6 Aprile 2022

Mkhitaryan prova a bissare la scintilla anche nel gelo nordico. Ma Haikin non ha paura

BODO ROMA HAIKIN MKHITARYAN – C’eravamo tanto amati. O forse, non così tanto. Perché la sconfitta ai gironi con il Bodo per 6-1 non solo è stato un capitolo oscuro della storia della Roma, ma ha minato le certezze giallorosse per parte della stagione, e ha quasi compromesso la qualificazione alla fase successiva della coppa. Ora, però, la squadra di Mourinho sembra essersi rimessa in sesto, e fa della Conference League un obiettivo concreto. C’è quindi da superare questo ostacolo, e un successo nel doppio confronto avrebbe una doppia valenza: assicurerebbe la semifinale del torneo, e sarebbe un’ottima iniezione di benzina dal punto di vista emotivo. Mourinho conta allora sulle sue certezze, perché a questo punto non c’è più spazio per gli esperimenti, non si può più commettere errori. E allora tocca a Mkhitaryan, che, ultimamente, non sbaglia una partita. L’armeno mette nel mirino la porta di Nikita Haikin.

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Roma, Henrikh Mkhiataryan

Domani, nel gelo di Bodo, sarà necessaria una scintilla. Una che possa alimentare il fuoco che serve ai giallorossi per riprendersi tutto ciò che è andato perso nel match dei gironi. E quella scintilla può portare il nome di Mkhitaryan. L’armeno è rivitalizzato, muove i fili del centrocampo e della trequarti con destrezza e fantasia, e dà un tocco di imprevedibilità alla manovra capitolina. Proprio lui ha risolto la gara contro la Samp, con un gol cinico, d’esperienza, ma in Conference League è ancora a secco nelle sue 5 presenze. Fino ad ora, in coppa l’ex Arsenal si è limitato infatti a far girare i compagni e a lavorare per la squadra: 86,6% di precisione nei passaggi, tre tiri, 14 palloni recuperati e 5 intercettati. Lui che non era partito titolare ad ottobre, ma subentrato solamente nella ripresa, senza riuscire ad invertire la tendenza di quella che era diventata una partita pesante come un macigno. Tuttavia, il suo stato di forma oggi è diverso, il 77 ha trovato nuova linfa, e viene spesso elogiato da Mourinho, che per lui si è esposto in prima persona in merito all’imminente scadenza di contratto: “Voglio che resti, tutti lo vogliamo. Si troverà un modo”. Perché Mou sa che alla sua Roma servono le scintille di Henrikh, già a partire da domani. La missione ‘Omkamp’ (rivincita, ndr), sta per iniziare.

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Bodo Glimt, Nikita Haikin

“Il nostro DNA è sempre lo stesso dei gironi, possiamo vincere”, non batte ciglio il portiere del Bodo Glimt, Nikita Haikin, in un’intervista rilasciata di recente. Il fatto di aver perso giocatori come Bothein (che ha segnato tre gol in due gare alla Roma) e Berg non sembra destare alcuna preoccupazione. Il 26enne nei due confronti precedenti ha incassato 3 gol, ma ha visto i compagni realizzarne 8 in totale. E non si scompone neppure di fronte all’indiscussa sete di rivincita da parte degli attaccanti giallorossi: “Non presto attenzione a chi schiera Mourinho, non temo nessuno in particolare”. Per l’estremo difensore numero 12 sono 9 le presenze in CL quest’anno, con 18 parate effettuate (2 in media a partita), 9 reti e 2 clean sheet, nessuno di questi contro la Roma. È inevitabile che anche per i norvegesi la mente vaghi all’impresa compiuta mesi prima, una partita che “resterà nella storia”, a detta di Nikita. Ma Haikin è conscio anche del fatto che avrà di fronte un’altra squadra, non solo revisionata dal punto di vista della formazione, ma con giocatori che hanno ingranato la marcia, proprio come Miki, tutti a caccia di seconde occasioni dopo la nota gara da incubo. E le seconde chance esistono eccome, scriveva Dylan Thomas, e si chiamano domani.

M.Teresa Tonazzi

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