22 Luglio 2022

Matic: “Voglio dare stabilità in campo con la mia esperienza. Mourinho un motivatore, ha fame di vittorie”

Il centrocampista della Roma si racconta in un'intervista al Messaggero

Il centrocampista giallorosso Nemanja Matic è stato intervistato da Il Messaggero e tra i diversi temi ha parlato degli obiettivi della Roma e del nuovo arrivato Paulo Dybala. Di seguito uno stralcio delle sue dichiarazioni:

“Dybala è un ragazzo che porterà quella qualità extra che sarà necessaria per ottenere dei risultati in futuro. Ho giocato contro di lui e so quanto può essere pericoloso. È il profilo giusto per noi.”

Non ha avuto remore a lasciargli la maglia numero 21?

“No, figuriamoci. Me lo aveva già accennato la società. Poi quando è arrivato qui me lo ha chiesto lui e gli ho detto che non c’erano problemi. La maglia numero 8 è quasi un inedito per me: l’ho presa una volta soltanto in nazionale.”

Lei ha giocato con tantissimi campioni. Dybala le ricorda qualcuno in particolare?

Paulo è un trequartista vecchia maniera che può giocare anche da seconda punta. Un profilo che nel calcio moderno figura sempre meno. Se devo proprio fare un nome, dico Mata al massimo dello splendore. Per intenderci quello che vinse da protagonista il Mondiale e l’Europeo con la Spagna. Sono quei calciatori che riempiono gli stadi e con un tocco risolvono la partita.

Matic invece cosa può regalare alla Roma?

“Con la mia esperienza posso portare stabilità in campo e aiutare i giovani e il gruppo a migliorare.”

Quale deve essere l’obiettivo stagionale?

“Difficile dirlo oggi dove saremo a maggio. Pensiamo ad una partita alla volta, quindi alla Salernitana, senza proclami. Poi vedremo.”

Cosa ha di speciale, di magico questo allenatore al quale basta alzare il telefono e convincere lei, Dybala, Abraham ma in passato anche gente del calibro di Eto’o e Sneijder?

“Ha semplicemente qualcosa in più. Mou ti motiva, ti sprona perché è lui il primo ad avere fame di vittorie. Penso di conoscerlo abbastanza bene e posso assicurare di non averlo mai visto soddisfatto. O meglio, lo può essere dopo un match vinto, dopo un trofeo conquistato ma 5 minuti dopo è lì che già pensa al domani. E questo suo modo di essere ti affascina.”

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