Negrisolo: “Alisson vale 200 milioni, Savorani è un fenomeno”

Redazione RN
22/05/2018 - 21:48

Negrisolo: “Alisson vale 200 milioni, Savorani è un fenomeno”

SENTI CHI PARLA ALLE RADIO – La rubrica di Romanews.eu “Senti chi parla… alle radio” è lo spazio quotidiano in cui potete leggere i commenti sul mondo Roma di speaker e opinionisti protagonisti dell’etere romano raccolti dalla nostra Redazione.

Roberto Negrisolo, ex preparatore dei portieri della Roma, a Centro Suono Sport: “Savorani è miglior preparatore dei portieri in Europa, non ho alcun dubbio. Ha cresciuto una marea di portieri, tutti con lui sono migliorati in maniera esponenziale. La sua qualità nell’allenamento è impressionante: riesce a migliorare ogni singolo portiere. Alisson migliorerà ancora il prossimo anno grazie a Savorani. In questo momento il brasiliano è nettamente superiore a tutti, nessuno al mondo sa fare quello che fa lui. Se sono costretto a trovare un aspetto da perfezionare, devo dire che può migliorare nelle uscite basse”.

Mario Somma a Centro Suono Sport: “I tre top della Roma sono stati Alisson, Manolas e uno tra Nainggolan e Kolarov. Il belga è un vero punto di riferimento, ha preso per mano la squadra, in certi frangenti ha accusato leggermente la fatica ma ci può stare. Il cambio di ruolo non lo ha aiutato assolutamente. In ogni caso è sempre stato un uomo squadra e di grande equilibrio, quindi mi è piaciuto”.

Fabio Petruzzi a Centro Suono Sport: “I tre top della Roma di questa stagione sono Alisson, Kolarov e Fazio. I tre flop sono invece Schick, Nainggolan e Gonalons. Il belga non ha reso come ci si aspettava e quindi mi ha in parte deluso, secondo me potrebbe essere ceduto. Io non me ne priverei, ma credo che la società giallorossa stia valutando di mandarlo via”.

Avv. Luigi Esposito a Centro Suono Sport: “Di Francesco non lo metto tra i tre top, in campionato, per quanto concerne le partite casalinghe, non ha fatto bene. I tre top in assoluto sono stati Alisson, Dzeko e Kolarov. I flop, invece, Schick, Strootman e Florenzi, che non ha reso come ci si aspettava. Uno tra Strootman e Nainggolan a mio avviso andrà via, spero che il sacrificato sia l’olandese: non rinuncerei ad un giocatore come il belga che è un trascinatore”.

Michele Giammarioli a Centro Suono Sport: “Di Francesco ha fatto benissimo in questa stagione, non lo metto tra i top perché è fuori categoria. I tre migliori, per quanto riguarda i calciatori, sono Alisson, Dzeko e Kolarov. Nainggolan? Su di lui ho dubbi da diverso tempo, ma credo che il maggior indiziato per essere ceduto sia Strootman, considerato anche il fatto che nel suo contratto è presente una clausola”.

Mattia Emili a Centro Suono Sport: “I migliori della stagione della Roma sono stati Under, Kolarov e Alisson; i flop, invece, sono stati Florenzi, Nainggolan e Defrel. Monchi ha avuto un ruolo importante: ha portato qui Under e Kolarov, che sono stati fondamentali in questa stagione. Anche Di Francesco ha fatto bene, ma in campionato è mancato nel momento decisivo della stagione, ossia a gennaio: il distacco dalla Juventus è stato accumulato interamente in quel periodo”.

Checco Oddo Casano a Centro Suono Sport: “Se Pallotta, Monchi e Di Francesco a più riprese in queste settimane si sono esposti in prima persona per ribadire che Alisson resterà, bisogna confidare nella bontà di queste dichiarazioni. A parte il brasiliano e Dzeko, non mi preoccupano eventuale cessioni, laddove derivino da scelte puramente tecniche: la semifinale di Champions può essere fuorviante, la Roma va rinforzata decisamente sul mercato e in questo senso mi aspetto molto da Monchi”

Max Leggeri a Centro Suono Sport: “Facciamo una Roma fortissima, per alzare finalmente un trofeo nella prossima stagione. Difficile prevedere cosa accadrà da qui a fine agosto, ma per colmare il gap con la Juve, servono acquisti importanti. Monchi ha commesso degli errori nella sua prima stagione romanista, auspico che possa tramutarsi in un vero valore aggiunto. Florenzi e Schick forse sono stati i calciatori più deludenti di questa stagione. Di Francesco tra i Top al pari di Alisson e Dzeko”.

Mario Corsi a Centro Suono Sport: “Leggo che il Napoli sta prendendo Inzaghi come allenatore…e niente, il prossimo anno lotteremo solo con la Juventus per lo scudetto. Inzaghi è un allenatore da Ternana o Salernitana, niente di più. Se dovessero prenderlo si autoescluderebbero dalla lotta al titolo. Le parole di Nainggolan? Testimoniano quanto sia buono, la spiegazione di Martinez non ha senso. Dire ad un giocatore ‘Sei un top player non posso convocarti’ è una presa in giro.”

Alessandro Austini a Tele Radio Stereo: “I giornali economici quando parlano dei conti di squadre di calcio sono sempre pessimistici perché i club hanno gestioni particolari. E’ normale che la Roma, che si basa economicamente sui diritti televisivi, debba avvisare i propri azionisti vista la situazione con MediaPro. Ma mi sembra impossibile si parta senza un accordo sui diritti tv: chiuderebbe Sky, chiuderebbe Mediaset, chiuderebbe il calcio”.

Riccardo ‘Galopeira’ Angelini a Tele Radio Stereo: “La Lazio? Nel momento in cui hanno fatto i fuochi d’artificio dopo Roma-Liverpool, era scontato che l’avrebbero pagata… In campionato si poteva fare un po’ di più, è vero, ma i 5 punti di distanza da Inter e Lazio danno un po’ di giustizia a questa squadra. La cavalcata in Champions è stata strepitosa, ma ora la domanda è questa: la Roma ha capito come si fa? Io posso capire l’amarezza di Nainggolan, ma non credo che il Mondiale l’abbia perso per demeriti tecnici. Leggo le parole di Martinez riportate da Nainggolan e vedo un allenatore che pensa alla squadra e non al singolo giocatore, è una bacchettata per il centrocampista. Secondo voi gli allenatori sono così masochisti che rinunciano a calciatori forti? La verità è che Martinez non lo ritiene indispensabile. E se non è indispensabile per il Belgio, perché deve esserlo per la Roma?”.

Ubaldo Righetti a Tele Radio Stereo:La Roma sta costruendo qualcosa di bello e di importante, è sulla strada giusta. La Roma deve costruire una sua mentalità, che deve essere la sua e non quella di qualcun altro. Non credo che l’esclusione di Nainggolan dal Mondiale sia un vantaggio per la Roma, un’esperienza del genere arricchisce un calciatore. Questa situazione andrà gestita perché Radja è una persona sensibile, sono cose che lasciano il segno. Lui ha caratteristiche fisiche importanti, che però devono essere sempre allenate”.

Ilario Di Giovambattista a Radio Radio:Non portare Nainggolan al Mondiale è una vergogna, è stato uno dei grandi calciatori di questa stagione della Roma”.

Furio Focolari a Radio Radio:Non portare Nainggolan al Mondiale è una vergogna, è vero, ma nella sua vita privata un calciatore non può fare come gli pare come dice lui. È un grande giocatore e ci piace, ma avere l’ardire di paragonarsi a Maradona no. Nainggolan è un grande giocatore, ma non è Maradona. Fa bene ad arrabbiarsi, ma sbaglia a dire che nella vita privata un calciatore può fare come vuole”.

Alvaro Moretti a Radio Radio: “La Roma deve prendere un grande centrocampista creativo, un playmaker. Sia i giallorossi che l’Inter hanno bisogno di un calciatore in questo ruolo. Ricordo a tutti che la Juventus, per riuscire a fare il ciclo che ha fatto, ci ha messo 5 anni”.

Roberto Pruzzo a Radio Radio:Sono d’accordo con i contratti non troppo lunghi per gli allenatori, perché si inizia in un modo ma poi magari i rapporti cambiano. Io sono per gli accordi di anno in anno, non solo per Di Francesco ma per tutti. Se il Real Madrid si presenta con 100 milioni per Alisson e ti dà anche Jesus Navas, allora è il ‘delitto perfetto’. Monchi è stato categorico, ma io non mi fido di nessuno, nel senso buono della parola. Credo però che non ci sarà un’asta particolare per Alisson, perché i grandi club non spendono mai cifre folli per i portieri”.

Nando Orsi a Radio Radio:Concettualmente il contratto anno per anno con gli allenatori è giusto, ma va bene per club di Serie B o di Serie C. In Serie A e soprattutto per i grandi club, è poco praticabile. Le conferme di Alisson e Dzeko fatte da Monchi? Io dico che con il mercato non esistono verità assolute”.

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  1. E ora che è calato il sipario, pronti co:

    ER PAGGELLONE DE FINE CAMPIONATO
    Parte 1: le Squadre

    BENEVENTO: girone di andata 4 punti, girone di ritorno 17 punti. Fine delle spiegazioni. Con due gironi di ritorno avrebbe lottato per non retrocedere. Paga l’inesperienza ed una rosa non attrezzata. Voto: 5 per l’impegno.

    HELLAS VERONA: troppo poco per salvarsi, rosa non all’altezza, qualche partita pazza che l’ha tagliata fuori quasi subito dalla lotta per la salvezza. Alla fine del girone di andata era già fritta. Voto: 4 secco.

