• Il Pagellone – Tutto l’amore per Mazzone, da nord a sud; Belotti e De Ketelaere redivivi; Spinazzola capro espiatorio

    Redazione RN
    22/08/2023 - 9:17

    Da Mazzone a Belotti, passando per Spinazzola, Gravina e altro ancora. Ecco i voti nel pagellone della settimana di Paolo Marcacci

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    Il Pagellone – Tutto l’amore per Mazzone, da nord a sud; Belotti e De Ketelaere redivivi; Spinazzola capro espiatorio

    MARCACCI PAGELLONE – L’ultimo saluto a Carlo Mazzone, la rivincita degli oppressi Belotti e De Ketelaere, le critiche a Spinazzola dopo Roma-Salernitana, la situazione di Gabriele Gravina a capo della FIGC e tanto altro ancora. Ecco i voti nel pagellone di Paolo Marcacci.

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    Il Pagellone di Marcacci

    10) Carletto Mazzone

    Il cordoglio per la sua scomparsa è un inno alla memoria di un calcio che abbiamo amato, ma che ha esteso le sue ramificazioni fino al presente: ogni fuoriclasse di quelli che lui ha allenato, da Antognoni in poi, ne parla oggi ringraziando il destino che glielo ha fatto incontrare. Quanti scudetti valgono testimonianze del genere?

    9) La Fiorentina vista al “Luigi Ferraris”

    Squadra pressoché perfetta, cinica come dovrebbe sempre essere; una coralità da calcio totale supportata da qualità individuali più che buone dalla mediana in su, scientifica nell’occupazione degli spazi. Capiremo in seguito in che percentuale ha demeritato il Genoa, ma nel frattempo bravo Italiano, più del solito.

    8) Andrea Belotti 

    Il Gallo ha lavorato duro e in silenzio; ha mandato giù mesi di titoli e battute sul centravanti inesistente che la Roma ancora cerca; si è presentato lucido e famelico alla prima di campionato, con una “quasi tripletta” e l’esibizione del suo vecchio campionario realizzativo. Perlomeno contro la Salernitana, alla Roma paradossalmente non è mancato il centravanti, ma un po’ di alte componenti, a cominciare dai lati. 

    7) Charles De Ketelaere

    Gasperini lo cala nella contesa e lui spacca la partita con il Sassuolo: rileva il partente Zapata e in 45′ sciorina un calcio di qualità e intuito, spesso a un tocco, con buona tempra agonistica e con il gol che sgretola gli equilibri. 

    6) Verona 

    Il coriaceo complesso di Baroni comincia a Empoli portando via l’intera posta pur senza Lazovic, Faraoni e Hien. Ci mette i guanti quando deve Montipò, il resto lo fa l’equilibrio del 3 – 4 – 2 – 1 che il mercato deve ancora puntellare. 

    5) Le dichiarazioni di Chiesa dopo Udinese – Juventus 

    Indipendentemente da ciò che si può pensare del calcio di Allegri, nella serata in cui un attaccante ritrova il centro della scena, oltre che dell’area, le cose da dire sarebbero altre, prima dei rilievi tattici urbi et orbi sull’atteggiamento tattico della squadra. 

    4) I fischi a Spinazzola 

    Non è andato bene, ha sul groppone buona parte delle responsabilità per il secondo gol di Candreva, ha tentato di spingere senza creare troppo spesso la superiorità sul suo lato. Ma quando è stato sostituito è stato travolto dal dissenso come se fosse lui l’unico responsabile della fatica che la Roma stava facendo. Francamente troppo.

    3) Joaquín Correa 

    Nemmeno un minuto contro il Monza; lo ha mollato alla fine pure Inzaghi, che si era speso in prima persona per averlo all’Inter. Una fase, ormai troppo lunga, di implosione tecnica da curare se possibile lontano da Milano.

    2) Il secondo tempo del Frosinone col Napoli

    L’avversario è forte, cinico e ricco di individualità che ben conosciamo; gli uomini di Di Francesco però evidenziano, dopo una prima parte di gara di buona intensità, il difetto ricorrente nelle squadre del tecnico abruzzese: l’incapacità di variare lo spartito per chiudere i rubinetti all’avversario quando la gara si è messa bene. E le partite continuano a durare quasi cento minuti, non cinquanta. 

    1) Genoa 

    Gilardino è stato onesto e lucido, dopo la batosta contro la Fiorentina: i rossoblu hanno pagato lo scotto dell’impatto con la Serie A. Tuttavia, non è giustificabile il fatto che il Genoa non sia mai esistito in partita e che Retegui non abbia ricevuto mezzo pallone giocabile. La sveglia deve suonare subito. 

    0) Gabriele Gravina 

    Continua a succedere di tutto, PEC e contro – PEC, ribaltoni, interviste di Mancini (che ha il 90% di ragione) a raffica, clausole che vanno giustamente onorate, inizio dell’era Spalletti tra plebisciti popolari e sotterranei interrogativi…ma? Ma lui è ancora lì, inamovibile. Dopo il secondo Mondiale bucato e con una gestione del movimento calcio che continua a frenare la rinascita. 

    Paolo Marcacci

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