Monza-Roma, l’analisi tattica: i giallorossi hanno gradualmente dominato il match chiudendolo in 60′

Redazione RN
03/03/2024 - 9:29

Getty Images
Monza-Roma, l’analisi tattica: i giallorossi hanno gradualmente dominato il match chiudendolo in 60′

MONZA ROMA ANALISI TATTICA – Rinata e definitivamente rigenerata, la Roma si coccola Daniele De Rossi che a sua volta dimostra grande rispetto per il lavoro della precedente gestione e uso della stessa per integrare le proprie idee e fare ricorso ad accorgimenti su tale vissuto. Una dimostrazione sono i cambi di modulo in corso di gara. La trasferta trabocchetto a casa di Galliani è un ritorno trionfale ai 3 punti e la Zona Champions è ora sempre più vicina.

Moduli e sviluppi di gioco

Si torna al 4-3-2-1 in casa De Rossi dopo la parentesi 3-5-2 per agevolare il rientro graduale di Smalling. Mancini e N’dicka davanti a Svilar, Kristensen e Angelino terzini. In mezzo Paredes detta i tempi, con Pellegrini e Cristante mezzali propositive a supporto dell’azione offensiva delle due punte esterne a piede invertito,Dybala ed El Shaarawy ,ai lati di Lukaku. Il Monza arioso di Palladini è un 4-2-3-1 incastrato sulla Roma, con Caldirola e Pablo Mari davanti a DI Gregorio, Birindelli e Andrea Carboni terzini e la coppia Gagliardini/Bondo in mediana. Vertice alto di tale mediana si sistema Pessina che lavora sotto punta, Djuric,mentre in ampiezza ci sono Colpani e Dani Mota a piede invertito.

Primo tempo dal graduale dominio della gara

In una gara spezzettata, soprattutto inizialmente per via degli infortuni occorsi a Ndicka e Gagliardini, il Monza inizia la gara giocando sulla Roma con marcature in mezzo al campo. Pessina, Gagliardini, Bondo con Paredes, Pellegrini, Cristante, attende e riparte con transizioni e recupero palla con due linee serrate e ripartenza veloce sulle due punte esterne. Quando prendono campo gli uomini di Palladino lavorano molto con le catene esterne, dove la punta esterna riceve assistenza del terzino. I brianzoli gestiscono il possesso sollecitando molto il retropassaggio di scarico, specie su Di Gregorio. Colpani a piede invertito contro Angelino concede il primo sussulto con Djuric che coglie il palo e proprio lo spagnolo, andando a prendere alto il giovane mancino dei brianzoli, libera uno spazio alle sue spalle che viene attaccato dalla sovrapposizione di Birindelli, aspetto tattico che rappresenta l’unica criticità in fase difensiva del primo tempo della Roma. In seguito Gagliardini non ce la fa, entra V. Carboni con Pessina che si abbassa in mediana così come Kristensen per Celik(che entra a freddo e si ritrova quasi migliore in campo al fischio finale). Di contro c’è Roma matura, con scaglionamento e circolazione paziente quando prende campo, smarcamento tra le linee e traccianti verticali che raggiungono Lukaku. Sponde e con un uno/due mortifero trova il doppio vantaggio con Pellegrini, poi proprio con il belga assistito da Dybala sull’out opposto a sinistra rispetto alle abitudini in un fluttuare per non dare riferimenti. Al fischio finale del primo tempo la Roma colleziona doppio vantaggio e un gol annullato per centimetri.

Ripresa con la gara chiusa dopo poco più di un’ora

Si riparte con De Rossi che conferma i primi 11, mentre Palladino passa al 3-4-3, con Colpani che fa spazio a Kyriakopoulos che si sistema braccetto di sinistra con i quinti molto offensivi per atteggiamento e V. Carboni e Dani Mota punte esterne sempre a piede invertito. L’inizio sembra dare ragione al tecnico di casa, supremazia territoriale e possesso palla con il corridoio di Angelino ancora deficitario dove Birindelli banchetta sullo spagnolo e Djuric che grazia i giallorossi. De Rossi provvede, passando al 3-5-2 con Smalling e Bove per Angelino e Pellegrini. Tre centrali quindi, con El Shaarawy che va quinto a sinistra. La Roma rimette il naso fuori per la prima volta nel secondo tempo sulla punizione conquistata da Cristante. C’è Dybala che chiude la gara, in un ora di gara pratica evasa con Roma anche cinica adesso. Maldini per Dani Mota è l’ulteriore carta offensiva di Palladino a cui seguirà Akpa-Akpro e Donati per Djuric e Caldirola. Baldanzi fa rifiatare Dybala e Hujisen rileva Mancini che ha un problema fisico. Poco proprio Hujsen guadagna un calcio di rigore con Paredes che fa 4a0 (figlio anche dell’apprezzamento dei vertici A.I.A per l’avvicendamento di Mourinho da parte della Società) e si finisce con l eurogol di Carboni che rende meno pesante il passivo per i suoi.

Maurizio Rafaiani

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  1. A parte l’analisi tattica il discorso è pure questo da fare , nel primo gol annullato per fuorigioco microscopico che nessuno poi ha visto realmente, ci fosse stato Mourinho avrebbe fatto il diavolo a quattro si sarebbe fatto espellere, la squadra innervosita, dietro a Mourinho fuori anche qualche calciatore e partita persa.
    De Rossi invece dimostra di essere un Buddista, non protesta mai contro le decisioni arbitrali mantiene sempre la calma orientale, la squadra continua a giocare la partita si vince.
    De Rossi dimostra di conoscere bene la psicologia e la sa usare, tanto contro le decisioni arbitrali non si può fare niente, ma più uno si mette contro gli arbitri, più loro si mettono contro di te.
    Concetto basico, che a molti però sfugge

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