CALCIOMERCATO ROMA PETRACHI – Il calciomercato è pronto ad aprire i battenti. La finestra invernale, che durerà fino al 31 gennaio, è un’occasione per alzare il livello e dare profondità alla rosa a disposizione di Fonseca. L’urgenza è legata all’acquisto di un vice-Dzeko. Kalinic ha deluso e potrebbe presto essere interrotto l’accordo per il prestito annuale con l’Atletico Madrid. Meno impellente invece l’esigenza sulle fasce difensive e offensive, affari possibili solo in caso di uscite. Comunque, tenendo fede al concetto di ‘riparazione’, non sembrano esserci i presupposti per colpi costosi o nomi eclatanti. A lavorare in entrata e in uscita sarà Gianluca Petrachi, alla prima esperienza ‘invernale’ nei panni di ds della Roma dopo la pluriennale avventura al Torino. Ma come ha lavorato in questo particolare periodo dell’anno il ds pugliese in passato? La redazione di Romanews.eu ha analizzato gli affari conclusi da Petrachi nelle ultime sessioni in granata per capire meglio il suo modus operandi.

Dalla Serie B all’Europa: il Torino costruito a sua immagine e somiglianza

Dal 2009 in carica al Torino, Petrachi è stato uno dei principali fattori della crescita granata, partita dalla Serie B a fine decennio scorso e culminata con due partecipazioni all’Europa League. In mezzo tantissimo lavoro per migliorare la rosa fatto esclusivamente secondo il suo volere. Una prerogativa fondamentale su cui aveva insistito anche in occasione della sua presentazione alla Roma: “sulla scelta tecnica sono io a prendermi le responsabilità, come ho sempre fatto”. Scelte quasi sempre azzeccate le sue: Glik, D’Ambrosio, Cerci, Immobile, Darmian, Bruno Peres. Tutti acquistati a cifre basse e rivenduti a peso d’oro dopo aver fatto le fortune granata. Ultimo, e probabilmente più importante, fu l’acquisto di Belotti dal Palermo. Preso per poco più di 8 milioni, ora ne vale almeno 40 ed è il centravanti della Nazionale azzurra di Mancini.

Petrachi e gli affari di gennaio: solo colpi in attacco, spesso azzeccati

Prendendo in considerazione l’ultimo quinquennio al Torino, quello dell’exploit che ha portato i granata stabilmente nelle posizioni medio-alte della classifica, non sono molti gli acquisti fatti da Petrachi a gennaio. La rosa a disposizione dei vari Ventura, Mihajlovic e Mazzarri è sempre stata costruita in estate, con poco da ‘riparare’ in inverno. Una tendenza già mostrata a Roma, con mezza rosa titolare cambiata rispetto alla stagione scorsa e undici colpi totali nella finestra estiva. Qualche eccezione però, nella carriera in granata c’è stata e spesso, curiosamente, è avvenuta proprio in attacco, reparto che al momento più necessita di rinforzi nella rosa giallorossa. Il primo fu Maxi Lopez nel 2014, arrivato dal Chievo per irrobustire l’attacco del Toro e in grado di segnare 11 gol in sei mesi tra campionato ed Europa League. L’anno dopo (stagione 2015/16) è stato il turno di un ritorno gradito: Ciro Immobile. Pochi mesi prima, nell’estate 2014, parte in direzione Borussia Dortmund da fresco capocannoniere della Serie A per una plusvalenza record. In quel caso Petrachi lo convinse ad accettare un prestito semestrale prima di passare poi in estate alla Lazio. Altra stagione e nuovi rinforzi invernali. A gennaio 2017 il ds pugliese sceglie di bussare proprio alla porta della Roma. Con i giallorossi chiude due operazioni, una decisamente più fortunata dell’altra. Arrivano Iago Falque ed Iturbe. Il primo in realtà, in prestito già da luglio, viene riscattato in anticipo da Petrachi, convinto dalle super prestazioni dello spagnolo. Per il secondo invece è stata solo l’ultima tappa verso una carriera in declino costante. E’ stato proprio Iturbe forse l’unica scommessa persa nella lunga parentesi del ds a Torino. Parentesi che ha dimostrato come le squadre costruite da lui, di solito, non hanno bisogno di grandi interventi riparatori.

Pietro Mecozzi

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