Maspero: “Con il Torino la Roma deve fare la partita, c’è un giocatore a cui non rinuncerei mai”

Teresa Tonazzi
25/02/2024 - 19:46

Getty Images
Maspero: “Con il Torino la Roma deve fare la partita, c’è un giocatore a cui non rinuncerei mai”

ROMA TORINO INTERVISTA MASPERO – Riccardo Maspero, allenatore ed ex centrocampista tra le altre anche del Torino, è intervenuto ai microfoni di TeleRadioStereo alla vigilia della partita tra i granata e la Roma in programma all’Olimpico.

L’intervista

1.      Da allenatore, che partita sarà Roma-Torino?
“Mi piace questa Roma di De Rossi. Lui è un ragazzo che merita, che ha la Roma nel cuore e che evidentemente sta riuscendo a trasmettere ai giocatori la sua voglia di lottare e di vincere. Questa Roma, poi, gioca bene ed è bella, gioca a pallone e si propone in avanti. Il Torino, in questo momento, probabilmente ha la classifica che si merita, il decimo posto: Juric sta facendo molto bene ma la rosa granata non è qualitativamente o tecnicamente competitiva nel confronto con le big. Il Torino è comunque una squadra fastidiosa, la Roma deve essere brava a colpire le lacune avversarie”.
 
2.      Come si riesce a dare equilibrio con la difesa a quattro pur proponendo un gioco offensivo?
“La fase difensiva deve essere posta in essere in modo collettivo. Per i giocatori che ha la Roma, però, probabilmente è più difficile: non puoi chiedere a Lukaku o Dybala, per caratteristiche, di ripiegare in difesa. Quando porti gli attaccanti lontano dalla porta vuol dire che poi sprecano energie per andare avanti e devono anche rimanere lucidi in area di rigore. Il collettivo deve riuscire a difendere bene, questo è quello che deve trovare la Roma”.
 
3.      Quali sono i punti deboli del Torino?
“Il Torino è una squadra inesperta che commette delle ingenuità che, ad alti livelli, ti castigano. Contro la Lazio il Torino mi è piaciuto, stava giocando bene, poi ai primi errori ha preso gol. Rimontare, poi, diventa difficile, nonostante il Torino spinga tanto in avanti e Juric costruisca il gioco in quel determinato modo”.
 
4.      E, invece, quali sono i punti di forza della squadra granata?
“L’aggressività, sicuramente. La Roma deve essere preparata a contenere l’aggressività del Torino, se vuole fare punti non deve subire. La Roma deve andare a fare la partita, deve attaccare, avendo lo stesso atteggiamento del Torino, aggredendo senza paura e senza subire troppo. De Rossi ha detto che va dimenticato l’entusiasmo della partita contro il Feyenoord, se la Roma rimanesse ferma al successo europeo a quel punto il Torino potrebbe approfittarne aggredendo fin da subito. La Roma deve essere pronta, a livello mentale, a subire l’aggressività dei granata, senza rischiare di andare sotto perché una squadra anche di bassa classifica, che il Torino non è, se aggredisce può sempre far male”.
 
5.      Le piace Baldanzi?
“E’ arrivato a Roma dall’Empoli, questo passaggio è tutta un’altra cosa. Le pressioni e le responsabilità cambiano, o giochi al posto di Dybala o al posto di Pellegrini che sono giocatori importanti. Sicuramente Baldanzi è un ottimo giocatore, non gli si deve mettere pressione perché sta facendo il suo percorso di crescita. Nel più breve tempo possibile, forse anche con qualche errore, deve crescere. Fisicamente magari no, direi più a livello di attenzione: ha lo spunto, la qualità che serve. Giocare più volte alla settimana, cosa che non faceva a Empoli, sicuramente lo aiuterà a crescere. Sono step necessari per la carriera di un calciatore. Il giocatore che secondo me sta progredendo maggiormente con De Rossi, oltre a Pellegrini, è El Shaarawy”.
 
6.      E’ vero che El Shaarawy è in grado di dare equilibrio alla squadra e questo ruolo può essere ricoperto da Zalewski?
“Assolutamente sì, la differenza è che El Shaarawy ha più esperienza di Zalewski. Zalewski si deve auto-convincere del fatto che possa ricoprire quel ruolo con quei compiti, poi sarà tutto più semplice. Se riesci ad avere qualità, gamba e forza sugli esterni riesci anche a fare i risultati. Giocando a tre soprattutto, questi elementi sono ancora più importanti. El Shaarawy ha interpretato al meglio la Roma di questo momento”.
 
7.      Come si deve comportare un fantasista come Dybala in questa Roma?
“Spesso viene chiuso per vie centrali, quindi si allarga sull’esterno per poi dialogare con Lukaku o Pellegrini. Giocare tra le linee è difficile, ci sono difficoltà nell’andare a trovarsi gli spazi. Dybala, però, ha le qualità per farlo e lo ha dimostrato. Le valutazioni di campo, poi, spettano a De Rossi, che sicuramente riesce a capire come far dialogare al meglio Dybala con Pellegrini e Lukaku. Non rinuncerei mai, comunque, a El Shaarawy. Sono valutazioni che vanno fatte partita per partita, giocando più volte in una settimana la Roma deve avere la forza di variare anche in base all’avversario che affronta. Contro l’Inter la Roma ha giocato 60 minuti a livello stratosferico, poi però si è spenta la luce e i neroazzurri hanno fatto cambi importanti, di un altro livello rispetto a quelli della Roma se non altro per qualità”.

8.      Lei è stato rigorista: che cosa si prova nel battere un rigore in una sfida a eliminazione diretta?
“Non dimenticherò mai i rigori segnati ma neanche quelli sbagliati, come accaduto a Roma ai tempi del Lecce. Ero stato tutta la settimana a studiare Consel, che poi è stato sostituito da Chimenti e me lo ha parato. Eravamo andati in vantaggio, poi abbiamo perso 2-1. Nelle sfide a eliminazione diretta devi solamente pensare a dove tirare, isolandoti da tutto il resto e senza pensare troppo perché altrimenti sbaglieresti. Ovviamente dipende da come uno è abituato a calciare i rigori, io quando arrivavo sul dischetto dopo aver guardato il portiere decidevo dove tirare e basta, preferibilmente forte. Nell’anglo-italiano, contro il Derby County, ho preso una rincorsa lunga, dalla lunetta, per prendere meglio le misure della porta: ma avevo già deciso dove tirare”.
 
9.      Quanto è importante la tecnica e quanto ha influito la mancanza di tecnica nel “medioevo” del calcio italiano?
“Vale più di tutto. Prima dell’allenamento si faceva muretto, proprio per affinare la tecnica. In una delle mie esperienze da allenatore tra i professionisti mettevo i giocatori a giocare con la rete dei portieri, quella che usano per fare i rinvii, e si divertivano. Da allenatore puoi lavorare quanto vuoi sulle idee di gioco, puoi anche costruire basso ma la tecnica è e resta sempre la base perché se poi il terzino ti sbaglia lo stop poi rischi di prendere gol. La palla deve girare velocemente, sempre con lo stesso piede, e questi esercizi servono proprio per la tecnica”.

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