    CROTONE: nel tritacarne della lotta per schivare il terz’ultimo posto ci è finito il Crotone. A uno doveva toccare. Certo, come dice Zenga, alla fine del campionato tutti gli altri stranamente vincevano, con uno SPAL Sampdoria che sembra la fotocopia dei due goal di Vasari alla Lazio che salvarono all’epoca il Lecce, roba che nessuno scommettitore sano di mente avrebbe immaginato. Purtroppo, se non si dimostra qualche illecito, la bravura di chi si salva consiste anche nel non mettersi nelle condizioni di arrivare all’ultima spiaggia. Campionato discreto con la (tardiva) scoperta del goleador Simy. Voto: 5

    SPAL: dalla prima di campionato è apparso immediatamente chiaro che la squadra di Ferrara avrebbe lottato su ogni centimetro di campo. I pareggi iniziali sono stati il capitale su cui ha costruito la salvezza, dimostrando maturità nel non pagare lo scotto della neopromossa. Bene, ma l’anno prossimo dovrà rinforzarsi per non rischiare di nuovo. Voto: 6,5

    CAGLIARI: un po’ poco. Su Ichnusa si contesta la direzione di poco polso dell’allenatore, in effetti a volte è sembrato che la squadra potesse dare di più. Si salvano, ma per l’anno prossimo va ripensato qualcosa, anche se il cambio di tecnico è sempre rischioso per la continuità. Voto: 5,5

    BOLOGNA: anche per il Bologna campionato troppo anonimo. L’allenatore non è in discussione, probabilmente pagano una difesa non troppo all’altezza e un attaccoin cui comunque c’erano parecchi giovani. Il progetto americano stenta a decollare ma anche qui il Presidente ha privilegiato la costruzione della struttura societaria e la ristrutturazione dello stadio prima di investire sui giocatori. Alla lunga dovrebbe pagare. Voto: 5,5

    UDINESE: se cambi tre allenatori in un anno significa che hai dei problemi e che facilmente non hai capito dove. Un attacco così così ci ha messo la pietra tombale. Ok la salvezza, ma l’anno prossimo bisogna investire un po’ nella rosa. Voto: 4,5, va ripensato tutto.

    CHIEVO VERONA: l’esonero di Maran a tre giornate dalla fine la dice lunga. Arrivano 9 punti e il Chievo si salva. Ci ha visto lungo quel volpone di Campedelli? Voto: 5,5 il Chievo ci aveva abituato a campionati più tranquilli.

    GENOA: Ballardini è una garanzia. Squadra con un ottimo centrocampo, magari cacciare qualche soldo in più per un attaccante di peso non sarebbe una cattiva idea. Nella speranza che il calvario di Pepito Rossi sia finito. Voto: 6, sembra poco, ma è più per la proprietà.

    SASSUOLO: privato dell’anima che ne aveva fatto la rivelazione dei passati campionati, cioè del suo allenatore Di Francesco, la squadra ha dovuto ritrovare i suoi assetti ed equilibri. Come si può immaginare, non è stato facile. Forse la dirigenza ha voluto scommettere troppo con Bucchi, che si è ritrovato un compito al di sopra delle sue forze. Iachini, tecnico con maggior esperienza, ha dato la tranquillità necessaria. Da riconfermare. Voto: 6,5, buona sterzata a metà stagione.

    SAMPDORIA: 7 punti nelle ultime 11 gare significano che la squadra è arrivata spompata a fine stagione. Eppure come valori tecnici era una squadra che poteva giocarsi tranquillamente l’Europa League. Giampaolo fa un calcio bellissimo, magari dovrebbe dosare di più le energie, considerando che la Samp giocava solo la Domenica. Delusione. Voto: 5

    TORINO: il cambio di allenatore sarà stato dettato da qualcosa che si è rotto dentro lo spogliatoio, dato che Mazzarri, succeduto a Mihajlovic, non ha fatto molto meglio. Cosa che era facilmente preventivabile. Il problema del Torino, secondo me, si riassume in: l’anno scorso Belotti segnava a nastro e Ljajic come sempre si accende ad intermittenza. Voto: 6, più o meno ha fatto il suo.

    FIORENTINA: squadra che da anni galleggia a ridosso della qualificazione all’Europa League. Sembra non riuscire mai a trovare lo spunto o i calciatori che possano farle fare un salto apprezzabile. La tifoseria rumoreggia con la proprietà e forse qualche investimento in più sarebbe auspicabile. È brutto da dire, ma l’impressione è che la squadra abbia trovato un minimo di compattezza sono con l’infausto lutto del suo capitano, collezionando una serie di risultati utili consecutivi che ha un po’ salvato una stagione che rischiava di essere ancora più anonima. È difficile, ma la proprietà dovrebbe tenere i vari Simeone, Veretout, Théréau e Chiesa e costruirci una squadra attorno più competitiva per rispetto del blasone. Voto. 5,5, dalla Viola ci si aspetta di più.

    ATALANTA: un vero peccato. Si è fatta arpionare all’ultimo il sesto posto dal Milan, pur avendo giocato meglio, con più qualità, identità, disponendo di mezzi finanziari nettamente inferiori e giocando anche la Coppa UEFA, dove si è fatta piegare solo dal Borussia Dortmund all’ultimo minuto dopo una stagione esaltante. Veramente poco da rimproverarsi, la speranza è di rivederla in UEFA anche l’anno prossimo. Voto: 8, uno dei pochi “pesi medi” che dà ancora senso al nostro campionato.

    MILAN: la più gran cappellata possibile è stata mettere alla porta Galliani. Regalo a tutte le altre società, che cortesemente ringraziano. Così la nuova dirigenza del Milan ha studiato un piano aziendale da suicidio: 220 milioni di euro per la campagna acquisti bruciati in una sessione, acquistando calciatori mediocri che non hanno mai formato una squadra, con operazioni alla Bonucci che sono il simbolo dell’acume della coppia Fassone Mirabelli. A fine Novembre le colpe vengono scaricate sul povero Montella, che non sarà senz’altro una cima come allenatore, ma che ha fatto quello che poteva. Viene infatti poi issato in sella, al suo posto Gattuso. Risultato: Montella 20 punti in 12 giornate, Ringhio 44 in 26 giornate. Stessa media. Il Milan arpiona, immeritatamente, un posto in Europa League ai danni della Dea. Competizione che porterà zero alle già deprivate casse societarie. Sanzioni UEFA più che certe per un futuro tecnico che si annuncia alquanto grigio per i prossimi anni.
    L’unica speranza per i milanisti è che il fondo Elliot, reale detentore del debito Milan, decida veramente di effettuare una delle sue speculazioni, motivo per cui dovrà per forza rivalutare l’asset, altrimenti altro che forza Roma forza lupi so finiti i tempi cupi… Il fair play finanziario comunque strozzerà una (ad oggi) iperbolica crescita del club. Voto: 2,5 media tra il 5 di incoraggiamento per i calciatori e lo 0 alla società (ammesso che esista e non si sia sciolta in mezzo ad immaginifiche miniere di fosfati). Eppure pensate che molti milanisti sono ottimisti per il finale di stagione…

    INTER: cosa dire di una squadra che non ha speso un euro di calciomercato e non ha espresso mai gioco per tutta la stagione? Nulla, appunto. Il nulla è la stagione dell’Inter, che era partita con pifferi e tamburi andando in testa al campionato e, avendo il vantaggio di giocare una sola partita a settimana, si è spenta piano piano in una stagione anonima salvata unicamente dal masochismo della squadra gemellata, che le ha letteralmente regalato un immeritato quarto posto che le garantisce la Champions League per l’anno prossimo, cioè la boccata di ossigeno di cui aveva disperatamente bisogno per non fare la fine dei cugini rossoneri. Onestamente, non rimpiango per nulla l’accoppiata Sabatini Spalletti, scappata da Roma attirata dai miraggi cinesi della proprietà della Beneamata e rimasta con un pugno di mosche in mano. L’anno prossimo ci sarà molto da fare per il nuovo DS, malgrado i 40 milioni incassati: tra riscatti (Cancelo, Rafinha…) e reparti da sistemare, la coperta sembra ancora un po’ corta, considerato che si dovrà competere su tre fronti… Voto: 5,5 perché hanno centrato l’obiettivo minimo, cioè la salvezza dei 40 milioni della Champions. Difatti i giornali già titolano che compreranno Messi e Ronaldo, sarà interessante vedere quanto di vero ci sarà, considerati comunque i paletti del fpf di cui anche gli interisti soffrono.

    NAPOLI: è veramente difficile dare un giudizio secco sulla stagione dei Partenopei. De Laurentiis non è Abramovic, quindi usa le risorse che ha a disposizione, tenendo le casse societarie sane (tra i pochi virtuosi). Sarri ha sfruttato il lavoro di tre anni con meccanismi collaudati per sfoderare un calcio totale affascinante, ricco di goal e movimento. In Champions la squadra le prende per dritto e per rovescio, perciò il tecnico decide di suicidarsi in Europa League per tentare il tutto per tutto in campionato. Viene beffato dall’abitudine della Juve a reggere le competizioni, un po’ da alcune decisioni arbitrali e molto dalla sua testardaggine nell’impiegare sempre i soliti 13 calciatori (Maksimovic? Giaccherini? Gabbiadini? Leandrinho?). Di fatto la rottura di Goulham segna una svolta nella stagione perché non c’è il ricambio di un calciatore così importante. Alla fine la squadra resta con un pugno di mosche in mano su tutti i fronti, senza raccogliere nulla e con il grosso problema dell’addio probabile dell’allenatore e di qualche calciatore di peso, deluso dalla gestione della stagione. Voto: 7, per il bel campionato, ma non di più.

    JUVENTUS: come al solito, cannibali in Italia, nani in Europa. Si avvantaggiano di uno stadio di proprietà serio e del controllo di parecchi giocatori in altre squadre (formazione di Gasperini prima della partita con la Juve?, Partita del Sassuolo? Torino zerbino?), oltre che di alcune decisioni arbitrali, su tutte quelle della partita con l’Inter. Fa il suo solito campionato over 90 punti condito da Coppa Italia. La Champions League ha comunque mostrato che c’è parecchio da fare per ringiovanire la squadra e i due attaccanti, con contratti principeschi, rendono sotto le aspettative. Marotta comunque finora ha dimostrato di non sbagliare un colpo. Scontato dire che vinceranno anche l’anno prossimo. Voto: 7 sembra poco, ma tra i vantaggi strutturali che hanno e la Champions deludente il loro campionato è quasi routinario.

