21 Novembre 2022

Montella: “Mourinho bravissimo a ricreare la magia. Mi piacciono i Friedkin, non proclami ma fatti”

Le dichiarazioni dell'ex attaccante giallorosso

L’ex attaccante della Roma Vincenzo Montella ha rilasciato un’intervista a Il Corriere dello Sport e ha parlato della stagione dei giallorossi, della gestione Friedkin e dei momenti passati a Trigoria da calciatore e da allenatore. Di seguito uno stralcio delle sue dichiarazioni:

Il rimpianto da allenatore è stato quello di non essere tornato ad allenare la Roma quando era a un passo?
“Ero molto più orgoglioso di adesso, alla fine ho capito con gli anni che anche quando ti dicono che sei stato scelto, fai solo parte di un casting.”

Roma è rimasta la sua casa, i bambini crescono qui.
“Si sentono romani, sono nati e cresciuti a Roma, non c’è altra possibilità. Anche la femminuccia è tifosissima giallorossa.”

La Roma la segue da lontano. Non è una stagione facile.
“Ha avuto infortuni di giocatori importanti, Dybala, lo stesso Spinazzola, è normale che fatichi. L’argentino sposta gli equilibri, quando non ce l’hai è un problema. Mio nipote va sempre allo stadio e mi manda i video dall’Olimpico. Mi sembra che si sia ricreata una magia tra pubblico e squadra e questo è un merito grandissimo dell’allenatore. La proprietà americana mi piace molto. Parlano poco, programmano, cercano di fare il meglio. Non proclami, ma fatti.”

Lo scudetto del 2001 resta tra i ricordi più belli da giocatore.
“Sicuramente, come i quattro gol al derby, anche se quei momenti non li ho vissuti come li avrei vissuti adesso. Anche gli anni alla Sampdoria li ricordo volentieri, essere arrivato a giocare in serie A e restarci. In azzurro peccato per quella finale persa con la Francia all’Europeo del 2000. Anche quello è un momento da raccontare ai figli.”

C’è un giovane nella sua squadra che consiglierebbe alla Roma?
“Yunus Akgun è un attaccante interessante, anche se ora sta vivendo un periodo poco felice.”

Da molto manca all’Olimpico.
“Ho portato i miei figli allo stadio quando c’era ancora Fonseca. È sempre un’emozione fortissima. La Roma ti rimane dentro, ho trascorso dieci anni lì, è inevitabile.”

Anche De Rossi ha intrapreso la carriera di allenatore.
“Le stimmate le ha sicuramente. Dovrà essere bravo a spogliarsi dalla mentalità di giocatore. Gli auguro il meglio.”

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