Occhio alla penna – Mou e i Friedkin, chi aspetta chi?

Redazione RN
23/11/2023 - 19:11

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Occhio alla penna – Mou e i Friedkin, chi aspetta chi?

MOURINHO FRIEDKIN RINNOVO – La questione è aperta e per la soluzione della permanenza sembra soffiare a favore il vento del gradimento popolare: José Mourinho non parla mai a caso, né per scelta di tempo né per contenuti, soprattutto se questi ultimi lo riguardano direttamente. Se avessimo una sufficiente dose di malizia potremmo aggiungere che lo fa in modo strategico soprattutto quando ha l’intento di mettere qualcuno in difficoltà. Ma maliziosi non siamo, quindi lasciamo ad altri questo strascico di malevolenza.
Di certo c’è che il 2023 volge al termine e con un contratto in scadenza gennaio sembra già giugno, forse non a caso hanno entrambi la stessa iniziale. Il sollecito lo ha mandato lui, con tutta la risonanza mediatica possibile; esibendo per l’ennesima volta l’afflato sentimentale nei confronti del tifo romanista, al quale i sentimenti di quest’ultimo hanno risposto. Secondo alcuni sono autentici entrambi, secondo altri la purezza è solamente quella dei romanisti, mentre il tecnico avrebbe soltanto lanciato un’esca. A chi scrive, al netto delle considerazioni circa l’estetica del gioco e la relativa produttività, sembra di poter dire che in questa fase della carriera dello Special One poche altre piazze sarebbero adatte a fargli sentire lo stimolo adatto per tentare di vincere un trofeo.

A proposito di pubblico e di piazza, o di ambiente se il lettore preferisce, bisogna mettersi d’accordo circa i romanisti che “fanno giurisprudenza” quando si misura il gradimento dei tifosi verso il tecnico lusitano. Si intende il pubblico dello stadio o, per intero, la variegata comunità romanista che fruisce la passione per la Roma in tutti gli altri modi, che anima il dibattito radiofonico e dei social come quello della strada? Una differenza mica da poco, come dimostrano le molteplici opinioni che arricchiscono i confronti più o meno virtuali, come quelli che ospitiamo sulle nostre pagine, sempre con la porta aperta al dubbio se sia più condizionante il personaggio Mourinho o la qualità del calcio che lui propone, nel bene o nel male.

In tutto questo discorso, c’è spazio per il cosiddetto convitato di pietra, per un’entità non nominata ma in qualche modo comunque presente: la proprietà della Roma, quegli stessi Friedkin a cui Mourinho ha teso la mano o che ha chiamato in causa, a seconda dei punti di vista. La loro operatività a fari totalmente spenti l’abbiamo conosciuta e non di rado apprezzata, ma stavolta le condizioni e la tempistica ci inducono a porci una serie di interrogativi supplementari: se stanno aspettando, cosa stanno aspettando? Oppure: se Mourinho avesse già compreso che non è aria di rinnovo e si sia premurato di uscirne in un modo o nell’altro da “vincitore” agli occhi della pubblica opinione romanista? O ancora: se la proprietà stesse aspettando il quarto posto per rinnovare? Con i tempi come saremmo messi, a quel punto? Una sola cosa è certa, nel frattempo: è per questo sentiero che passano i destini della Roma in questa stagione, capiremo tra un po’ di tempo chi ci avrà tenuto sul serio e chi soltanto a parole.

Paolo Marcacci

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