    Come dite? No dai, ma non stava in serie B? Vabè dai, è vero. C’era anche la
    LAZIO: alla prima squadra della regione vanno riconosciute, onestamente, due cose:
    1. gli arbitri gli hanno scippato la Champions.
    2. ogni anno pescano calciatori sconosciuti che poi si rivelano più che decorosi o dei piccoli talenti. Inoltre in ogni partita ci mettono l’anima.
    Detto questo, è una squadra che nei momenti clou della stagione si è sempre sciolta. Vale per la finale di Coppa Italia, persa ai rigori, per la Coppa UEFA, dove a qualificazione acquisita si sono fatti fare 3 goal in 5 minuti dal Salisburgo e per la partita della vita con l’Inter, dove sono crollati nel finale regalando all’FC Intercooler una qualificazione insperata alla Champions (avendo pareggiato col Crotone la Domenica prima). Stagione solo di rimpianti. Voto: 5

    E infine…

    ROMA: a volte un numero non cambia la sostanza ma dà sicuramente un’impressione diversa. Finire terzi in campionato va bene, ma a -18 dalla prima significa che c’è ancora parecchio da lavorare. Soprattutto c’è rammarico per come si erano messe le cose. La Maggica partiva con un allenatore nuovo e una rosa, sulla carta, indebolita rispetto allo scorso anno, eppure è rimasta agganciata a Napoli e Juventus fino ad inizio Dicembre. Sono seguiti due mesi di black out che l’hanno condannata. Se andiamo a vedere le stagioni precedenti, si tratta del blocco a cui abbiamo sempre assistito, imputabile ad un calo di concentrazione dei calciatori. Questa volta lo hanno detto anche loro, chiaro e tondo. Va fatto un monumento a Di Francesco, l’unico che sia riuscito a recuperare dalla sbandata e rimettere in carreggiata la squadra per centrare l’obiettivo minimo.
    D’altro canto, la stagione della Roma ha visto una Champions League indimenticabile, con vittorie pesanti e il rifacimento a livello europeo dell’immagine del Club. La Roma poteva giocarsi la finale di Kiev se gli arbitri e una bambola a Liverpool (sempre loro) non si fossero messi di traverso. Risultato che si spera non resti storico. Questa cavalcata ha permesso anche alla società di riquadrare un po’ di più i conti.
    La parola d’ordine ora è DISILLUSIONE. Perché troppe volte, dal 1927, abbiamo assistito a stagioni che sembravano segnare una svolta negli equilibri, salvo poi rivelarsi con regolarità sconcertante dei fuochi di paglia. Va data continuità all’atteggiamento che Monchi e Di Francesco hanno portato a Trigoria, o tutto sarà stato vano. Voto: 8 a causa del distacco dalla vetta in campionato, e per via della Coppa Italia buttata al vento.

    1. Più o meno concordo su tutto tranne che sulla Roma, dove un 7,5 secondo me è più giusto (col Liverpool perdeva 5-0 prima che si decidesse a giocare e ha poi fallito il possibile 5-3 che avrebbe dato altra prospettiva al ritorno).

    2. Ciao Jacopo, come sempre lanci una discussione interessante. Concordo con gran parte di ciò che hai scritto, quindi mi ricollego solo al discorso Roma: ammesso anche che avessimo bissato il nostro record storico di 87 punti, saremmo comunque arrivati terzi, il che ci dice che se davanti hai una squadra che sistematicamente può superare i 90 punti (leggasi juve), puoi anche fare la stagione della vita (come il Napoli) ma alla fine non vinci. Quindi arrivare secondi o terzi a 5 o a 10 o a 15 punti cambia davvero poco nei rapporti di forza. E’ altrettanto evidente che l’Atalanta, a cui dai un meritato 8, è arrivata 17 punti sotto di noi…quindi la vera novità di quest’anno è stata avere non più uno, ma due battistrada che hanno avuto un andamento spaventoso, un secondo gruppetto di 3 squadre con un andamento accettabile, e poi l’inizio della mediocrità più assoluta, con distacchi dai 31 punti dalla vetta in su.
      La scelta del napoli di giocarsi l’all-in sul campionato alla fine non ha pagato, mentre noi forse abbiamo dovuto, più che voluto, dosare le forze per onorare una CL che ci ha visto insolitamente protagonisti. A mio avviso questo stato di cose non cambierà tanto presto, anche perchè per la Juve questo rendimento è normale, mentre il napoli ha fatto la stagione della vita e più di quello una squadra “umana” cosa può fare? hanno perso 3 partite a testa su 38…la differenza l’hanno fatta 2 pareggi contro 2 vittorie, ma alla fine mi dite la Juve con chi li perde i punti? salvo un paio di incidenti di percorso a campionato, non c’è nessuno che riesca a rubarle quei punti che permettano alle altre di avvicinarsi più di tanto. Anche l’anno scorso, la Juve ha semplicemente dovuto amministrare un vantaggio che aveva e che sapeva di poter mantenere…e così potrà fare negli anni a venire, a meno di clamorosi quanto inattesi smantellamenti o casini nello spogliatoio. Detto quindi che il campionato è roba di altri, il miglioramento che chiede DiFra, a mio avviso non può che riguardare il mantenimento del secondo/terzo/quarto posto, nell’arrivare almeno ai quarti di CL e giocarci finalmente come si deve una coppa italia. Tutto ciò per rimanere con i piedi per terra e non alimentare le solite false speranze che ogni estate servono a far vendere giornali…la nostra vera lotta non è con la Juve, ma col gruppetto delle altre 3-4 serie concorrenti per i piazzamenti in CL.

      1. Concordo in pieno con quello che scrivi Marco, aggiungo solo che la Roma deve imporsi regolarmente sul gruppetto delle 3/4 squadre dietro la juve. Jacopo bellissimo il paggellone complimenti! Effettivamente anch’io penso che i laziesi avrebbero meritato il quarto posto più dell’Inter, certo è che se sprechi i match point, vuol dire che manchi di esperienza. E quel finale di partita mi ha fatto sbellicare dalle risate (quando lulic71 si è fatto espellere ahahahahahahah). Sta di fatto che né inter né lazio sono squadre da Champions, fino all’anno scorso la stagione dell’Inter sarebbe stata fallimentare, dato che il quarto posto non avrebbe portato all’ingresso in Champions. Ma Spalletti 2.0 ha tutto il culo che non aveva il primo Spalletti. Vediamo quanto cresce quest’inter. Ah e devo ammettere che tare è un genio, con i soldi della tombola di Natale riesce a trovare sempre buoni giocatori, alcuni fenomenali (milinkovic per me è veramente un fenomeno). Atalanta esempio da seguire per le squadre di provincia, giocano bene, squadra con molti Italiani, di cui la maggior parte giovani, avrebbero meritato di più in Coppa UEFA, l’unica squadra italiana a onorare veramente la competizione. Spero per loro possano rifarsi il prossimo anno (nonostante io odi la loro pessima tifoseria). FORZA ROMA DAJE MONCHI DAJE DIFRA!!!

    3. Jacopo, fantastico il pagellone. Immagina aggiungerci il giudizio finale in stile Mediaset. Del tipo…

      Benevento….”paga l’inesperienza”..: Voto 5. Meteora!

      Hellas Verona…”al girone di andata era già fritta”..: Voto 4. Crocchè!

      E cosi via…

      P.s. Poi l’hai letto il post sul fpf? Se si, consideralo definitivo. Prendi quello come riferimento, rispetto ai precedenti.

      1. Ovviamente dimenticavo….

        Bologna…” Gli americani hanno privilegiato la costruzione della struttura societaria”…Voto: 5,5. Straccions! ?

  2. Ciao a tutto il popolo romanista, ormai è pieno calciomercato visto che per questa estate ci rimane solo questo, considerando che i mondiali li vivremo da spettatori e non da tifosi, grazie a Ventura.
    Non nascondo che quest’anno il mercato della Roma mi stuzzichi ancor di più degli altri anni, considerando il bilancio che è migliorato e che di conseguenza non bisognerà per forza cedere i big per far soldi, anche se credo che qualche big o presunto tale verrà ceduto ma solo perchè non più utile alla squadra. Credo che Strootman e Florenzi dopo i gravi infortuni non sono più tornati gli stessi, pertanto credo possano essere sacrificati per far soldi per portare a casa un paio di calciatori giovani e di talento. Alla Roma sicuramente manca un calciatore che “spacchi” le partite anche quando Dzeko o Under non sono in giornata, soprattutto nella parte centrale del campo tenuto conto che di goal i ns centrocampisti ne fanno veramente pochi. Ci vorrebbe uno specialista sui calci di punizione. Per ultimo credo che la Roma non dovrebbe cambiare molto in difesa, a parte un buon terzino destro ed un terzino sinistro che faccia rifiatare un Kolarov arrivato a fine campionato in apnea.

  3. Buona giornata a tutti.

    Manzoni dopo la stesura finale del romanzo i Promessi Sposi disse:
    “ora, dopo l’immane fatica di averlo scritto, spero vivamente che qualcuno faccia l’immane fatica di leggerlo”.
    ?????

    A rega’ qui semo diventati tutti Manzoni!
    ???

    Dajeeeeeeee!
    “Quel ramo del lago di Como…..”

  4. Buongiorno a tutti
    con tutto il rispetto per Manzoni, però ragà “Qel ramo del lago di como…”…due palle!!!!!!
    Visto che siamo in tema di bilanci e di scrutini…dopo il sondaggio di Peter di ieri e le pagelle di Jacopo di oggi
    propongo un’altro sondaggio…
    Trasformando il “senti chi parla alla radio” in ” senti che pirla….”
    chi sono in questa graduatoria secondo voi i primi 3…

    1. È dura, anto…
      Per me il terzo posto va a rotazione settimanale.
      Al secondo posto, Focolazio: quest’anno dal “Fazio non può giocare in una difesa a quattro” in poi non ne ha imbroccata una, spesso sparando a zero contro laRoma e avendo sempre una parola carina per la Ladsie.
      Primo posto, ovviamente, Mangiafuoco Marione.

