9 Gennaio 2023

Pellegrini, un capitano ‘dietro le quinte’ con numeri da riflettori

I numeri di Lorenzo Pellegrini in questa stagione iniziano ad essere di spessore. Il capitano della Roma ha già dato un contributo, ma alcuni dati tendono a passare più inosservati

Foto Tedeschi

Non sempre è necessario essere accompagnati da un rullo di tamburi per essere leader, è un ruolo che si può vestire anche restando più dietro le quinte. Come per Lorenzo Pellegrini. Il capitano della Roma spesso viene affiancato da qualche mormorio di disappunto in sottofondo, eppure i suoi numeri raccontano una storia diversa.

I numeri

Forse non sfodererà sempre tiri roboanti come la punizione rifilata alla Lazio nel derby dell’anno scorso, ma il classe ’96 il suo contributo, numeri alla mano, lo sta dando. Lo mette in evidenza anche la Uefa, Pellegrini in stagione è stato coinvolto in 13 dei 31 gol sino ad ora siglati dai giallorossi: 5 reti, contro Bologna, Samp, Ludogorest (2) ed Helsinki e 8 assist, con Ludogorest, Helsinki (2), Cremonese, Monza, Inter, Lecce e l’ultimo a San Siro, la pennellata per Roger Ibañez che ha riaperto la partita contro il Milan. A questo si aggiungono 30 passaggi chiave e l’80% di precisione. Un contributo che forse, talvolta, passa in secondo piano. In campo, poi, se si butta l’occhio, lo si vedrà dialogare molto con i compagni e dettare i ritmi. Lorenzo, però, non è un capitano da riflettori sul volto.

Poche parole, conta l’esempio

E’ Pellegrini stesso a sottolinearlo, in più di un’occasione: “Le parole non bastano. Mi piace dare l’esempio”. E lui la fascia da capitano la veste anche nelle riunioni tecniche. Ma se gli viene chiesto della maglia numero 10, liquida l’argomento: “Mai voluta. Quando la vedo penso a Totti, nessun altro”. Lorenzo in certi casi compie volutamente un passo indietro e lascia che a prendere il boato del pubblico siano altri. Ricorderete la sua espressione da fratello maggiore orgoglioso alla presentazione stagionale di Zaniolo “Mi viene più semplice immedesimarmi nelle persone che urlano il nome dei miei compagni”, insomma, un capitano che preferisce restare nel backstage e una sorta di tifoso in campo. La fascia ha deciso di allacciarla alla sua maniera.

M. Teresa Tonazzi

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