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SENTI CHI PARLA ALLE RADIO – La rubrica di Romanews.eu “Senti chi parla… alle radio” è lo spazio quotidiano in cui potete leggere i commenti sul mondo Roma di speaker e opinionisti protagonisti dell’etere romano raccolti dalla nostra Redazione.

Umberto Calcagno a Radio Rai Uno: “L’emergenza Coronavirus rischia di creare grossi danni al calcio italiano. Per questo si sta discutendo molto ultimamente sul taglio degli stipendi dei giocatori. A tal proposito è intervenuto il vicepresidente dell’Associazione italiana calciatori Umberto Calcagno, che a Radio Rai Uno ha dichiarato: “Quella della Lega di Serie A non era una proposta, anche perché formalmente la Lega non può formularla, era un comunicato che nell’ultimo inciso ha spiegato bene che le contrattazioni vanno fatte a livello di singolo. Il comunicato tra l’altro è arrivato in un momento in cui le squadre stavano già ragionando coi propri calciatori. Rispetto a qualche giorno fa mi pare che stia prevalendo il buonsenso, ed i ragionamenti mi sembra che siano ricominciati senza dover fare operazioni muscolari che in questo momento non giovano a nessuno”.

Giorgio Perinetti a Radio Musica Television: “Più che quelle portate a termine, si ricordano i colpi mancati. Una volta stavo per portare Mancini alla Roma di Eriksson che poi non si è concretizzato, stessa cosa per Cannavaro alla Roma. Ho favorito la cessione di Ancelotti dalla Roma al Milan, inizialmente sembrava un affare ma poi è esploso ed è stato uno dei punti di riferimento del Milan di Sacchi. Ce ne sono tante che ricordo, e le trattative sono sempre uniche, ma lo spirito che ci deve incoraggiare è che la migliore operazione sarà la prossima”.

Federico Nisii a Tele Radio Stereo: “Pastore dice spesso ultimamente di essere pronto a dare tutto per la maglia della Roma. Spero tanto che sia vero. Trovo bellissima l’iniziativa della Curva Sud, che per onorare Fabio il Roscio ha deciso di donare generi alimentari ai più bisognosi. Gli ultras della Roma sono sempre vicini alla propria città, soprattutto nei momenti di difficoltà come questo. L’augurio è quello di poter tornare gradualmente alla normalità dopo Pasqua”.

Arturo Diaconale a Radiosei: “In quarantena scrivo quotidianamente per il mio giornale, ma anche il taccuino che è diventato praticamente bisettimanale. C’è uno schieramento incentrato su un conformismo fondato sui pregiudizi anti-Lazio, che mi spingono a fare una voce fuori dal coro. Tutti i media si muovono all’unisono per criticare la Lazio e il presidente Lotito. Qualsiasi cosa si faccia i tifosi della Lazio sono brutti e cattivi, pregiudizio totalmente ingiustificato, contro cui io combatto da tempo. Lo stesso nei confronti di Lotito. È vero che io sono il suo portavoce, ma spesso esprimo il mio giudizio, che ovviamente è in linea anche con quello della società. Cerco di fare i suoi interessi, la Lazio ha 120 anni e merita più rispetto. Non ripresa degli allenamenti sconfitta per la Lazio? Sconfitta per noi? No. La posizione della Lazio è stata sempre a favore della ripresa del campionato, fatta in sicurezza, e il fatto che probabilmente si riparta è una vittoria. Proprio nel giorno in cui Conte ha stabilito a dopo il 3 maggio un’eventuale ripresa, tutti hanno detto che gli allenamenti ripartiranno il 4 maggio. L’impressione è che ci sia stato un po’ di favoritismo. Mi riferisco ai giocatori all’estero, che avranno la possibilità di rientrare e riprendere gli allenamenti come i giocatori della Lazio. Però con una differenza, quelli biancocelesti sono rimasti a casa, dal Portogallo invece ho visto delle splendide immagini di Ronaldo che si allenava in un bel campo di calcio. Loro si sono allenati tranquillamente all’estero, noi non abbiamo potuto. Ma secondo me hanno fatto bene, degli atleti professionisti debbono necessariamente tenere in attività il fisico. Diciamo che gli altri sono però stati un po’ più avvantaggiati. Ora non voglio però fare ulteriore polemica”.

Nando Orsi a Radio Radio Mattino: “Io non avrei dato il via libera per gli allenamenti, perché siamo ancora in una situazione di forte rischio. Il problema più che allenarsi è tornare a giocare: non è matematico che con tre settimane si ricominci a giocare, perché non si sa che può succedere. Se un giocatori è positivo che si fa?”.

Roberto Pruzzo a Radio Radio Mattino: “Nel calcio ci dovrebbe essere già una certezza su un piano per ripartire. Tra l’altro ho capito che siano pochi i club in grado di garantire determinate cose sulla sicurezza. E mi risulta che gli arbitri non siano così convinti di ributtarsi nella mischia così facilmente. Io programmerei già da adesso una linea che mi permetterà prima di ripartire e poi di giocare”.

Sandro Sabatini a Radio Radio Mattino: “Dire ‘Preparatevi’ in maniera generica non sta bene. Devono esserci dei riferimenti temporali”.

Franco Melli a Radio Radio Mattino: “Se tutti gli sport vanno in una direzione (la sospensione, ndr) e il calcio e in un’altra, non può essere che si sta sbagliando nel calcio? Stanno chiudendo tutti, qualche dubbio mi viene”.

Furio Focolari a Radio Radio Mattino: “Gli altri sport non hanno niente a che vedere con il calcio, siamo su mondi diversi. La Serie A è ferma fino al 3 maggio, quindi di cosa parliamo? Perché deve decidere già adesso di smettere? Dopo il tre maggio vedremo che succederà”.

6 Commenti

  1. L’unica cosa sensata da fare sarebbe quella di cancellare la stagione e ripartire con la prossima (come fanno il 99% degli altri sport/campionati), sempre ci siano le condizioni per farlo in estate.
    L’unica cosa che blocca questa decisione è il dio denaro… chi farà la prima mossa? Si esporrà sicuramente a possibilità di ricorso o causa… a meno di un gentlement agreement. Cosa impossibile visto i loschi individui che popolano il mondo del calcio. Amen!

  2. Ma Focolari rilegge quello che scrive??? Il calcio si deve fermare come TUTTI GLI ALTRI SPORT!! ma se durante una pseudo partita anche UN SOLO giocatore risultasse positivo al coronavirus, che si fa????? Meditate gente …meditate…

  3. La ripresa del campionato sarebbe immorale e dannosa Per tutto l’ambiente sportivo…… solo discuterne è una Vergogna.
    In questo momento così buio è difficile i calciatori dovrebbero percepire uno stipendio consono alla mera sopravvivenza dando la possibilità alle loro aziende (club) che li strapagano nella normalità di poter sopravvivere.

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