PAGELLE Chievo-Roma 0-2: **Vucinic come a Catania **Totti, De Rossi, i tifosi: da brividi

16/05/2010 - 0:00

 
Quasi trentacinque minuti a cullare un  sogno dolcissimo. Il sogno finisce nei cori di una marea giallorossa arrivata a Verona sapendo che comunque la squadra avrebbe meritato un alluvione di applausi per un’annata indimenticabile. De Rossi guerriero con la sciabola. Pizarro mette compasso e righello tra le ferramenta avversarie. Vucinic come a Catania, gol e lacrime. Ranieri condottiero. Totti lacrime di capitano. Ma il migliore è ancora il pubblico: ‘Roma Roma’ cantato da ventimila voci quando la speranza se ne è già andata. Per un ultimo, lunghissimo brivido.
 
JULIO SERGIO 6,5: Nel primo tempo deve limitarsi a controllare un destro di Granoche in avvio e a volare a centro area per allontanare un corner di Bentivoglio. Un’immagine, questa, che Julio dovrà replicare a più riprese nel seocndo tempo. Bravo anche in uscita bassa, a chiudere su un guizzo di Pellissier.
 
MOTTA 6,5: Cerca costantemente l’appoggio a Taddei in fase di spinta. Porta molto palla, forse troppo in alcuni casi. Attento a controllare Ariatti, tra i più vivi dei gialloblu, in avvio di ripresa è bravo anche su Pellissier. Dopo mezz’ora della ripresa, lascia per infortunio. (30′ st MEXES 6: Un quarto d’ora per non guardare dalla panchina un epilogo che fa male. Va anche vicino al gol: lo avrebbe meritato).
 
BURDISSO 7: Mette il fisico per controllare l’irruenza di Granoche. Utile anche nell’area avversaria, dove spedisce alle stelle un pallone non male.
 
JUAN 7: Anticipi e tackle sono il suo pane quotidiano. Uno dei migliori difensori del pianeta. Anche nella Verona giallorossa di oggi.
 
CASSETTI 6,5: La fascia sinistra non è casa sua. marco gioca comunque una gara ordinata. (Dal 23′ st TONETTO 6: Venticinque minuti per salutare la Roma).
 
PIZARRO 7,5: L’anima dela squadra. Manovra ogni battito, ogni nrespiro della squadra. Riga e compasso dove gli  avversari tengono le ferramenta. Chiude trascinandosi dietro un problema fisico, ma con tre cambi già effettuati non c’è spazio per fargli tirare il fiato. Chiude da protagonista forse la miglior stagione della carriera. Immenso.
 
DE ROSSI 8: Giri bassissimi per tutta la prima frazione. Anzi, quasi tutta, perchè prima dell’intervallo è sua la traiettoria che mette Vucinic davanti a Squizzi per il vantaggio. Non contento, prima dell’intervallo ritrova la sciabola che da troppo tempo aveva dimenticato nel fodero: bolide all’incrocio, quarto gol al Chievo, settimo stagionale in campionato e nuovo record. Saluta il campionato con venti minuti di anticipo. Con un groppo in gola. e le lacrime agli occhi. (Dal 25′ st BRIGHI 6: Torna a Verona nel giorno più amaro. Forse, gli ultimi minuti in giallorosso)
 
TADDEI 6,5: Strappa in volata una maglia a Menez. Con Motta alle spalle, deve stare attento a non scoprire la corsia per le scorribande veronesi. Molto attivo nel primo tempo, regala a Totti il pallone del vantaggio che il capitano spreca. Nella ripresa, come tutta la Roma, frena in attesa di notizie da Siena.
 
PERROTTA 7: Deve rivedere più e più volte il proprio ruolo per non pestare i piedi di Vucinic che srtringe spesso dalla sua parte. Di testa invita Totti al destro che coglie il palo. Poi, su servizio di Vucinic cerca di tacco un compagno che non c’è.
 
VUCINIC 8: Posizione quasi inedita, al centro alle spalle di Totti. Dopo dieci minuti butta via un contropiede due contro uno controllando male al momento di lanciare Totti verso Squizzi. E’ però tra i più attivi fin dalle prime battute. Cerca senza molta fortuna il dialogo con Totti. Perfetto il movimento, su invito delizioso di De Rossi, con cui si libera per il destro che vale l’unoazero. Anche nella ripresa, quando tutti sono con la testa a Siena, continua a correre e cercare la giocata.
TOTTI 6,5: Dopo una settimana con poco campo e tanta palestra, il capitano torna a guidare la squadra, fascia al braccio, verso il sogno. Dopo venti minuti stampa l’esterno destro su invito aereo di Perrotta sull’esterno del palo. Passano cinque minuti e sul piede del capitano capitano altre tre palle gol. Poco fortunato, però. Anche peggio, quando a dieci dall’intervallo manca il tocco facile facile su assist splendido di Taddei. Nella ripresa ha almeno un’altra occasione, ma non è giornata. Nonostante un fastidio al solito ginocchio, rimane in campo fino alla fine. Alla fine, tra le lacrime insieme ai propri tifosi. Da unico, grande capitano.
 
ALLENATORE RANIERI 9: A settembre prese una squadra in terapia intensiva, pronta ad arrendersi ad un’altra stagione da dimenticare. Da lì ha costruito un sogno che avrebbe meritato di portare fino all’alba. La vittoria sul Chievo è la ventiquattresima su trentasei gare di campionato. Chapeau al ‘ragazzo’ di San Saba tornato a casa uomo. Meno trendy di Mourinho, meno giovane di Guardiola. Ma capace di un miracolo che forse nessun altro avrebbe potuto costruire. Facendo tornare i romanisti allo stadio. Merita un ‘grazie’ grande così.
 
ARBITRO Tagliavento:  6
 
Matteo Pinci

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