    2. Ciao Anto, sul mio personalissimo podio svettano Dotto e Corsi…al terzo posto mi verrebbe da mettere ex aequo tutti gli altri, ma per stare al gioco, ci metto Pruzzo (i laziali manco li considero…poracci)

      1. Avete ragione ragazzi la classifica del “senti che pirla….” è roba tosta
        ma a noi che cose semplici non ci piacciono:)

    3. Ciao Anto,una volta a dirigere il tg1 c’era un certo minzolingua(coniato da Marco Travaglio)che faceva un tg che era una parodia(pro cavaliere naturalmente),ecco questi personaggi della radio sono una parodia di giornalisti,tutti a favore della lazzie o comunque contro la Magggggica.Io li metto tutti ex equo,per non far torto a nessuno.

      1. Fabià ascolta in streaming radiosei, riderai dalla mattina alla sera, come sto facendo io da domenica sera………

  5. Ciao a tutti Popolo di poeti.

    Mi riservo di leggere il Pagellone con calma più tardi, perchè merita attenzione. Sono stato impegnato a scrivere il mio Romanzo.

    Titolo: Inter Roma.
    Sottotitolo: Marco69 non ha fede in me! ?.

    Lo dico subito, stiamo sottovalutando pericolosamente l’impatto che avrà la qualificazione in Champions dell’inter. Il modello gestionale attuato da Suning per evidenti motivi è molto diverso dal nostro. Il modello è quasi interamente basato sulla possibilità di sfruttare ricavi strutturali derivanti da sponsorizzazioni, poggiandosi sul brand. Queste sponsorizzazioni, sempre in base al modello adottato, garantiscono una base importante di ricavi, come detto, strutturali, fissi, ma anche potenzialmente crescente nel tempo. Solo la parte relativa alla crescita è basata sui risultati sportivi, il resto si consolida. Il tutto, come detto, viene basato sul brand, che nel caso dell’inter ha ancora un certo fascino soprattutto in oriente. Dicevo, è un modello molto diverso dal nostro, perché, dato l’appeal molto minore del brand As Roma, sia nel mondo, sia nello specifico in Cina, il nostro per forza di cose, per ora, diciamo….pre stadio, rimane ancora quasi interamente un modello basato sul raggiungimento di risultati sportivi. Questo ha permesso all’inter di non avere bilanci contabili spaventosi in questi anni. Vediamo come:
    Suning, anche in base a quanto detto sopra, ha inizialmente potuto ridurre di molto i costi sportivi (costi lordi annuali della Rosa) perché è riuscito a chiudere negli ultimi anni tutta una serie di importanti accordi commerciali internazionali, sempre basandosi sul brand e non sui risultati sportivi. Dopodiché ha fatto un semplice ragionamento. Vediamo…nel bilancio contabile del giugno 2016, ad esempio, ha avuto: Costi non sportivi, compresi oneri finanziari = 80 milioni; Ricavi da diritti tv nazionali + botteghino = 130 milioni; aggiungendo le sponsorizzazioni fatte fin qui si arriva a 190 milioni di ricavi. Incredibile. Perchè con le sole sponsorizzazioni, inclusa quella con infront per la pubblicità a bordo campo, ha iscritto a bilancio 50 milioni. Con una squadra che da quattro anni non faceva la Champions. Potenza del brand. Per andare in pari in bilancio contabile in caso di stagione sbagliata avrebbe dovuto avere in estate 2015 costi sportivi al massimo di 110 milioni. (significa avere una rosa da 110 milioni lordi/anno tra infatti, all., staff, ammortamenti e tutto il personale sportivo). Invece la rosa era di circa 175 milioni lordi. (significa che ha portato nel tempo il costo lordo della rosa a 175 mil/anno), 65 in più del margine di sicurezza. Ok? Ha in pratica sforato il margine di sicurezza di 65 milioni per provare a raggiungere almeno il terzo posto, unico suo obbiettivi possibile. Come lo ha fatto? A debito.
    Non ci è riuscito, ma non si è trovato a fine anno con un rosso monstre, perché non ha sforato di molto il margine di sicurezza. Il rosso è stato di una 50 di milioni. Mettici la tolleranza e lo scorporo dei costi virtuoso e le è bastato qualche piccola plusvalenza per ripianare ai fini del fpf. Intanto però i ricavi strutturali le sono aumentati negli anni.
    Quindi, dicevo…. non si è qualificata alla Champions successiva, come peraltro neanche l’anno prima e ha dunque programmato la stagione successiva. Ha ridotto i costi non sportivi di 15 milioni portandoli da 80 a 65 milioni. I 50 milioni di sponsor dell’anno prima si riducono a 40, ma li recupererà con qualche partita in E.L. Ma udite udite…..riesce a portare attraverso varie società correlate al suo gruppo più una, sempre cinese, ma non correlata, altri 85 milioni di sponsorizzazioni! Concessione dei diritti della denominazione dei centri sportivi dell’Inter e del marchio F.C. inter nella regione asiatica, si legge in bilancio. In pratica l’inter diventa completamente cinese. Anzi è completamente in mano alla Cina. Si può fare? Le norme dicono che le sponsorizzazioni non devono superare il 30% dei ricavi totali. L’Inter porta i ricavi totali, escluso trading, a 275 milioni. Le sponsorizzazioni totali sono di 125 milioni, pari al 45% dei ricavi. Quindi? Boh?
    Comunque ora l’Inter ha un margine di sicurezza per il costo lordo annuo della rosa di 195 milioni. Porta la la rosa invece a 250 milioni. 55 milioni in più del margine, riducendo ancora il rischio rispetto all’anno prima, ma con una rosa molto più costosa, per provare a raggiungere il terzo posto in campionato ed affrontare al meglio (secondo lui) l’E.L. Non ci è riuscita, ma si è trovata nella stessa situazione dell’anno prima. Ha fatto schifo sia in campionato che in europa, ma con un bilancio tutto sommato accettabile per via di ricavi strutturali altissimi.
    Facciamo una comparazione con la Roma. Giugno 2016: Costi non sportivi, compresi oneri finanziari = 110 milioni; ricavi da diritti tv nazionali, qualificazione champions, market pool, sponsor (20 milioni in tutto, compreso infront) = 200 milioni. Per andare in pari in bilancio in caso di stagione sbagliata, Pallotta avrebbe dovuto avere, in estate 2015, al massimo 90 milioni di costi sportivi (avere in pratica una rosa da 90 milioni lordi/anno). Ma noi avevamo la Champions da fare e dove vai in Champions con 90 milioni lordi di rosa? La Roma quell’anno aveva circa 210 milioni di costi sportivi (significa che la Roma aveva portato il costo della rosa a 210 mil lordi /anno). 120 milioni in più del margine di sicurezza (l’inter 65), per provare ad arrivare almeno terza in campionato e soprattutto fare bene in C.L. Come? Un po’ in proprio e un po’ a debito. 120 milioni in piu del margine, in percentuale e in assoluto quasi il doppio dell’inter, ma una rosa non tanto più costosa in valore assoluto di quella dell’inter, comunque non il doppio. Proviamo ad immaginare se Pallotta avesse investito negli anni seguendo la strategia di Suning. Avrebbe dovuto avere, nell’estate del 2015, una rosa dal costo di 160 milioni lordi/anno al massimo. Probabilmente avrebbe fatto la stagione che ha fatto l’inter. La Roma sarebbe probabilmente arrivata quinta/sesta in campionato e sarebbe uscita malamente ai gironi. Il rosso in bilancio sarebbe stato minore, ma come vedremo dopo, comunque non è stato monstre quell’anno, ma non si sarebbe data nessuna possibilità potenziale di crescita. L’Inter cresceva comunque, la Roma senza risultati di prestigio in Champions non aveva nessuna chance di poterlo fare. Avrebbe potuto ottimizzare i costi non sportivi, comunque.
    Ad ogni modo, Arriviamo terzi in campionato e usciamo agli ottavi di Champions. Eppure la Roma a fine anno non si trova con un rosso monstre. Certo anche al netto della tolleranza e dello scorporo dei costi virtuosi, qualche plusvalenza l’ha dovuta fare per ripianare, ma anche l’inter lo ha fatto.
    Quindi la strategia della Roma, non avendo l’appeal dell’inter, fondamentalmente di concetto è giusta, solo che non devi uscire agli ottavi. E infatti, nonostante tutto, l’inter ha aumentato i ricavi strutturali e noi no.
    Poi la Roma essendosi a fine anno qualificata per i preliminari di Champions, per la stagione successiva ha preventivato gli stessi numeri dell’anno prima e con un margine di sicurezza in estate sui costi sportivi sempre di 90 milioni, per raggiungere almeno il terzo posto in campionato e affrontare bene la champions, unica strategia valida per portare il brand non dico ai livelli dell’inter, ma almeno a un buon livello per sfruttare come Suning le sponsorizzazioni, ha portato la rosa a 220 milioni, contro i 250 dell’inter (in pratica la Roma ha mantenuto intatto il costo annuo lordo della rosa). Sono comunque sempre 130..no, dico…130 milioni in più del margine (l’inter solo 55 e con una rosa dal costo maggiore). Sempre sia con mezzi propri che a debito. Arriviamo secondi, ma usciamo col Porto! Quindi, rosso monstre in bilancio. Salah, Rudiger, Paredes ecc. E l’inter intanto che ha fatto schifo, le sue belle altissime sponsorizzazioni strutturali già ce le ha e le mantiene. Perche? Siamo sempre lì…il brand.
    Ma la Roma non demorde. Mantiene il costo lordo annuo della rosa sempre sui 200 milioni, rischia e….arriva terza in campionato e in semifinale di Champions. Bilancio più o meno in pari e….sponsor….13 milioni! Niente in confronto all’inter. Ma finalmente l’inter si stabilizza nei ricavi strutturali, e ci mancherebbe.. li ha aumentati senza fare un caxxo in questi anni, solo con il brand. E noi, dopo però esercì sbattuti come i pazzi per anni inseguendo l’unica strategia pre stadio possibile per poter far crescere i nostri ricavi strutturali, finalmente…cominciamo a crescere strutturalmente.
    Dunque, Suning, per la crescita dell’inter, ha puntato molto sulla crescita dei ricavi strutturali, dati dalle sponsorizzazioni, potendosi basare molto sul famoso brand. Ha puntato e rischiato poco sui risultati sportivi. È vero che le sponsorizzazioni crescono con i risultati sportivi, ma è altrettanto vero che anche senza quelli, il brand le garantisce comunque una buona base. Perchè quindi rischiare dato che non fai neanche la Champions? Si aspetta il momento favorevole, senza rischiare troppo.
    La Roma invece non ha lo stesso appeal. Quindi è impensabile provare ad aumentare i ricavi strutturali solo con gli sponsor senza risultati sportivi, o almeno così pensa Pallotta, soprattutto quelli in Europa con relativa visibilità. Ma almeno, siamo americani, ma rimaniamo ancora in buona parte Romani. La Roma, però, deve spingere, rischiare. Per cui l’unico modo per Pallotta di raggiungere questo obbiettivo era “spingere” molto sul costo della rosa e provare a fare bene in champions. Abbiamo sofferto molto, perché non riuscendoci il prezzo da pagare sono state le cessioni a giugno, ma intanto…l’inter si ferma nella crescita e inizia a perdere lo slancio iniziale dato che ha ormai ha spremuto il marchio fino all’osso senza risultati sportivi e noi appena imbrocchiamo una volta…ecco 13 milioni l’anno per tre anni più 7 da Hyundai! Ricavi strutturali! Niente ancora in confronto all’inter, ma comunque un inversione di tendenza. E che succede invece? Che quello scarparo di De Vrij, e Vecino portano l’inter in Champions, con conseguente nuovo esponenziale slancio per le sponsorizzazioni.

