Il Pagellone del Cotu. Dzeko da 10, Salah è già in Africa. Paredes ‘erede’…di chi?

Redazione RN
25/11/2016 - 15:17

Il Pagellone del Cotu. Dzeko da 10, Salah è già in Africa. Paredes ‘erede’…di chi?

IL PAGELLONE DEL COTU – L’inviato di Romanews.eu”, stila il Pagellone di Atalanta-Roma.

10 a Dzeko, ‘Capopolo’
C’è chi gli dà ancora del cieco, del bidone o del pippone. Lui, da gentleman qual è, incassa e risponde in campo. Edin è fatto così: “alla seconda stagione fa sempre meglio”. Questo luogo comune non lo ha smentito, anzi l’ha reso il suo miglior marchio di fabbrica. Cinque gol in quattro match europei, il ruolino impressiona anche i più scettici, che ora sognano con lui. ‘Morto’ un bosniaco se ne fa un altro, no?

5 a Paredes, ‘Erede del nulla’
Diciamolo chiaramente: con Pjanic in campo quella punizione a giro avrebbe gonfiato la rete, non avrebbe disturbato la traversa. “Leandro più forte di Miralem”: risuona ancora forte la provocazione di mister Spalletti, volta – chissà – a spronare il piccolo argentino, grande a Empoli e oggi a caccia di spunti in una Roma povera di idee in fase di trequarti. Erede del bosniaco. O forse del nulla.

3 a Bruno Peres, ‘Piccoli Brividi’
C’è poco da fare: ‘Brunone’ rischia di infilarsi di diritto nelle grandi delusioni del mercato giallorosso. Se il suo arrivo nella Capitale ha ricordato quello di Gesù a Gerusalemme (ma senza palme), l’ex granata esplode in campo colpendo i suoi stessi compagni. Peres è ufficialmente un mix tra José Angel e Ivan Piris. Una rievocazione storica da brividi. Piccoli brividi.

2 a Salah, ‘Africa League’
Capiamo tutto: il pallone d’oro africano, la Coppa d’Africa, i followers africani e compagnia cantante. Però Momo gioca ancora con la Roma, ma pare esser già tornato in terra natia. Nell’Egitto splendente dei faraoni, distante dal travertino romano. Spalletti non lo toglie e lui pasticcia un po’, sbagliando l’impossibile. Per dirla alla romana: che dovemo fa’?

22 milioni a Iturbe, ‘Strangers in the night’
Il piccolo Juan Manuel è come quell’amico che ti trova lavoro nella sua stessa azienda, ma poi glielo soffi perché sei più bravo. Ecco, il “più bravo” è Perotti, che segna pure di rabona (per sbaglio). Lui (volontariamente) corre per tre e non trova mai la porta, ci mette sacrificio, passione e cuore ma trova una sostituzione che sa di psicodramma sportivo. Spalletti lo applaude e lui rosica visibilmente. “Strangers in the night… na, na, na, naaaaa, naaa…”.

Riccardo Cotumaccio

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