Ecco le dichiarazioni del Presidente della Federcalcio Italiana Giancalo Abete il giorno dopo la disfatta della Nazionale Azzurra:
 
“Il primo di Luglio sarà  presentato Prandelli. Il due ci sarà il consiglio federale per fare una riflessione su quanto successo. Dobbiamo analizzare tutto a freddo  per non far prevalere rabbia e sentimenti su quella che è la reale situazione. Non si può collegare tutto alla singola partita. C’è grande amarezza e ci dobbiamo assumere le nostre responsabilità. I rapporti rimarrano sempre ottimi con Lippi. Ci sarà sempre riconoscenza. La scelta di riprendere Lippi è stata mia e me ne assumo le responsabilità. Abbiamo grande voglia di ripartire ma c’è necessità di avere un ricambio generazionale. Non dobbiamo essere pessimisti ma realisti. La nostra under21 ha difficoltà per qualficarsi agli Europei e noi nel 2010 non abbiamo mai vinto, il momento non è positivo. C’è grande volontà ma anche grande preoccupazione per il futuro. I grandi Club non hanno grandi giocatori italiani e questo va a discapito della Nazionale”
 
La scelta di Prandelli evidenzia un cambio di stile rispetto a Lippi
Prandelli è stato scelto per il tasso di qualità molto elevato e per la sua grande esperienza.Ogn’uno poi ha il suo carattere e il suo stile. Prandelli ha firmato per quattro anni quindi l’obiettivo è a lungo termine finalizzato ai Mondiali del 2014.
 
Quando è suonato il campanello d’allarme ?
Era già da un pò che vedevamo le difficoltà sulla competitività della squadra. Mi aspetto le critiche ma non mi aspetto l’insulto perchè l’impegno c’è stato da parte di tutti. C’è anche un problema strutturale. Anche i club devono essere competitivi. C’è un problema di qualità non di quantità dei giocatori. C’è poca esperienza internazionale di alcuni giocatori. Bisogna fare alcune politiche per incentivare delle scelte
 
Dimissioni?
Assolutamente no. Il lavoro di un presidente non può essere legato ai risultati della squadra e di un allenatore che comunque era stato scelto con l’appoggio di tutto l’ambiente.

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