SERGIO OLIVEIRA MEDIANO MEZZALA – Un tempo rivali, ora alleati. Uno, Tiago Pinto, era tra i migliori dirigenti al Benfica l’altro, Sergio Oliveira, vicecapitano al Porto: gli ingredienti perfetti per vederne delle belle in Primeira Liga. Ora, invece, complice l’agente in comune, Mendes, e la figura super partes di Mourinho, nasce l’asse portoghese che deve catapultare la Roma verso gli obiettivi di inizio stagione.

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Le caratteristiche

Il suo palmares, del resto, parla chiaro: 8 trofei, di cui sei con il Porto e due con il Paok Salonicco, una delle tante squadre in cui ha militato insieme a Beina Mar, Malines, Penafiel, Paços de Ferreira e Nantes. Un giocatore poliedrico, un numero 8 in un centrocampo a tre o anche più basso in una mediana a due, come ha detto lo stesso Olivera. Nel primo caso, Mourinho potrebbe impiegarlo in un eventuale ritorno al 3-5-2 o passando al 4-3-3, sfruttando le sue buone capacità di inserimento per arrivare al tiro. Con il solito 4-2-3-1, invece, il portoghese potrebbe essere la diga davanti la difesa o il giocatore chiamato ad avanzare, a seconda che il suo partner sia Veretout o Cristante, ricorda La Gazzetta dello Sport. Un centrocampista intenso, da box to box, così si definisce. Non un regista puro, nonostante i numerosi assist all’attivo, a cui piace inserirsi per sfruttare il suo senso del gol. Un profilo insomma, non da tessitore, ma da chi è solito spaziare in qualsiasi parte del campo, facendosi vedere, all’occorrenza, anche dal dischetto degli undici metri. Non è una sorpresa, pertanto, il suo vizio del gol, considerati i 60 gol in 324 partite (20 in 46 al Porto), da cui vanno tenuti in considerazione anche rigori e calci di punizione. Tutte caratteristiche che fanno ben sperare a Trigoria che ci sia motivo di andare oltre il prestito.

1 commento

  1. Qui sono tutti campioni senza aver vinto niente. Prima facci vincere poi ti applaudiamo. Alcuni sono andati all’aeroporto per Nzonzi, ricordiamolo sempre

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