Monza-Roma, l’analisi tattica: gara bloccata ed emozioni minime. Prosegue l’emergenza giallorossa

Redazione RN
04/05/2023 - 6:57

La Roma torna fuori dalla corsa Champions, dopo un discreto periodo in cui sembrava sempre più alla portata l'obiettivo principale di campionato

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Monza-Roma, l’analisi tattica: gara bloccata ed emozioni minime. Prosegue l’emergenza giallorossa

MONZA ROMA ANALISI TATTICA – La Roma torna fuori dalla corsa Champions, dopo un discreto periodo in cui sembrava sempre più alla portata l’obiettivo principale di campionato. Un altro pari e un altro infortunio (stavolta El Shaarawy) per i giallorossi in questo fine stagione pesante, dove si sono venuti  ad accumulare contemporaneamente infortuni traumatici e gare dalle recriminazioni sempre evidenti, che stanno finendo per pesare in maniera inesorabile sull’esito finale.

MODULI E SVILUPPI DI GIOCO

Prosegue l’emergenza in casa Roma, con Mourinho che davanti a Rui Patricio opta per Cristante al centro, con Mancini e Ibanez braccetti e con i quinti Celik e Zalewski. In mediana Bove e Pellegrini, con Solbakken ed El Shaarawy a sostegno di Abraham. Palladino va a specchio, con Izzo, Pablo Mari e Caldirola davanti a Di Gregorio e Ciurria e Carlos Augusto quinti di centrocampo. Pessina e Rovella dettano i tempi, mentre i guizzanti Colpani e Caprari agiscono alle spalle di Dany Mota.

PRIMO TEMPO A BASSO RITMO,E POCO SPETTACOLARE 

Il primo quarto di gara trova il Monza nella metacampo della Roma, già dopo neanche un giro di lancette, con un tocco troppo leggero di Celik che avvia una ripartenza che Dani Mota conclude su Rui Patricio. I brianzoli sono molto aggressivi, scalano alti sui riferimenti avversari, con Pessina e Rovella che attenzionano Pellegrini e Bove e il palleggio della Roma, così come la sua uscita dal basso risultano  asfissiati e problematici, non è un caso che ogni possibilità di sfruttare il fondamentale che predilige si materializzi nella consueta pericolosità sugli sviluppi di palle inattive.

Ibanez marca forte e va a prendere subito Colpani disinnescandolo sistematicamente, lasciando solo qualche spazio e tempo di gioco in più alla corsa di Ciurria, che lo infastidisce non poco. La Roma si affida alla qualità di Pellegrini, che quando riesce a lavorare adeguatamente il pallone trova raccordo con Abraham, non sempre supportato da Solbakken che vive una gara troppo isolato dagli sviluppi di gioco della squadra ma utile nelle disposizioni e compiti della prima fase di non possesso.

Il Monza accentua molto la costruzione dal basso e i rischi annessi e connessi di tale atteggiamento si vedono quando a metà tempo i giallorossi trovano le coordinate del pressing ultra-offensivo, e sfruttando con El Shaarawy un’esitazione di Di Gregorio si portano in vantaggio. Il Monza ha una reazione immediata, con Dani Mota sempre vivace e sposta nuovamente baricentro e supremazia nella metacampo giallorossa, ma trova il pari solo sugli sviluppi di una palla inattiva, con Caldirola che elude la marcatura diretta sorprendendo Rui Patricio da posizione defilata e quando da li a poco sopraggiunge l’intervallo una gara molto bloccata si consegna alla cronaca con emozioni minime, e l’impressione che difficilmente possa prendere quota.

RIPRESA IN SOLUZIONE DI CONTINUITÀ CON IL PRIMO TEMPO, MA PIÙ VELOCE 

Si riparte con Birindelli al posto di Colpani e con la stessa inerzia dei primi 45 minuti di gioco, anche se é sempre il Monza a provarci e la Roma ad attendere l’attimo propizio per colpire sporco. Per Mourinho è tempo di cambi al 60′, con la corsa di Camara e Spinazzola per Sollbakken e Zalewski, con Pellegrini che si sposta a cucire dietro Abraham ed El Shaarawy, a cui risponde Palladino con  Machin e Valoti per Rovella e Caprari.

Le squadre si allungano, capovolgimenti e transizioni frequenti che non vengono mai lette nella maniera corretta nelle scelte finali da entrambe le parti, portano la gara sui binari della corsa che viene costantemente sollecitata, con i giallorossi che sempre molto generosi nel portare tutto in campo finiscono per perdere l’ennesima pedina, è la volta di El Shaarawy (ennesimo flessore), col giovane Volpato al suo posto; ed è necessario, di li a poco, anche l’avvicendamento di uno stanco Bove con Tahirovic col quale una Roma stanca entra nei minuti finali dove trova l’ennesimo episodio avverso, questa volta sotto forma di espulsione per la seconda ammonizione comminata a Celik da un Chiffi stigmatizzato a fine gara da un Mourinho tutt’altro che conciliante nei suoi confronti.

La Roma chiude dunque la gara perdendo complessivamente nei 90 minuti altre due pedine in vista di un altro spareggio Champions (sabato arriva l’Inter all’Olimpico) e con la prima semifinale alle porte ma unitamente alla gara odierna, se non altro, quando non puoi vincere è importante almeno non perdere…

Maurizio Rafaiani

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