando cominciò col suo infortunio a vacillare la stagione monstre alla quale sembrava avviarsi la prima Roma garciana

ITURBE: In attesa di trovare un identità accettabile alla causa, porta sul campo il suo fare velleitario ma comunque generoso

M.R.

1 commento

  1. E’ il velleitario e generoso iturbe che da per la prima volta la palla in corsa a maicon. Non si puo’ dire? Quando gioca da falso 9 non va male ma forse e’ scomodo. Se comunque il carpi va in difficolta’ subito e’ perche tutti pressano compresi gervinho e salah che all’ occorrenza rincorrono l’avversario per 50 metri. Chiaro questa squadra sa ripartire quando in vantaggio ma deve abituarsi a sbloccare ke partire con squadre chiuse. Ieri e’ stato un primo passo

Comments are closed.