    1. Non conoscevo nel dettaglio i numeri, ma era un mese che dicevo che l’Inter NON doveva andare in Champions. Purtroppo invece è accaduto.
      Massimo, puoi spiegarci i funesti articoli sulla liquidità della Roma che finisce a Luglio? Grazie mille.

      1. Anch’io la pensavo così.
        Era meglio 1000 volte la Lazio in Champions, al di là del : “oh nooooo”.

    2. Massimo ministro dell’ economia nel nuovo governo lega-m5s SUBITO!
      spiegazione fantastica.sei riuscito a spiegare perfettamente a me semplice mortale,un meccanismo complicato come quello del calcio moderno.
      Però anche io semplice mortale, avevo capito che erano meglio i cugini in CL piuttosto dell’inda…. Sai k sveje k prendevano in giro per l’Europa?

    3. Grazie Massimo, purtroppo hai confermato quello che temevo. Quindi pensi che l’Inter avrà parecchio spazio di manovra sul mercato? Il Milan invece che fine farà? Ah ovviamente se non ti va puoi anche non rispondere, o mi accontento anche di una risposta in breve. Ma non è nel tuo stile ahah

      1. Ciao Fidel. E figurati…

        Per me se volesse, l’inter avrebbe spazio di manovra. Ha avuto quest’anno una rosa da 250 milioni lordi/anno, con uno sforo di soli 60 milioni circa, rispetto a quello che avrebbe potuto fare solo basandosi sui ricavi certi e non avere quindi un rosso in bilancio a fine anno. Ora, quando ti spingi oltre il margine, anche se di poco, nel fare una rosa vuol dire che il di più non c’è nei tuoi ricavi certi. Pero, come detto, il modo di trovare le risorse c’è. Se non ci sono in cassa, le puoi trovare o a debito bancario e/o con i pagherò. Poi a fine anno se quelli sono i tuoi ricavi strutturali, quelli ti entreranno. Allora l’inter al massimo si trova a fine anno un rosso pari a quei 60 milioni stante così le cose. Poi può ripianare con le plusvalenze e/o con risorse di Suning e/o con altro debito, se in cassa non ci sono soldi. Ma non sarebbe un grosso problema. Intanto gli sponsor pagano anche così. Se volesse invece spingersi oltre, lo potrebbe fare. Perché se si basasse su quello che incasserebbe se vincesse la Champions, per esempio, ora che la fa, potrebbe alzare in teoria il costo della rosa di 120/130 milioni ancora. Il progetto in questo caso sarebbe… alzo il costo della rosa di X con la prospettiva di essere ancora più competitivo nel torneo che mi farebbe, vincendolo, incassare X. (Un po’ come abbiamo fatto noi, con numeri più modesti, solo che ora ormai siamo al limite. Di alzare ancora il costo della rosa, Uefa permettendo, non varrebbe più la pena per noi). Non ci guadagno niente, Anzi avrei sempre quel rosso di 60 milioni a fine anno, ma sai che pubblicità! È chiaro che se impegni quei soldi, sia che ce li hai sia che se non ce li hai, poi se esci ai gironi sei sotto di 190 milioni a fine anno. Ma se ti va bene, e vinci il torneo, fai il botto in termini di pubblicità. Poi ci sarebbero i risultati intermedi, Perchè se esci ai quarti, per esempio, un po’ di rosso problematico lo faresti lo stesso, ma guadagneresti comunque tanto in pubblicità.
        Tutto questo Perchè ti chiami inter.

        Ovviamente le strategie in questo contesto possono essere tante. Posti i 30 milioni circa per la partecipazione, che saranno altri ricavi sicuri, ma per un anno solo, l’inter potrebbe alzare il costo della rosa basandosi solo su quanto incasserebbe con gli ottavi, o con i quarti ecc. sempre con lo stesso fine. Ma potrebbe anche lasciare tutto così e prendersi comunque la pubblicità che la sola partecipazione ai gironi le garantirebbe. Anche solo fare i gironi per l’inter avrebbe una certa incidenza sui suoi tanti sponsor, per noi no, perché gli sponsor noi ce li dobbiamo guadagnare consolidando il brand attraverso i risultati. Quindi, si il margine ce lo avrebbe se volesse, ma credo che ci andrà piano Perchè lo stile di Suning è morigerato. Lui sa che a piccoli passi i ricavi strutturali aumentano lo stesso per l’inter. Perchè rischiare tanto. Quindi alzerà il costo della rosa, ma non di tanto e si baserà per me soprattutto sul trading per fare mercato.

        Il milan. la situazione è diversa. Uno Perchè Li non è bravo come il proprietario di Suning. Due perchè se hanno investito già così tanto sulla rosa all’inizio è perchè le sponsorizzazioni sul brand non bastavano per giustificare l’investimento. Quindi sembra che abbiano attuato più una strategia un stile Pallotta, ma è strano se ti chiami Milan. Tre Perchè non si capisce chi ci sia dietro. La società di Li sta fallendo. È come se a noi fallisse la Raptor addirittura la as Roma spv del Delaware. Poi il debito è tutto in mano ad un fondo che dovrebbe non so…cartolarizzarlo, ma, forse si prende la squadra. Non so…non è una bella situazione.

    4. Ciao @Massimo74, e grazie per il tuo quotidiano bel pillolone di saggezza finanziaria che, come al solito, digerirò pian piano durante la giornata come un Varano di Komodo… 🙂
      Domanda: ma che dovemo da fa’ pe rende più appetibile er bbbrend “Roma”, andare in campo vestiti da centurioni?? sai che callo con l’elmo e la corazza! :-))
      Scherzi a parte, qua lo sappiamo tutti (grazie a Massimo ma anche altri saggi amici del forum) che ci attendono anni di lacrime e sudore finanziario: speriamo solo di raccogliere ogni tanto qche piccola soddisfazione qua e là… che ne so na coppetta italia, na coppa Kobram, un derby vinto al 94° su autogol de testa da centrocampo… così almeno sarà più facile sopportare i sacrifici!
      Speriamo bene, amici giallorossi, e DAJE ROMAAAA! 😀 Ciao a tutti!
      PS: @Massimo74, ho già invocato su di noi il tuo Spirito Santo nei commenti dell’articolo sull’aumento di capitale, che nn c’ha lasciato molto sereni, se potessi pure di là secernere qche pensiero… grazie come sempre!!!!

    5. “Massimo, è vera gloria… e
      nun servono i posteri p’a’ sentenza: immortale”.
      ???????????????
      Er Manzoni der logaritmo ???

      1. “Le Promesse Spese” ?

        È bellissima Gianrico….grazie! una vera poesia! Un grande abbraccio.

  6. Ciao Massimo!
    col capo cosparso di cenere per la poca fiducia circa un tuo scritto sull’Inter (o forse era una tattica per stanarti? 😉 ), ti faccio i complimenti per questa analisi comparativa, tanto brillante quanto preoccupante, che conferma quanto sostenevamo circa l’opportunità che l’Inter non si qualificasse per la CL…
    letto il tuo “romanzo”, direi che l’unica vera possibilità che abbiamo sia quello di legare sempre di più il brand della squadra a quello della città…vendere “Roma” come marchio che vada oltre il solo calcio, perchè altrimenti Milan e Inter ci mangeranno presto nuovamente in testa. Del resto questo discorso Pallotta lo ha fatto sin dall’inizio, e la cosa assurda è che sia stato un americano a doverci pensare, quando Totò si vendeva la Fontana di Trevi già nel 1961…come hai ben spiegato e come testimonia altrettanto bene il Manchester United, il brand non necessariamente è legato “solo” alle vittorie di trofei…
    e questo spiega inoltre la necessità di quelle maledette tournee estive che tanto ci fanno incaxxare, ma che servono a far vedere la squadra oltre confine…forse più che negli States, io punterei sulla Cina, pur non avendo una proprietà cinese, per un fatto di dimensioni del mercato, ma Pallotta avrà fatto le sue considerazioni circa i paesi in cui vuole puntare ad entrare. Di sicuro l’attività social è già un primo passo importante…ma, come dici, il gap è di quelli pesanti

    1. Di speranze ce ne sono tante, e sono una lunga catena di “se”
      Lato nostro: Se ci danno la seconda fascia, se i sorteggi quest’anno sono un po’ più benevoli, se riusciamo a replicare l’annata di CL (penso che quest’anno l’obiettivo sia almeno i quarti), Se iniziamo a imbroccare qualche risultato sportivo, e se continuiamo a mantenerci al vertice in Italia e vicino al vertice in Europa, anche il brand Roma inizierà a crescere. Per forza.
      Lato interista. Questa stagione hanno spremuto ogni stilla di sudore e C… arisma per arrivare all’ultimo minuto quarti a paripunti giocando solo il campionato. L’anno prossimo saranno otto partite in più, con una squadra che non è abituata a giocare in Europa. Senza fare i gufi, non sono sicuro che riusciranno a ripetere gli stessi risultati, e abbiamo visto come raggiungere la CL a singhiozzo per i bilanci sia forse anche peggio di non raggiungerla proprio.
      Poi, d’accordo, se senti i forum, per gli interisti bastano “due o tre pedine giuste” e si può lottare per lo scudetto. Io continuo a ritenere che abbiano una rosa sopravvalutata, e che comincia a essere anche vecchiotta.

