ROMA INTER MATERAZZI – Domani ci sarà Roma-Inter. Un match fondamentale per la classifica giallorossa ma soprattutto un tuffo nel passato per Josè Mourinho. Lo Special One ha vissuto due tra le sue migliori annate sulla panchina nerazzurra vincendo anche lo storico “Triplete” del 2010. Uno dei pilastri di quella squadra è stato sicuramente Marco Materazzi. Storico è l’abbraccio tra il difensore Campione del Mondo 2006 e il tecnico portoghese al termine della finale del Santiago Bernabeu. Ecco un estratto delle sue parole rilasciate alla Gazzetta dello Sport.

Marco Materazzi e il suo ricordo di Mourinho in vista di Roma-Inter

Marco Materazzi, un altro Roma-Inter con Mourinho di mezzo: che cosa le torna alla mente? 
“La finale di Coppa Italia 2010: José si infuriò perché prima della partita suonarono l’inno della Roma: erano loro in casa, non poteva farci niente, ma era quello il suo particolare modo di spronarci. Nessuno sa giocare sulla psicologia come lui e poi aveva costruito una squadra che era più forte di tutte le avversità.”

Ma a Roma c’è ancora quel Mourinho là? 
“Lui è lo stesso di sempre, per me non è cambiato. Adesso è in una piazza diversa, non facile ma stimolante: è come se fosse un “reset” nella carriera ed è chiaro che, al di là di questa partita in cui siamo avversari, tutti facciamo e faremo sempre un po’ di tifo per lui.”

Ma cosa ci sarà nel cuore di Mou prima di questa sfida? 
“Nel suo cuore c’è giustamente solo la Roma: è un dipendente del club, un professionista, e vorrà vincere. Proverà quello che provano tutti gli interisti: amore e ricordi fino al fischio iniziale, poi sarà battaglia.”

Come finirà per lei? 
“Non me ne voglia nessuno, ma tra le due rose c’è una certa differenza. L’Inter è più profonda e adesso ha trovato una fisionomia definitiva. E sin dall’inizio pensavo che senza quattro o cinque innesti importanti per la Roma sarebbe stata molto dura, a prescindere da chi siede in panchina.”

Un ricordo “mourinhiano” che le nasce prima della partita? 
“Giochiamo contro la Lazio, proprio tre giorni prima di quella finale di Coppa Italia contro la Roma. La partita è in controllo e io sono in panchina, poi José si girà e mi dice queste testuali parole: “Ti va di giocare dall’inizio mercoledì?”. Così, dal nulla: chi altro l’avrebbe detto in quel momento? Mi spiazzò, ma mi fece molto felice. Questo racconta molto del rapporto che riusciva ad avere con i suoi giocatori”