Milan-Roma, l’analisi tattica: giallorossi senza incisività contro i “pratici” rossoneri

Redazione RN
15/01/2024 - 9:12

L'analisi a livello tattico del match di San Siro tra i rossoneri e i giallorossi valida per la 20^ giornata di Serie A

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Milan-Roma, l’analisi tattica: giallorossi senza incisività contro i “pratici” rossoneri

MILAN ROMA ANALISI TATTICA – Cinque punti nelle ultime sei gare e nono posto in campionato, numeri impietosi che fotografano un andamento imbarazzante quanto disarmante nel constatare puntualmente l’inadeguatezza nel gestire i momenti in cui diventa fondamentale se non riesci a vincere quantomeno a non perdere, ma nel resoconto impietoso l’incredibile quanto assurda verità. Il quarto posto è a soli cinque punti e la Roma possiede quantomeno il potenziale tecnico per risollevarsi, mentre quello mentale non è dato a sapersi.

Moduli e sviluppi di gioco

Senza Dybala la scelta del compagno da affiancare a Lukaku per Mourinho cade su El Shaarawy, mentre tra i pali c’è l’esordio in campionato per Svilar.  Kristensen, Mancini e Llorente terzetto difensivo. Celik e Spinazzola quinti di centrocampo, dove in mezzo c’è Paredes che fa il play, con Cristante e Bove mezzali a sostegno dell’azione offensiva. Per Pioli ci sono Maignan tra i pali con Calabria ed Hernandez esterni, Gabbia e Kjaer la coppia di centrali difensiva. In mediana ci sono Adli e Reijnders con il terzetto offensivo, alle spalle di Giroud, formato da Loftus-Cheek sottopunta con Leao e Pulisic punte esterne.

Primo tempo veloce, ma poco incisivo per entrambe

La Roma parte forte, con 10 minuti di supremazia territoriale, possesso palla e uno scalare in avanti sul quale il Milan non rischia e non di scompone più di tanto nonostante Bove e Cristante sorprendano con i movimenti ad entrare sia Adli che Reijnders poco attenti e propensi ad assorbirne i movimenti. È evidente come la gara si decida sulle corsie esterne con le catene contrapposte e i duelli Spinazzola/Calabria a sinistra e Celik-Christensen contro Leao-Hernandez a sinistra. Il paradosso è che appena il Milan mette il naso fuori è centralmente che trova una circolazione sulla quale la Roma perde le distanze, si schiaccia troppo dentro all’area. Paredes e le mezzali non filtrano, consentendo ad Adli di aprire lo spazio centrale e superare Svilar nonostante difesa schierata. Il gol regala vantaggi ai rossoneri, che con Loftus-Cheek su Paredes gestiscono il riferimento, con la Roma che reagisce prontamente ma esercitando una pressione e gestione sterile del possesso con la difficoltà evidente di trovare Lukaku, troppo isolato davanti, con El Shaarawy che dovrebbe muoverglisi più vicino. Il Milan difende compatto e ordinato con due linee molto compatte e vicine e riparte negli spazi con transizioni veloci sulla velocità degli esterni. Ci vogliono 30 minuti per portare il primo pericolo alla porta di Maignan e la fine del primo tempo arriva pronta per ripartire dopo avere riordinato le idee

Ripresa decisa da un Milan pratico e concreto a fronte di una Roma senza spessore

Si riparte con Pellegrini che rileva Mancini (ammonito e in condizioni imperfette note), con Cristante che scala al centro della difesa e con un baricentro troppo basso. Appare evidente come se ci schiaccia ancora si finisce per portarsi dentro area il Milan, dove Giroud è pericoloso e, dopo una serie di palloni persi in uscita, arriva il raddoppio proprio con Giroud che raccoglie una sponda di Kjaer a conclusione di un forcing martellante. In meno di un’ora e col minimo sforzo, il Milan ha la pratica Roma evasa. Belotti per El Shaarawy è la prima mossa per tentare di recuperare. Pellegrini conquista un calcio di rigore di speranza (segna Paredes) e illusione. Dopo un isolamento durato un’ora i giallorossi riescono a raccordarsi con Lukaku e a creare qualche situazione pericolosa, perché il Milan si abbassa e punta sul possesso palla per conservare e consolidare il risultato. Appena i giallorossi si scoprono prendendo campo il Milan colpisce negli spazi con una combinazione Giroud/Hernandez. Le sostituzioni finali nell’ultimo quarto di gara sono solo per il tabellino, in una gara poco spettacolare dalle scarne indicazioni tattiche ma dagli indizi di una paurosa inerzia non facile da sovvertire.

Maurizio Rafaiani

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  1. Ma non le vedete le distanze abnormi tra i giocatori e i buchi in ogni zona del campo? L’organizzazione tattica della squadra è livello scapoli-ammogliati.

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