Interpreti di un calcio simile, concreto, vincente e attento alla fase difensiva. Mourinho e Allegri non si sono scontrati spesso in carriera ma non si sono mai piaciuti. Prima di Juventus-Roma, l’ultima volta risale a una doppia sfida di Champions, nella stagione 2018/19, tra Juventus e Manchester United. Nella fase a gironi le due squadre si ‘invertirono’ vincendo una volta ciascuno in casa dell’altra. L’ultima, a novembre, coincise col trionfo in rimonta di Mou allo Stadium a tempo scaduto, con tanto di sfottò verso i tifosi bianconeri che lo avevano bersagliato durante tutto il match.

Vecchie ruggini

Tuttavia, riporta La Gazzetta dello Sport, lo scontro più evidente risale agli anni in cui Mou era all’Inter e Max al Cagliari. Febbraio 2009: Mourinho definisce Allegri “buonista” e lui replica. Marzo: Mou parla di allenatori che non fanno la formazione e Max risponde duro. Eccolo: “Le sue dichiarazioni cadono nel patetico. Interessarsi degli altri allenatori è stato poco carino, è una mancanza di rispetto. Cellino non si intromette sulla formazione”. Un anno dopo, salgono i toni dello scontro. Allegri vince la panchina d’oro, scelto dai colleghi nonostante lo scudetto vinto da Mourinho al suo primo anno di Inter. Così, alla prima conferenza stampa interista, i giornalisti prendono accendino e fiammifero per provare a generare un falò. Scusi, Mourinho, che pensa di quelle frasi? E lui: “Sono rimasto colpito quando mi hanno dato l’Oscar del calcio assegnato dai giocatori. Se i giocatori hanno voluto me, gli allenatori possono votare un altro: mi sembra una cosa normale“.

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