  7. A me dei soldi, del bilancio, degli acquisti, degli sponsor, ecc di cui l’Inter potrà trarre vantaggi con l’ingresso in champions ME NE FREGA UNA SEGA, a me interessa SOLO la Roma, oltre ad esser contento per le lacrime come fuochi di artificio dei lazziesi…!!!!!!!
    Scusate…
    To be continued. 🙂

  8. Domanda per Massimo: ci sono due articoli in homepage, uno dei quali afferma che Pallotta sta godendo come un riccio per gli introiti di quest’anno e il record di fatturato, l’altro che stamo co’ le pezze al culo come al solito…tutto ciò premesso, se l’anno prossimo vinciamo lo scudetto, chi preferisci che si spogli tra Cristiana Capotondi, la solita Ferilli o Jacopo?
    stavo a scherzà…la domanda è ovviamente su quale dei due articoli ritieni che si debba fare una opportuna riflessione (io una mezza idea già ce l’ho…purtroppo…)

    1. Guardate che ho un fisico eccezzzionale eh! Niente panza! Magari difetto un po’ in c…arisma, ma mica tifo Inda, non si può avere tutto.

      E comunque ero già pronto a girare nudo se vincevamo la Champions.

      1. Jacopo, nun te offende, ma qua ci piace il ca…risma……. il ca…lippo lo lasciamo volentieri ad altri…
        sei un bravo ragazzo, ma resta vestito, te prego 😉

      2. Tu pensa che se vincevamo la Champions avevamo uno Jacopo che girava in tondo sul GRA ininterrottamente per un mese col batacchio garrulo al vento!
        :-)))) scusa @Jac, anche se sei ancora in forma, io continuerei a preferire la Ferilli che, seppur stagionata e mezza rifatta, ancora m’arisurta un bel po’.
        Senza offesa eh!!! 😀
        PS: se l’anno prossimo vincemo, m’unisco anch’io… ma niente trenino eh!! 😀

      3. Jacopo, sarà pure d’annata come un vino invecchiato, ma il C…arisma di una Ferilli, o di una Jennifer Lopez,scusaci, ma si fa preferire….

  9. Allora…innanzitutto di nuovo ciao a tutti e grazie a Lee e a Fab70. Per rispondere a Jacopo e Fab…È difficilissimo rispondere qui, ma comunque non vi spaventate.

    L’articolo è fatto bene, ma dice solo che la ricapitalizzazione non ci darà un surplus di liquidità, ma servirà di fatto a ristabilire una situazione di pareggio di flusso finanziario , a parte ovviamente il debito bancario che rimane. Ma non falliamo mica, tranquilli.

    Se prendo 2000 € a dalla mia cassaforte (patrimonio netto), perche dovevo pagare l’affitto e vivere per un mese e non li ho, quando mi arriva lo stipendio che è di 2000 €, se rimetto 2000€ in cassaforte, mi ritroverò a zero. Comincia un altro mese. Un altro affitto. Ovviamente non ho più soldi. Ma se c’è chi me li presta, la cassaforte, poi al prossimo stipendio glieli rimetterò e si ricomincia. Poi facendo un prestito in banca di 1000 €, starò un po’ più tranquillo. Quando inizia,un altro mese mi faccio “prestare” i 2000 € dalla cassaforte e ne uso anche 500 dal prestito, ma pagandone 50 di rata. Poi arriva lo stipendio. Rimetto in cassaforte e ricomincio tutto per un altro mese. Dopo due mesi, avrò però finito i soldi del prestito. Quindi lo aumento di 500 euro. E ricomincio tutto con una rata un po più alto. Ora, il prestito bancario è una cosa, mentre chi mi presta i soldi è la mia cassaforte (patrimonio netto). Se prendo ogni mese dalla cassaforte più di quanto è il mio stipendio, alla fine si svuota e dovrò prendere i soldi che avevo “sotto il mattone” per riempirla di nuovo. Questa è una ricapitalizzazione. Ma noi secavete letto la comparazione con l’inter, siamo costretti a prendere tanti soldi dalla cassaforte. Ora, quanti soldi avrò dopo in cassaforte dipenderà da quanti soldi ho preso sotto il mattone.

    Sono anni che andiamo avanti così e se sei cazzuto a momenti vinci la Champions. Quindi…

    Allora…cerco di spiegare…..Gli americani quando hanno acquistato la società hanno acquistato tutti i beni della stessa. Il valore dei beni è stato convertito in azioni. Quel valore rappresenta inizialmente anche il cosiddetto patrimonio netto della società. Il patrimonio netto non è un’ entità fisica, ma è solo un valore. Se, al momento dell’acquisizione di una società i soci aggiungono del capitale extra, questo va ad aggiungersi al patrimonio netto. Quindi, se il capitale sociale dopo l’acquisizione è di 50 milioni (non so…50 milioni di azioni dal valore di un euro l’una), il patrimonio netto è anche di 50 milioni. Ma non è vera liquidità in senso stretto. È un valore di 50 milioni in azioni. Se si aggiunge del capitale liquido extra, tipo 10 milioni, si avrà un capitale sociale di 50 milioni e un patrimonio netto di 60 milioni. 50 milioni rappresentati dalla garanzia che dà il capitale sociale, 10 milioni di liquidita. Se, sempre al momento dell’acquisizione, si accolla alla società anche un debito bancario, per esempio 20 milioni, i soldi che ti presta la banca andranno anche in patrimonio, che però diventa da netto a lordo. Quindi patrimonio netto 60 milioni, di cui 10 di liquidità, patrimonio lordo 60 milioni/20 del prestito.

    Ora, la società comincia la sua attività. Nel primo esercizio finanziario, comincia ad avere dei costi. Anche il calciomercato rappresenta un costo. Comincia a prendere soldi dalla liquidità, se non bastano prende i soldi del prestito e se non bastano neanche quelli, offre a garanzia dei creditori il capitale sociale attraverso il patrimonio netto. Ovvero, Se hai esaurito i 10 milioni di liquidità, ed hai esaurito anche i 20 milioni del prestito, per far fronte alle altre spese, offri in garanzia il capitale sociale. Perchè rappresenta tutti i beni della società. Quindi, nel caso in cui a fine anno non riesci a pagare i creditori, potrai vendere in parte questi beni e ripagare i creditori. Ora se i costi nell’anno sono stati di 40 milioni, hai dovuto per forza usare sia i 10 di liquidità, più i venti del prestito, più una garanzia di 10 milioni data dalle azioni del capitale sociale. Il patrimonio netto così si riduce dai 60 milioni iniziali a 40 milioni e quello lordo a 40 milioni/20 del prestito, che hai già usato tutto. Poi avrai anche dei ricavi. Se i ricavi superano i costi, allora hai un utile. Quell’utile lo puoi destinare al patrimonio netto che si andrà così a ricostituire nella misura data dall’Utile. Se l’utile è stato di 10 milioni, allora il tuo nuovo patrimonio netto sarà di 50 milioni e quello lordo di 50 milioni/20 del prestito. Ma in quest’altalena, il capitale sociale rimarrà sempre di 50 milioni, fino a nuova ricapitalizzazione. Ora, se a fine anno hai per esempio azzerato tutto, liquidità, prestito e il resto del patrimonio netto per far fronte ai costi e i con i ricavi non sei riuscito a ripristinare tutta la liquidità più aggiungerne altra nella misura del patrimonio netto che hai impegnato, più tutti i soldi del prestito che avevi e che hai speso, allora ti ritroverai con un patrimonio netto e lordo minore di quello di quando hai costituito la società. Ma il valore del capitale sociale rimane in tatto. Ma ormai è un valore che non offre più le stesse garanzie iniziali. È il patrimonio netto che fa fede. Ora, ogni volta che cominci la stagione c’è tutto sto casino. Il patrimonio netto se va sotto di due terzi rispetto al capitale sociale devi per forza ricapitalizzare. Se prendiamo l’esempio di prima, ovvero capitale sociale iniziale 60 milioni e ti ritrovi con un patrimonio netto di 20 è come se non avessi più liquidità e devi ricapitalizzare per legge. Il patrimonio netto può però essere ancora usato e può andare anche sotto zero per un certo periodo di tempo. Il tempo tecnico di organizzare una ricapitalizzazione, ma i creditori li devi pagare e non hai più garanzie da offrirgli, quindi o metti soldi tu, proprietario, con versamenti a fondo perduto o li metti come anticipo della ricapitalizzazione. Contestualmente puoi anche aumentare il debito con la banca e metti i soldi che ti ha prestato la banca in patrimonio. Paghi i creditori, sia con i soldi del prestito sia con quelli anticipati per la ricapitalizzazione e vai avanti anche con i successivi esercizi annuali. Quindi fai anche il calciomercato a inizio anno.
    Poi devi, per legge ricapitalizzare. Mettiamo che il patrimonio netto è sotto di 100 milioni. Mettiamo anche che hai aumentato il debito bancario di 30 milioni e in più hai, con gli altri soci, anticipato per la futura ricapitalizzazione 50 milioni. Con quegli 80 milioni vai avanti con l’attività per un po’. Se poi ricapitalizzi per 180 milioni, la cifra vera che sarà versata in patrimonio netto sarà 130 milioni, perchè 50 li hai già messi e li hai anche usati. Quindi, il debito bancario rimane. Sarà quello che avevi prima più gli altri trenta di aumento. Quello è un debito bancario e non c’entra col patrimonio netto. Il patrimonio netto dopo la ricapitalizzazione sarà di 30 milioni. Se hai deciso di lasciare il nuovo capitale sociale in linea con il vecchio quindi 60 milioni, ora avrai solo 10 milioni di liquidità, in azioni tra l’altro, oltre il limite dei due terzi, da usare. Poi dovrai o ricapitalizzare di nuovo (quindi altri soldi tuoi e degli altri soci) o fare altro debito. Dopo questa ultima ricapitalizzazione la Roma si troverà più o meno in questa situazione. I numeri reali sono un po’ diversi dal mio esempio, ma non molto lontani nella sostanza. Allora si dovrà come minimo racimolare liquidità dalle cessioni, prima di investire. Ma da luglio, non a giugno, perchè il fpf quest’anno non ci ghigliottina. In realtà è molto più complesso di così. Ma ho cercato disperatamente di rendere l’idea.

