19 Luglio 2009

Nessuno come De Rossi **nell´era Spalletti

(LA GAZZETTA DELLO SPORT) – Dal Sud Africa a Trigoria, in mezzo tre settimane di vacanza per mettersi alle spalle una stagione difficile sotto tutti i punti di vista: professionale e privato. Rieccolo Daniele De Rossi, motore della Roma spallettiana. Nessuno come lui nei quattro anni all’ombra dell’allenatore toscano: 194 partite, coppe comprese, e 24 gol. Media, nelle presenze, mostruosa: 48 gare e mezzo a stagione. Quando Spalletti richiama all’ordine la truppa “prima giocate almeno l’ottanta per cento delle gare e poi parlate di scudetto”, di sicuro non si riferisce a lui. Il biondo di Ostia va ben oltre l’80%. sfiora il cento, e quasi sempre ad altissimi livelli.Il legame con Spalletti – De Rossi deve molto a Spalletti. Ricordiamo una frase detta quattro anni fa, in una serata di ritiro a Castelrotto, quando ancora Lucianone aveva ancora piacere a parlare di calcio con i giornalisti. De Rossi non era uscito bene nella stagione dei 4 allenatori. Spalletti disse: “De Rossi è un caterpillar. E’ una forza della natura. Vedrete che diventerà uno dei più forti centrocampisti del mondo”. La frase è stata raccolta qualche anno più tardi da Marcello Lippi, grande amico di Spalletti: “De Rossi è uno dei migliori cinque centrocampisti più forti del mondo”. Ai giudizi, si sono sovrapposte le cifre di mercato. Il Real Madrid sarebbe pronto a versare nelle casse della Roma 40 milioni di euro per Daniele. Il Manchester United di Ferguson è sulla stessa lunghezza d’onda. Il Chelsea anche. Detta tutta, vendere Daniele De Rossi sarebbe la strada più semplice per risolvere in un colpo solo i problemi economici della Roma. Ma se vendi Daniele, vendi il futuro. Vendi la speranza di tempi migliori: è attorno ad un giocatore come De Rossi che puoi costruire la Roma del domani.
Il Totem – De Rossi è intoccabile. Non si vende. E’ il secondo totem: l’altro è il capitano, Totti. E’ il capitano in pectore. Daniele si è rimesso al lavoro venerdì mattina, anticipando di tre giorni la chiamata alle armi. I reduci della Confederation Cup (De Rossi, Juan, Baptista), degli Europei Under 21 (Motta e Andreolli) e i grandi convalescenti (Aquilani, Cicinho e Doni) sono convovati per domani. De Rossi ha accorciato le vacanze. E’ sbarcato a Trigoria in scooter, ha fatto mezz’ora di palestra e un’ora di corsa in campo, sotto il sole bollente – 35 gradi – senza batere ciglio. Un fotografo ci ha chiamato e ha detto: “Oggi è tornato al lavoro De Rossi. E’ stato impressionante. Un’ora di corsa senza fermarsi”. De Rossi è questo: uno che ha la forza di mettersi tutto alle spalle e ripartire. Uno che dialoga con la fatica. Uno che all’età di 26 ha già fatto a sportellate con la vita. Proprio due giorni fa, è stato condannato all’ergastolo l’assassino del suocero. Una brutta storia, che ha aperto una voragine nella vita di Daniele. Ma lui niente, testa bassa e lavoro, con una forza invidiabile perché puoi essere ricco e famoso, ma 26 anni sono sempre 26 anni. E invece lui riesce a cogliere gli aspetti positvi della vita. La figlia Gaia, su tutti. Il 16 luglio ha compiuto 4 anni. Nacque proprio nei giorni in cui Spalletti scommetteva su questo ragazzo nato ad Ostia, romano nell’animo e calciatore per istinto. Questa stagione per Daniele taglierà con il passato e spalancherà nuovi orizzonti. Due traguardi: tornare in Champions con la Roma e un mondiale da protagonista in Sud Africa. Nel 2010, Daniele vrà 27 anni. L’età migliore per un calciatore, quella in cui hai la forza di un toro e sei a metà del guado. Dietro la parabola ascendente, davanti il tramonto della carriera. Un anno rock per De Rossi. Stasera all’Olimpico, il suo stadio c’è il re del rock, Bruce Springsteen. Una delle sue canzoni più famose è Born to run, nato per correre. Daniele è born to play football, è nato per giocare a calcio. Bruce e Daniele, viva il rock.

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