NOTIZIE AS ROMA – Il centrocampista brasiliano Marquinho, in gol nell’ultimo match contro l’Atalanta, parla ai microfoni di Roma Channel. Ecco le sue dichiarazioni al noto canale tematico:

Sei l’uomo del momento, come stai vivendo questa situazione?
“Il sentimento è perfetto. Sei mesi senza fare un lavoro così, ora era il momento giusto. E’ arrivato Andreazzoli, che mi vuole bene, e così era giusto fare questo lavoro al 100%. Lui mi ha detto tante cose, mi ha dato tante motivazioni e l’unica cosa che potevo fare era di entrare in campo e fare il meglio”.

Quindi appena arrivato il mister ti ha subito parlato dell’importanza che avresti avuto nella squadra?
“Sì ma non l’ha detto solo a me ma tutti i giocatori. A me ha detto che sono un buon giocatore, che posso giocare in diverse posizioni, che ho una testa buona e che mi vuole bene. Mi ha dato un po’ di motivazioni che avevo perso”.

Ieri Andreazzoli ha detto di reputarti un giocatore molto forte, ti ha fatto piacere?
“Tanto. E’ una brava persona, mi piace tantissimo. Anche l’anno scorso, appena arrivato, quando c’era Luis Enrique lui mi trattava bene, come facevano tutti. Lui parla così, anche con Zeman era così”.

La differenza tattica tra Andreazzoli e Zeman?
“Per Zeman i giocatori devono adattarsi al suo gioco, Andreazzoli invece si adatta ai giocatori e fa bene”.

Quanti ruoli hai fatto bella Roma?
“Tre, quattro. Non è facile ma se ci si deve adattare lo si fa. Ho giocato anche con terzino, che è un ruolo completamente diverso dal centrocampista offensivo che sono. Se serve però non c’è problema”.

Nel 3-4-2-1 ti trovi bene dietro alla punta?
“Sì. Preferico solitamente arrivare da dietro, così posso vedere tutto il campo e i miei compagni per aiutare ma giocare più vicino alla porta è meglio perché si possono fare più gol”.

Rientrare e tirare col sinistro è la tua specialità?
“E’ meglio calciare da quella parte, facendo un dribbling a rientrare per tirare in porta. E’ più facile. A fine allenamento provo sempre i tiri assieme a Rodrigo (Taddei ndr) e altri. Così in partita si può fare sempre molto meglio”.

A gennaio stavi per andare via. Cos’era successo?
“Non sono mai stato 6-7 mesi senza giocare da titolare. La panchina va bene, è una motivazione in più per fare meglio ma nella mia testa io credevo di avere poche opportunità e per questo volevo trovare una squadra dove poter giocare di più. Il calcio è così poi può cambiare tutto da un giorno e l’altro e sto qui”.

C’era il Gremio su di te?
“Sì, poi anche altre 3-4 squadre”.

Ti piace vivere la città?
“Qui è uno spettacolo tutto”.

Il tuo rapporto con i tifosi?
“E’ bellissimo. Anche quando esci da qui con l’auto vedi il loro grande affetto che è una motivazione in più. Anche quando andavo nei ristoranti o a fare shopping trovi ho incontrato mota gente che mi chiedeva di rimanere. Così è bello, si vede che la gente è molto attaccata alla squadra”.

Esci molto con i brasiliani…
“Quando sono arrivato qua c’era Rodrigo. Stava sempre con me, mi portava per i ristoranti, mi faceva vedere tutto, noi brasiliani siamo così perché assieme siamo i più forti di tutti”.

Questo gruppo può essere vincente?…
“Noi brasiliano facciamo qualche volta un po’ di casino, siamo sempre felici, allegri, divertenti e proviamo a fare il meglio per tutti. Abbiamo fatto un bel lavoro ed è da un mese che siamo così assieme con un obiettivo, davvero. C’è un obiettivo, quello di vincere, di arrivare al terzo posto”.

La Roma può arrivare terza?
“Penso di sì. Domenica è difficile ma se vinciamo possiamo veramente crederci”.

Stai vivendo bene questo momento?
“Sì, sono cambiate molte cose. Zeman parlava poco, in campo non si poteva parlare e questo mi dava fastidio perché io sono sempre così, parlo e sono comunicativo”.

Andreazzoli parla molto?
“Parla tanto per dare una direzione a tutti. Noi pure parliamo di più tra noi, chiamare un giocatore per fare di più o per fare semplicemente i complimenti”.

Il Genoa è un avversario duro…
“E’ la gara più difficile ora. Loro sono come noi, ne vincevamo una e perdevano l’altra. Quando fai una serie di vittorie è difficile poi fermarsi. Dobbiamo continuare a vincere, abbiamo questo obiettivo”.

La Roma dovrà tornare in Europa…
“Sì, con questa squadra non si può giocare solo in campionato”.

Dodò?
“E’ un giocatore incredibile, ha un futuro bellissimo e deve lavorare per questo”.

Marquinhos?
“E’ l’uomo del momento. Non lo conoscevo prima, è molto più giovane di me, ma ho trovato una brava persona, un bravo ragazzo. La sua famiglia è uno spettacolo, è meraviglioso. Ha umiltà, ha tutto”.

Cosa ti piace fare fuori dal campo?
“Mi piacciono le macchine. In Brasile è più difficile, c’è traffico, ci sono buche grosse per la strada. Sto sempre con la mia famiglia, mia moglie, il mio cane. Chiamo gli amici per stare con loro. Parlo con tutti, anche con italiani, con Lobont anche se non capisco niente, con Torosidis anche se non capisco nulla. Sto imparando un po’ di greco, io sono così. Sono felice così”.

Coppa Italia?
“Prima bisogna pensare all’Inter ma è impossibile non pensare all’eventuale finale contro la Lazio. E’ un pensiero che sta sempre in testa ma è bello il derby. