27 Giugno 2015

Minacce degli ultrà a De Rossi: “Ora veniamo sotto casa tua”

RASSEGNA STAMPA – “Ti veniamo a prendere sotto casa!”. “Vi prego, sotto casa no!”. Queste le minacce rivolte a Daniele De Rossi dopo l’incontro Roma-Fiorentina, poi, di fronte al pm, negate sia da Totti che da De Rossi. Una «negazione» scrive il pm Eugenio Albamonte “frutto del fondato timore di subire ritorsioni” anche nei confronti dei “familiari conviventi”. La storia, scrive La Repubblica (R. Cappelli/L. D’Albergo), è tutta ricostruita nella richiesta di arresto della procura per quattro tifosi — Roberto Calfapietra, Manuel Monteleone, Raniero Galanti, Pietro Ciaramitaro — di cui tre legati a Casapound, della curva sud dell’Olimpico.

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5 commenti

  1. phil ha detto:

    ultrà maledetti. dimmi se questo è calcio

  2. Massimo ha detto:

    Spero arrivi Ibraimovic solo per vedere chi va ad aspettarlo sotto casa

  3. Argail ha detto:

    Possibile che un paese “ancora” civilizzato non riesca o non voglia punire certa gentaccia che va allo stadio solo per sfogare i propri stupidi problemi? gente che ha passato mezza vita in galera e continua a girare libera…… uno stato italiano vergognoso pieno di corrotti giustamente ha un certo interesse a farli liberare visto che il lavoro sporco lo fanno questi tipi per loro….

  4. Fefer ha detto:

    Non mi stupisce, da tempo ormai a comandare in Curva sono dei fascistelli (o fascistoni), e tutti gli altri o se ne stanno zitti, oppure li sostengono perché “solo aaa maja, ridatece ooo stemma”. La Curva oggi è all’80% divisa tra pecoroni e fascistelli, il restante 20 subisce in silenzio. Perciò, c’è chi si stupisce? ha vissuto su Marte fino ad oggi. La Curva, la parte sana, dovrebbe isolare e cacciare questi soggetti, invece li fanno diventare eroi e simboli. Speriamo che con lo stadio nostro si riescano a tenere fuori questi imbecilli.

  5. gae ha detto:

    Lo dico da tempo che la Curva è ostaggio di pluripregiudicati.
    Eppure quando un signore arrivato dagli States per primo ha avuto lucidità e coraggio di definirli per quel che sono, in troppi ad attaccarlo e schierarsi di fatto con i pluripregiudicati.Pecoroni quelli che in Curva subiscono in silenzio, ma non è facile fare gli eroi quando lo Stato non ti tutela. Stendiamo poi un velo pietoso sui troppi pecoroni, se non peggio, annidati nei media romani, soprattutto radiofonici, che non ci hanno pensato un minuto solo sopra su con chi schierarsi. Un esercito di falliti che campa parlando – per lo più a vanvera – di Roma e che non saprebbe fare nien’altro nella vita.