Occhio alla penna | “Batterai per sempre, core de Roma”

Redazione RN
04/02/2024 - 22:40

Occhio alla penna | “Batterai per sempre, core de Roma”

– Oh capitano mio capitano…chi conosce questo verso? -: sarebbe piaciuto anche al leggendario Professor Keating de “L’attimo fuggente” un eterno ragazzo come Giacomo Losi.

Un ragazzo che seppe subito farsi voler bene, che brillava per impegno e umiltà, che seppe aspettare il suo turno, il 20 marzo del 1955, contro l’Inter Campione d’Italia in carica: 3-0 per i giallorossi. Il giovane esordiente meritò le congratulazioni di compagni e avversari.

Inizia da mezzala nella Soncinese, la sua storia; da lì nel 1951 lo preleva la Cremonese per la somma di 500.000 Lire; nei due anni di Cremona il tecnico Bodini lo plasma nel ruolo di terzino, riconvertendolo, ottenendo di far risaltare le doti di corsa e tenacia, il grande senso dell’anticipo, l’illimitata disponibilità a sacrificarsi per la squadra.

Dopo la promozione dei grigiorossi in Serie C nel 1954, passa alla Roma per otto milioni di Lire: comincia una storia di fedeltà alla maglia, di legame con il pubblico mai messo in discussione, neppure domattina o dopodomani. Una identificazione con il club che nessuno, a cominciare probabilmente da lui, avrebbe mai potuto immaginare. 486 presenze ufficiali e quindici stagioni con i colori giallorossi che più che una maglia diventano una culla, come se in città e nella squadra fosse nato realmente; un’eternità calcistica neppure ipotizzabile nel calcio di oggi, a meno che non ci si chiami Francesco Totti.

Il 1959 è l’anno della trasformazione definitiva in difensore centrale; in quella stagione torna ad essere titolare dopo un paio d’anni di parziale accantonamento in cui medita persino di lasciarla, la Roma, visto che sulla fascia gli viene spesso preferito Corsini. La definitiva sistemazione al centro del reparto contribuisce alla sua investitura da leader, ratificata dalla fascia di capitano che gli cinge il bicipite dalla stagione 1960/1961, che è anche quella in cui la Roma mette in bacheca quello che fino alla conquista della Conference sotto la guida tecnica di José Mourinho sarebbe rimasto per più di sessant’anni l’unico unico alloro europeo, la Coppa delle Fiere.

Giacomo è, nel “sempre” della fedeltà assoluta, un capitano sempre pronto a morire per la squadra; di conseguenza, la squadra morirebbe per lui, se solo Losi lo chiedesse.

È in un pomeriggio di gennaio del 1961 che il legame con il popolo romanista da indissolubile diviene addirittura eterno: scende all’Olimpico la Sampdoria di Brighenti e compagni, la gara si complica per la frattura di Guarnacci; Roma in inferiorità numerica – all’epoca non erano previste sostituzioni – e difficoltà che si moltiplicano: su un recupero in scivolata effettuato con la consueta generosità, Losi si provoca uno strappo all’inguine. Viene spostato all’ala, ormai soltanto per fare numero, come vuole l’usanza. Samp in vantaggio per 1-2, il risultato viene riacciuffato dalla Roma grazie a un preciso diagonale di Manfredini. È già un mezzo miracolo, che si compie definitivamente in extremis quando proprio Losi, facendo perno su una sola gamba, riesce a svettare di testa su calcio d’angolo: 3-2, il fremito della rete è ancora in corso e il capitano è già diventato “Core de Roma”.

A dispetto di un commiato dai colori giallorossi – otto stagioni dopo – malinconico e sottotono, complice l’atteggiamento sprezzante di Helenio Herrera che alla scelta tecnica – gli preferisce il giovane Santarini, futuro capitano – sovrappone una mancanza di tatto che Giacomino Losi meno di ogni altro merita, il capitano resterà per sempre “Core de Roma”. Anche domattina, anche tra mille anni.

Ciò che conta, a dispetto di quell’amaro 1969, è però che fino all’ultimo sospiro per quella maglia mai tolta di dosso, quando lo si incontrava a qualche cena ufficiale o raduno di tifosi, anche ai ragazzi di vent’anni veniva spontaneo chiamarlo “Capitano”. Come domattina, come per sempre.

Paolo Marcacci

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  1. Grande uomo e Capitano della Magica Roma , fedeltà assoluta ai colori della Roma, nonostante offerte faraoniche provenienti da Inter, Juventus, Milan…una Vera Grande Bandiera per un tifoso della Roma da 58 anni.Saluti