    1. Eeeh, professore… non le dico, antani, come trazione per due anche se fosse supercazzola bitumata, ha lo scappellamento a destra 😉

      io Massimo lo ribattezzerei il Conte Mascetti…

      1. Amici miei…cerco di spiegarmi meglio allora ?

        Una società fa un mutuo e mette le rate in bilancio. Quello che conta però, come ho già detto, non è il bilancio ma sono i dare e avere con cui finanziariamente ti devi confrontare. Per adesso non teniamo conto di tutto quello che riguarda la parte amministrativa, ovvero strutture, stipendi degli impiegati, degli operai, i pullmann, le sedi i campi ecc.

        Prendiamo in esame solo la parte sportiva.

        Come ho gia detto, se oggi prendo 2 per la terza rata di Pjanic, ma devo dare 3 per la seconda di Schick, mi mancherà 1. E allora lo prendo dai soldi del prestito intanto. Oppure assottiglio il patrimonio netto. Poi devo dare 2 per la seconda rata di under. E anche qui li prendo dalle stesse fonti. Poi mi arriva 1 per la seconda rata di Palmieri ecc. Questi sono soldi che entrano, vanno per un attimo in patrimonio netto e poi escono. Sempre a ciclo continuo, non solo per un anno ma da un anno all’altro. Poi io ogni anno segnerò in bilancio contabile ognuna di queste operazioni, che si verifica in quell’anno, ma lo farò in maniera diversa da come sono in realtà, Perchè in bilancio si ammortizza, si spalma in maniera diversa. Ora, il bilancio per il fpf è una cosa, ma quello che conta sono i flussi. È ovvio che 100 milioni presi per la Champions in un anno sono importanti. Sono soldi che si inseriscono in questi flussi. Se questi flussi per te, azienda, sono sempre negativi e ti costringono ai contorsionismi per starci dietro, 100 milioni da immettervi dentro saranno importanti o no? E in oltre, la loro iscrizione a bilancio ti dà per quell’anno, sottolineo per quell’anno un pari. Significa che i flussi relativi a quell’anno si bilanciano. Ma i flussi, ripeto, sono a ciclo continuo. Vengono dagli anni precedenti e si irradiano in quelli successivi. La ricapitalizzazione serve per risistemarli (i flussi) quando i contorsionismi non bastano più. Se poi entrano anche contestualmente altri 100 milioni, meglio. Fino ad oggi sei sempre andato avanti così e non li hai mai avuti 100 milioni in un anno, qualcosa faranno no? Ho fatto la comparazione con l’inter per mettere in evidenza che loro possono permettersi anche di investire poco in percentuale nella rosa rispetto ai loro ricavi. Ma comunque riescono ad avere in termini assoluti una rosa più costosa di noi che spendiamo anche quello che non abbiamo per tenerla in piedi ogni anno. Il fatto è che noi abbiamo necessità di fare cosi, perchè se non puntiamo all’europa, a farci vedere con continuità ai quarti, in semifinale battendo qualche volta il barca o il real non abbiamo modo di crescere strutturalmente, fino a che non si farà lo stadio. Questo perché loro sfruttando il brand, i soldi li prendono dagli sponsor, anche se non raggiungono risultati di rilievo. Anche se Suning quest’estate non alza il costo della rosa e si ferma ai gironi di Champions, anche se in campionato arriva quinto, a fine anno avrà avuto comunque un bell’aumento di ricavi strutturali. Perchè l’inter è piena di sponsor che pagano bene già così e il solo fatto di farsi vedere in europa per qualche partita, farà lievitare i ricavi, Perchè gli sponsor cresceranno ancora. Oltre al fatto che prenderà già 30 milioni per la sola partecipazione e il ranking.

        Noi non abbiamo questa possibilità e per “conquistarcela” dobbiamo metterci in evidenza e bene soprattutto in Europa, per farci il nome…”er brand”. Quindi Pallotta spinge sui costi sportivi. Lo ha sempre fatto negli ultimi anni. In questo momento i nostri ricavi fissi sono pochi. Per fare una rosa costosa è chiaro che non puoi basarti su quelli. Se ti basi su quelli, puoi fare una rosa da 90 milioni lordi. A noi per competere in Europa ci serve minimo da 200. Significa “spingere”…e molto! E in Europa ci sono squadre da 400. Sono squadroni. L’inter una rosa da 200 milioni la fa anche solo con i ricavi fissi oggi. Quindi, per quanto riguarda la Roma, o li anticipi tu, proprietario, oppure li prendi da liquidità che non hai, che in parte sono a debito bancario dall’altro sono liquidità che poi dovrai “rifondere” con le ricapitalizzazioni, che sono sempre soldi tuoi. Se poi arrivi in semifinale di champions, come quest’anno, ti tornano. Ma noi solo quest’anno abbiamo raggiunto questo risultato. Ma abbiamo sempre investito tanto. Per cui gli altri anni gli investimenti non ci sono tornati….ed ecco i contorsionismi. Il fatto è che Pallotta non è disposto ad anticipare tutto o “rifondere” tutto dopo ogni volta, se non ci sono risultati in europa e quindi una parte di quegli investimenti li prende da Goldman in prestito. L’unico neo è che le rate di quel mutuo vanno in bilancio annuale e appesantiscono un po’ il rosso. Ma Suning fa lo stesso, sia chiaro. Nonostante tutto, quando fa la squadra ogni anno, se si basasse sui suoi alti ricavi strutturali potrebbe fare una squadra da 190 milioni lordi/annui. È già è tanto. Lui la fa da 250 milioni. I 60 milioni che mancano, oltre al trading in sede di calciomercato, li prende in prestito anche lui da Goldman. Ma non ha bisogno per adesso di “spingere” molto per fare una rosa con soldi che non ci sono. Inoltre lui una parte del debito lo mette come rate in bilancio inter, l’altra parte del debito già la vende sotto forma di bond per investimento e si paga le rate. I cinesi quando sentono “inda” si comprano pure i bond….e sono contenti! La strategia di Pallotta ora è costruire lo stadio. Quello, si, che darà una buona base di ricavi strutturali. Fino a quando l’inter, ma io dico l’inter, ma potrei dire anche Milan, non faranno il loro, può darsi che i nostri ricavi strutturali che lo stadio ci darà in termini anche di sponsorizzazioni, saranno uguali alle loro oggi. Magari nel frattempo ci facciamo anche un nome in europa. E perché no? E già avremmo, pre stadio, un aumento di ricavi strutturali. Poi la strategia di pallotta per il debito della Roma, è far confluire anche il quest’ultimo in quello che avrà Stadco, che farà lo stadio. Dopodiché io sono sicuro che anche lui una parte delle rate le metterà in bilancio a stadco, mentre l’altra parte del debito lo trasformerà in bond per il mercato. Ma quei bond saranno più appetibili quando saranno legati allo stadio, anziché oggi solo legati alla Roma.

      2. Chiarissimo, meriteresti un monumento.
        Questo post andrebbe scolpito su pietra perché so già come andrà a finire con i commenti di giornali e radiolari, scriverò poi diffusamente su questo.

      3. Massimo io che per questa materia sono piu’ duro di un sasso di fiume,questa volta ho capito,e la cosa mi preoccupa,non vorrei succedesse un cataclisma.
        Sara’ bene tornare alla normalita’ e non capirci niente.

      4. Fab…ahaha, le nebbie lisergiche..ahaha!

        Jacopo, grazie. E infatti siamo riusciti a scolpirlo anche su un sasso di fiume. Bravo Fabiano!

        Jacopo sono curioso delle tue anticipazioni sui “flussi radiolari”.

        Io invece ho intenzione di spiegare in seguito perchè la lazio è la Lazio, mentre la Roma è la ROMA. Si potrebbe pensare che sia solo una questione di bacino di utenza…di numero di tifosi. Non è così, o almeno non solo. Non è neanche un disegno divino o perchè… noi siamo la Roma! (e che vuol dire?), non è predestinazione, non è destino o fortuna. Ma in realtà dietro al fatto che, soprattutto dopo il cambio epocale del calcio all’inizio degli anni 2000, con l’entrata in borsa delle società, il trading esasperato per generare reddito ecc., la Roma sia rimasta la ROMA e la Lazio sia rimasta la Lazio c’è stata sempre la ferma volontà di qualcuno che lo ha fortemente voluto. Sensi, Pallotta ecc.

