22 Ottobre 2009

Mirko e quell´urlo **per far male al Fulham

Gazzetta dello Sport – Mirko vorrebbe esse­re così leggero da volare. Vor­rebbe almeno avere l’agilità di un pugile, di quelli che saltella­no da una corda all’altra e poi con un balzo sono al centro del ring e colpiscono. Se conosces­se la storia di Mohammed Ali, ecco Mirko stasera vorrebbe es­sere proprio come lui, vorreb­be «volare come una farfalla e pungere come un’ape», e man­dare al tappeto il Fulham.Aspettiamolo Ma Mirko ha an­cora le gambe pesanti. «Quan­to vorrei stare bene, potermi al­lenare regolarmente, senza questi continui problemi fisi­ci», ripete da quando l’astinen­za dal gol (uno solo, al princi­pio, poi più nulla in tre mesi) è diventato un problema da trat­tare anche con la psicanalisi. «È un peso per me…». E più ci pensa e meno gli viene. È come uno scrittore alla continua ma vana ricerca dell’ispirazione. Ecco allora che il conforto di chi gli sta vicino può alleggerir­gli l’anima, in attesa che pure le gambe ricomincino a girare. «Vucinic è un grande giocato­re, bersagliato dai problemi fi­sici — racconta Ranieri —. A Milano ha fatto un grande sa­crificio a scendere in campo, ora non possiamo chiedergli di più, ma presto rivedremo il ve­ro Mirko. Intanto, però, non vi­va l’astinenza dal gol come uno stress». Se possibile, non ci pensi. Oppure pensi al fatto che dopo Totti è il romanista più prolifico in Europa, 9 reti (al pari di Baptista).
Pazienza La Roma non vince in Inghilterra dal 2001. Negli 8 in­contri giocati da allora ha in­cassato un pari e 7 k.o., segnan­do due gol, l’ultimo di De Rossi e una data indimenticabile (10 aprile 2007, Manchester-Ro­ma 7-1). Ora, orfani di Totti, con Vucinic mezzo e mezzo, Okaka derubato e triste, Me­nez atteso alla conferma, ci si potrebbe affidare anche alla ri­trovata (?) forma di Baptista: «Mi sento molto meglio — assi­cura —, avrei bisogno di gioca­re per testare il mio stato di for­ma ». Che poi l’appuntamento è tanto importante da richiede­re il contributo di tutti. Doni: «Sto bene, sono pronto a blin­dare la porta». Perrotta: «Dare­mo il massimo e dimentichere­mo l’amarezza di San Siro». Perfino Cicinho: «Ma quando arriva il mio turno?».

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