Il rilancio di Mourinho: “Roma, non ho paura. Solo Friedkin può mandarmi via”

Marco Guerriero
01/10/2023 - 7:25

Alla vigilia del match contro il Frosinone, mister Mourinho è pronto a ripartire: "Roma, non sono io il problema". E sul futuro...

Getty Images
Il rilancio di Mourinho: “Roma, non ho paura. Solo Friedkin può mandarmi via”

MOURINHO ROMA – Senza peli sulla lingua, come d’altronde ha sempre fatto nel corso della sua carriera. Alla vigilia della sfida contro il Frosinone, valida per la settima giornata di campionato, José Mourinho ha tenuto la conferenza stampa. Oggi alle 20:45 la Roma scende in campo all’Olimpico per affrontare la squadra dell’ex mister giallorosso Eusebio Di Francesco, reduce da due pareggi di fila e con una sola sconfitta all’attivo.

C’è una posizione in classifica da rialzare, con cinque punti e undici reti subite in sei partite. A tal proposito, lo Special One ha presentato il match davanti ai microfoni dei giornalisti. Si è trattato di una sorta di esegesi della crisi romanista e non solo. Dall’atteggiamento dei giocatori fino al dilemma del suo futuro, passando ancora una volta per la questione del calciomercato: il tecnico portoghese ha fornito un’analisi concreta sul momento della rosa.

Roma, Mourinho: “Ho dato la mia parola a giocatori e tifosi: resto qui e lotto ogni giorno”

Solo cinque domanda rivolte a José Mourinho in conferenza stampa. Come sottolinea La Gazzetta dello Sport, tutte le risposte sembrano essere legate da un unico filo rosso. “Non sono io il problema della Roma, non lo accetto”. E anche se non lo aggiunge il corollario è chiaro: io sono la soluzione. Tutto questo negli ultimi giorni, quando dall’ambiente giallorosso si alzano critiche al gioco proposto dallo Special One e arriva all’Olimpico un Frosinone che, a sorpresa, guarda dall’alto il club di Trigoria in classifica.

Il tecnico portoghese non si nasconde: “Vogliamo e dobbiamo vincere, senza cercare alibi”. E sul rinnovo aggiunge: “Non mi è stato proposto, ma a maggio sembrava un dramma se andavo via, così a Budapest. Ho detto alla squadra che sarei rimasto, e poi ho fatto lo stesso prima con i tifosi e poi col presidente Friedkin. Perciò sino al 30 giugno sarò qui a lottare ogni giorno. Solo una persona mi può dire che sia finito tutto prima, ed è Dan Friedkin, solo lui può dirmi di andare via”.

Mourinho evidenzia anche alcuni limiti della rosa, legati in parte agli accordi presi tra Roma e Uefa: “A causa del financial fair play, si dovevano prendere decisioni ma sai che sono rischiose. è una situazione che già conoscevo e poteva succedere. Per il resto, come difensore puro Ndicka non sarà mai come Ibanez, cioè un gladiatore, ma può crescere. Anche Cristante prima non era un genio con la palla, mentre ora è diventato fondamentale”.

Infine, un avviso rivolto a tutti, giocatori e non: “Mi aspetto di più da me stesso perché sono sempre molto esigente, però mi aspetto anche di più dai giocatori, Questi ragazzi sono miei amici, io sono amico loro. L’allenatore è un uomo solo nei momenti difficili, ma con loro non succede. Certo, a me piace nascondermi, qualche volta isolarmi, ma con i miei giocatori non mi sono mai sentito da solo”. In altre parole, per allentare la pressione, contro il Frosinone occorrerà solo vincere.

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