19 Novembre 2015

Morandi: “Roma? Può vincere lo scudetto. Pallone d’oro a Totti? Ne avrebbe meritati due!”

NOTIZIE AS ROMA – Con la ripresa del campionato che è ormai alle porte, ad attendere la Roma ci sarà la difficile sfida al Bologna di Donadoni. Il cantante tifosissimo rossoblu, Gianni Morandi, ha voluto allora dire la sua sul match del Dall’Ara di sabato. Ecco le sue dichiarazioni rilasciate a RomaTV: 

Tu sei Bologna…
Io sono molto legato alla mia città anche se ho vissuto trent’anni a Roma e tutto il mio lavoro è nato lì. Ricordo perfino che negli anni di Serie B e Serie C del Bologna, ho seguito molto i giallorossi di Viola e Falcao. Ho visto tutte le partite della Coppa dei Campioni ed ero allo stadio la sera della finale. Sono tifoso del Bologna ma se penso a come uscimmo dallo stadio, in silenzio, ancora mi fa effetto pensarci. 

Bologna-Roma è un derby in famiglia…
Non so se mio figlio verrà a Bologna per seguire la Roma: è un tifoso vero. 

Tu hai fondato la nazionale cantanti…
Pensavamo di essere dei calciatori veri ed all’inizio ci credevamo, tra cui Barbarossa che era bravo e romanista. Allo Stadio Olimpico, nella prima partita del cuore, ci fu una specie di record di presenze allo stadio con circa 3000 persone che rimasero fuori dall’impianto. 

Bologna-Roma…
Ma proprio adesso doveva arrivare la Roma? Dopo due vittorie serviva una partita più tranquilla per prendere coraggio. Quest’anno i giallorossi puntano al titolo e forse ce la possono fare, anche se con la Juve non si sa mai. 

Sulla Roma?
E’ una squadra fortissima. Ho conosciuto Garcia e abbiamo parlato un po’ di calcio: ha portato delle novità. Gervinho è un calciatore che mi sorprende sempre, poi avete preso Salah…Mi piacerebbe vedere la Roma al completo al Dall’Ara. Mi piace anche Pjanic, con quel modo di calciare che ha. Dzeko è straordinario: fa quasi reparto da solo, sa difendere il pallone ed è molto intelligente. Io spero anche di rivedere presto il capitano. 

Totti?
Doveva vincere un paio di Palloni d’oro. Lo sono andato a trovare quando ebbe un infortunio grave qualche anno fa ed abbiamo anche collaborato per una partita del cuore. Qui a Bologna ha sempre fatto stra bene. 

Cosa rappresenta per te il Bologna?
Io sono un tifosissimo fin da quando ero ragazzino. Insieme a Lucio Dalla andavamo a vedere il “Bologna che tremare il mondo fa”. Vinse lo scudetto del 64. Cinque anni fa ci fu un momento in cui la società sembrava dovesse fallire ed un imprenditore bolognese cercò di metterci tutti insieme per salvare la squadra: ero anche diventato presidente onorario. Ero molto vicino alla squadra ma non è stato facile: abbiamo fatto tutto ciò che era possibile. A capo della dirigenza nuova c’è una persona che si muove molto bene e crede nel progetto. Contro la Roma partiamo sfavoriti ma nel calcio non vince sempre il più forte. 

I social…
Prima per fare una telefonata bisognava avere sempre la tasca piena di gettoni: è cambiato proprio il mondo. Con iil pubblico dei social ho sempre comunicato in maniera normale. 

Io sono un tifoso che rispetta molto l’avversario e i valori che si vedono in campo. 

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