• Il Pagellone | Roma ridotta a lumicino ma orgogliosa. Bestialità da stadio a Bergamo

    Redazione RN
    09/05/2023 - 9:00

    Il discorso di Mourinho alla Primavera, l'esultanza di Vlahovic a Bergamo e tanto altro. Ecco i voti di Paolo Marcacci

    | Romanews.eu
    Il Pagellone | Roma ridotta a lumicino ma orgogliosa. Bestialità da stadio a Bergamo

    MARCACCI PAGELLONE SETTIMANA – Dopo la sconfitta casalinga contro l’Inter di Inzaghi, la Roma si prepara ad affrontare la semifinale di andata di Europa League contro il Bayer Leverkusen. Ecco il pagellone del nostro Paolo Marcacci, dal discorso di Mourinho alla Primavera all’esultanza di Vlahovic a Bergamo e le dichiarazioni di Gasperini.

    Il Pagellone

    10 Alexander Arnold 

    Uno che è entrato nel Liverpool a sette anni e non ne è più uscito, conoscendo gloria, notorietà, ricchezza. Ora ha fondato “The after Academy”, progetto assistenziale per quei 999 ragazzi su mille che assaporano la possibilità di diventare calciatori e poi sono costretti a mollare, a diciassette o diciotto anni, con tutte le problematiche psicologiche che il fallimento, percepito come tale, si porta appresso. Avrebbe potuto fregarsene, non l’ha fatto.

    9 L’esultanza di Vlahovic a Bergamo

    Perché all’idiozia, al becerume, all’ignoranza e al razzismo, soprattutto al razzismo, bisogna sempre rispondere, a brutto muso. 

    8 Il discorso di Mourinho alla Roma Primavera

    Pensate quei ragazzi come possono essersi sentiti importanti, oltre che rinfrancati, con un incentivo del genere, nell’intervallo della partita contro la Fiorentina, dopo che avevano chiuso in svantaggio il primo tempo. 

    7 Kvaratskhelia 

    Ghirigori a raffica e cioccolatini tecnici serviti a un pubblico neo – Campione d’Italia nella partita celebrativa contro la Fiorentina. Il principale “miracolo” di Giuntoli per lo scudetto. 

    6 Belotti 

    Il Gallo non segna ancora in campionato, è vero; il suo rendimento è stato complessivamente deficitario, è verissimo. Aggiungete anche tutti gli altri rilievi critici che ritenete opportuni. Però vederlo contro l’Inter sbattersi anche per rimediare un calcio d’angolo, accettando ogni sportellata pur essendo sceso in campo con un’infiltrazione e un bustino per proteggere le costole, è stato a suo modo commovente.

    5 Zalewski 

    Non solo per l’errore in occasione del primo vantaggio interista e non soltanto per le ultime settimane. Sembra che in questa stagione, sostanzialmente, abbia sempre fatto un po’ il compitino, come se la sua versione migliore fosse rimasta a Tirana. 

    4 La Lazio vista a San Siro 

    Come contro l’Inter, nel finale, ma senza i segni di vita che avevano caratterizzato la prima parte dell’impegno contro i nerazzurri. Sindrome da spina staccata troppo presto, a dispetto di una concorrenza in arrivo, per il secondo posto: proprio le due milanesi contro le quali gli uomini di Sarri hanno girato a tre cilindri. 

    3 Ibanez 

    La prima sensazione è che l’assenza di Smalling si avverta al quadrato: prima perché manca lui, poi perché la presenza dell’inglese aiuta il rendimento di ogni compagno di reparto, Ibanez compreso, ora anche lui “orfano”. A parte questo, contro l’Inter è tornata a manifestarsi la sua tara peggiore: spesso, nelle partite che contano, anche se per un’ora ha mostrato soglia di concentrazione pressoché assoluta, quando commette un errore lo commette enorme. 

    2 Spezia

    Dopo il 2-1 all’Inter dello scorso 12 marzo, una progressiva marcia di sprofondamento, tra pareggi faticosi e sconfitte che ora l’hanno, definitivamente, inguaiato. 

    1 I cori di Bergamo contro Vlahovic

    C’è bisogno di motivare il voto? Gente che ancora pretende di stare al mondo distribuendo epiteti in accezione offensiva a seconda della provenienza degli avversari. Magari avendo nella propria squadra calciatori che provengono dalla stessa area geografica degli insultati (e che dovrebbero essere i primi a zittire i propri tifosi). 

    0 Gasperini 

    Peggio delle bestie che ululano contro i neri, danno degli zingari ai calciatori di origine slava e invocano l’eruzione del Vesuvio, ci sono quelli come il tecnico dell’Atalanta, che liquida come insulti da stadio quelli che sono veri e propri atti di razzismo. Un campione rappresentativo di troppi nostri connazionali dei quali continuiamo a vergognarci. 

    Paolo Marcacci

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    1. Considerando che non so’ esattamente quale sia stato il coro… ovviamente rifiuto ogni tipo di razzismo…ma se posso fare una “provocazione”…gli insulti da stadio sono la cosa più pura che è rimasta in questo calcio malato…e dove sono questi giornalisti che si sentono così offesi da questi cori…quando Suarez diventava italiano non li sento mai parlare delle partite truccate del doping di squadre come il PSG che possono pagare un giocatore 100mln all’anno…del fatto che adesso si stanno vendendo anche i palloni…pensa quanti buffi…che ci sono personaggi in lega che fanno il bello e il cattivo tempo…cari giornalisti il calcio è una mafia…e voi ne fate parte!!!

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