  10. Jacopo complimenti per il pagellone. D’accordo su quasi tutto tranne che per il Napoli a cui do un 6 striminzito dovuto solo ed esclusivamente ai 91 punti totalizzati. Campionato 8,5; Champions League 6; Europa League 4; Coppa Italia 5. Per gli addetti ai lavori la stagione del Napoli è stata trionfale, il che mi fa sorridere. I partenopei hanno disputato un campionato sicuramente ottimo ma ci sono delle considerazioni da fare secondo me. Il Napoli non nasce dal nulla e non è un miracolo calcistico o comunque una sorpresa. De Laurentiis è riuscito in modo brillante a far crescere rapidamente la squadra contestualmente ai ricavi. Risultato: squadra competitiva e bilancio in attivo. Bravo Aurelio sotto questo punto di vista…lasciamo perdere per il resto. Il Napoli competitivo nasce con Mazzarri, Benitez poi e Sarri ora. Quasi tutti i giocatori titolari sono presenti da 4-5 anni e la rosa attuale conta 28 giocatori. Quindi, ribadisco, il Napoli non è spuntato dal nulla e non è una sorpresa. Avendo i conti in attivo da tempo e relativamente bassi ricavi strutturali la società ha optato per il mantenimento di gran parte della rosa, il che è comunque un modo efficace per rimanere competitivo. Se inoltre consideriamo che negli ultimi 3 anni il Napoli (con una base già solida) ha giocato sempre allo stesso modo, con gli stessi giocatori (di livello) e principalmente una sola competizione, ecco che i 91 punti hanno una spiegazione logica e frutto di una dettagliata pianificazione e progettualità. Non c’è niente di inaspettato come poteva essere la Roma versione 2013/2014 e per questo mal digerisco tutti questi elogi per i partenopei. Reputo sicuramente più positivo il biennio di Benitez poiché caratterizzato da due trofei e dalla voglia di misurarsi in Europa. Ma per l’opinione comune Benitez è un totale incapace mentre Sarri un genio irreprensibile. Vabbè. Per me la loro resta una stagione e un triennio generalmente fallimentare perché non hanno vinto lo scudetto sebbene abbiano concentrato ogni singolo sforzo per raggiungere tale obiettivo. Svanito lo scudetto, cosa resta? Nulla. Non hanno costruito niente perché hanno mollato ogni altra competizione. Non sanno cosa significhi lottare veramente per la vittoria, non hanno una mentalità vincente e non stanno facendo nulla per costruirla. Sicuramente hanno espresso un gioco meraviglioso, innovativo e nessuno potrà mai dimenticarlo…ma nient’altro e non capisco tutta questa unanime estasi. Inoltre trovo ridicoli il loro atteggiamento e le loro dichiarazioni arroganti. Si credono i vincitori e negano, con tanto di sfottò, la vittoria della Juventus. Non riconoscono i loro demeriti e cercano continuamente scuse. Il Napoli incarna tutto ciò che non vorrei vedere nella Roma. Tutto ciò che è lontano da un progetto vincente. Per fortuna stiamo prendendo una strada diversa fatta di umiltà, concretezza, lavoro e voglia di migliorarsi in tutte le competizioni senza cercare scuse inutili. Magari sbaglierò, ma preferisco il pragmatismo all’estetica fine a sé stessa. Sempre forza Roma!

    1. Ciao Gianluca. Ho letto adesso più attentamente il tuo commento. Guarda….è perfetto. Almeno per me.

      La parte su De Laurentis è interessantissima. Anche la parte in cui dici che il fatto che la squadra gioca a memoria perché sono gli stessi da anni, derivi più da una necessità che da una strategia, perchè De Laurentis, potendosi e volendosi basare su ricavi strutturalmente bassi non abbia potuto/voluto forzare sui costi sportivi, è un’analisi per me perfetta. E infatti, come dici tu, è anche il motivo per cui non hanno debiti. Anche a me piace la gestione De Laurentis. Mi è sempre piaciuta. Investire in modo direttamente proporzionale alla crescita dei ricavi. È affascinante. Facile farlo come fa Suning, partendo da una base molto alta, sfruttando Il brand. Più difficile partendo dalla serie C. Adesso però devono dimostrare che anche dopo essere arrivati a certi livelli, questa strategia, paghi, che sia l’uovo di Colombo delle strategie gestionali. Devono dimostrare che sia vincente in Itala e all’estero. Altrimenti sarà una strategia bella, affascinante, ma limitata. Perché se non riesci a fare bene soprattutto in Europa oggi, la crescita ad un certo punto si ferma. Ciao

  11. Io piuttosto non capisco da dove mai può arrivare l’8 alla Roma.
    Con il parco giocatori che ha non raggiunge la sufficienza in campionato, in cui ha fatto nettamente peggio dello scorso anno e prende un bel 4 in coppa italia.
    Ha fatto un buon percorso in champions, ma a parer mio macchiato dalle trasferte a Barcellona e Liverpool, che denotano l’inesperienza dell’allenatore e la sua lentezza nell’intervenire a gara in corso.
    Inoltre siamo usciti in semifinale con una squadra ampiamente alla nostra portata.
    Io alla Roma assegno un 6 di incoraggiamento per il prossimo anno,
    sperando che Di Francesco abbia fatto tesoro dei suoi errori.
    E che Monchi performi un po’ meglio.
    L’unico a meritare 8 per me è Pallotta, che sta portando la società Roma, tra mille difficoltà, in una dimensione che noi fino ad ora non conoscevamo. A cominciare dalla probabile seconda fascia in Europa.

    1. A partire dal fatto che hai detto una marea di inesattezze, come il fatto che non abbiamo mai usufruito della seconda fascia, dove eravamo regolarmente nel periodo del primo spalletti/Ranieri. Poi il Liverpool alla nostra portata fattura il doppio di noi e si può permettere di comprare i nostri giocatori migliori (vedi salah). Potevamo batterlo e ci saremmo anche riusciti se non ci fossero stati interessi politici della UEFA. Difra poteva fare meglio? Ha improvvisato una difesa a 3 per batter un Barcellona che non ha perso nessuna partita in stagione se non Roma Barcellona stessa. In campionato si poteva fare di più ma abbiamo fatto il nostro, la rosa era meno forte dello scorso anno (magari lo sarà in prospettiva, ma ad oggi era più forte la Roma con Salah ecc), anche facendo 87 punti saremmo arrivati ugualmente terzi. In Coppa Italia l’unico vero errore del mister in questa stagione, partita da cui ha imparato a fare un turnover meno massiccio, dato che le riserve non sono all’altezza dei titolari. Sul fatto che debba migliorare a leggere le partite in corsa concordo, ma è giovane, migliorerà. Sono curioso di sapere che voto hai dato alla stagione 2016/17, dato che per te questa è appena sufficiente.

    2. Ciao giovanni, ovviamente sono punti di vista. Non mi sento di dire che il tuo sia sbagliato, primo perché non ho la verità in tasca, secondo perché, in un certo senso, l’ho pensata come te fino a poco fa.
      Il mio bravissimo professore di statistica, alla prima lezione universitaria, ci disse che con gli stessi numeri puoi fargli dire sia bianco che nero, e se vale per i numeri, che sono certi, figuriamoci per giudizi soggettivi.
      Provo a risponderti, più per intavolare una discussione.
      Capitolo rosa: la Roma ha giocato a lungo con la rosa dell’anno precedente senza Salah, Paredes e Rudiger. Non so se si possa dire che fosse più forte, considerato il solo innesto di Kolarov. Di certo non era una rosa attrezzata per competere su tre fronti. Impossibile quindi fare bene su tutti e tre. E se tra i tre si è buttata a mare la Coppa Italia, meglio.
      Le trasferte in Champions… fuori casa in Champions è dura. Anche andare a vincere a Baku col Qarabag. Reagire dopo un 5 a 0 e segnare due goal è sintomo di personalità, poiovviamente ci sono stati errori, ma confido che serviranno per crescere. Anche a Di Francesco, che pure ha già mostrato nel corso del campionato di saper prendere i correttivi giusti (la difesa a 3 contro il Barcellona, inventata da zero, è un piccolo capolavoro). Certo, in Coppa Italia ha fatto una corbelleria e lo ha riconosciuto lui stesso. Col Liverpool era un 50 e 50 per passare, ci ha detto male ma ce la siamo giocata: dice, però abbiamo perso. Vero, ma gli altri anni avremmo solo preso l’imbarcata, quest’anno abbiamo costretto tutti a dire che ci ha fermato l’arbitro.
      Sono moderatamente ottimista, comunque domani se vuoi dettaglio meglio nella seconda puntata de: Er Paggellone! Restate sintonizzati!

  12. @Massimo, che dire… grazie per lo sforzo di renderci digeribile la materia ma per me rimane sempre un po’ ostica, almeno di primo acchito: quindi, mi salvo il tuo post e poi me lo studio con calma nei prox gg, tanto ho qche gg di ferie e tengo allenata la mente senza usare la Settimana Enigmistica :-))))) ciao e grazie ancora, grande Max! 😉

  13. Ho visto che molti si sono preoccupati per l’articolo di Business insider, io ancora non ho capito di chi è lo zerbino questo foglio digitale che negli ultimi anni avrà sfornato almeno una dozzina di articoli sulla Roma Pallottiana, sempre con previsioni catastrofiche che non si sono mai avverate, in compenso non ha quasi mai dedicato grande attenzione in tema di finanza calcistica ai problemi di inter e Milan (un solo articolo sull’opacità della proprietà del Milan) e anche su altre situazioni finanziarie fuori il mondo calcistico ho notato che si batte il chiodo solo su certe società, mai su altre…la mia impressione è che la credibilità di questo giornale sia pari a quella di Antonio Conte prossimo Presidente del Consiglio.
    Perchè Antonio Conte sarà il prossimo premier giusto???
    AGGHIACCCCCIANDE!!!!!!!!!!!

    1. Ma quanta ignorantità! Sará un Conte, ma non Antonio, ma ce lo vedi Antonio Conte alla Presidenza del Consiglio! Ma dai ! Sarà…Paolo Conte. Il cantante. Cibù cibù bu! ? Ciao Anto!!