MILAN ROMA ROMAGNOLI PELLEGRINI – Carbone o cioccolato? Chissà cosa troveranno i giallorossi nella calza dell’Epifania dopo il match del 6 gennaio contro il Milan. Il 2020 giallorosso, sulla carta, non inizia nel più dolce dei modi, visto che a soli tre giorni di distanza l’Olimpico ospiterà la Juve. Ma la corsa al quarto posto resta aperta, e la Roma deve iniziare a decidere cosa voler fare da grande. Chissà se in questi primi appelli di gennaio la squadra di Mou riuscirà a strappare qualche 30 e lode. Per provarci, il tecnico si affida alla certezza Lorenzo Pellegrini, che ritroverà un volto noto, Alessio Romagnoli.

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Roma, Lorenzo Pellegrini

“Se avessi tre Pellegrini giocherebbero tutti e tre”, parole e musica di José Mourinho che Lorenzo probabilmente farà ascoltare ai suoi tifosi o trasformerà in un poster. Ma non pronunciate a caso, perché sotto la vigile guida del portoghese, il numero 7 ha vissuto una crescita esponenziale testimoniata dai numeri. Crea gioco e si rende pericoloso in fase avanzata, tanto che è primo in rosa per occasioni da gol (40) e per passaggi chiave (38), e secondo per tiri effettuati (44, appena due meno di Abraham). E non si tira indietro quando c’è da svuotare il serbatoio, è infatti secondo anche per media km percorsi a partita (circa 11). Ma soprattutto, 8 gol collezionati sino ad ora in tutte le competizioni, prima di essere bloccato da qualche acciacco al ginocchio e una più lunga infiammazione alla coscia. Lorenzo ha ereditato la fascia da Dzeko, ai tempi di Fonseca, e Mourinho l’ha poi riconfermato. Ora cerca di dimostrare in ogni modo che si trova sul braccio giusto, nonostante qualche mugugno tra i tifosi. Il capitano si è tagliato le ferie per tornare in forma il più in fretta possibile ed esserci nel mini tour de force di gennaio. E sul campo spesso si è caricato la squadra sulle spalle e ha risolto situazioni spinose. Ad oggi, vanta inoltre l’80% di passaggi riusciti, 21 dribbling ben fatti e 5 big chance create, oltre a palloni recuperati (55) e contrasti vinti (68). A ottobre si è legato alla Roma fino al 2026. Ha detto di Mourinho che è ciò di cui la Roma aveva bisogno. Ora tocca a Lorenzo vestire quel ruolo. Ed è sicuramente possibile per uno che più volte è stato sponsorizzato da un certo Francesco Totti.

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Milan, Alessio Romagnoli

La fascia da capitano è sicuramente motivo d’orgoglio, ma pure una responsabilità. E’ anche una promessa, che però non viene sempre mantenuta. Basti pensare al rinnovo di Alessio Romagnoli, capitano del Milan: il rinnovo balla ancora tra le parti, e un accordo ad oggi non è stato raggiunto e il giocatore andrà in scadenza a giugno. Nato in provincia di Roma, il classe ’95 è finito poi all’ombra del Duomo, ma è una vecchia conoscenza di Trigoria, dove ha trascorso gran parte della carriera giovanile e ha incrociato Lorenzo Pellegrini, un anno più piccolo. Il difensore si è affacciato poi anche in prima squadra, con la quale conta 14 apparizioni in totale, tra cui una proprio contro i rossoneri, tra il 2012 e il 2014. Ed è andato in gol una volta, contro il Genoa. Quest’anno in rossonero ha collezionato 18 presenze e 1 gol tra Champions League e campionato. Inoltre, tanti palloni recuperati (55) e intercettati (15) e contrasti vinti (59, contro i 31 persi). Imponente nei duelli aerei, ne ha vinti 32 su 45. Non è stato sempre titolare inamovibile, ma contro i capitolini dovrebbe scendere in campo. Se un giorno di qualche anno fa, sui campetti di Trigoria, avessero detto ad Alessio e Lorenzo che si sarebbero trovati avversari nella cornice della Serie A con tanto di fascia al braccio chissà se ci avrebbero creduto.

M.Teresa Tonazzi

1 commento

  1. dimenticate che Romagnoli da sempre tifoso della lazieeeee!!!! E poi ha fatto gol anche alla Juve con Zeman in panchina…

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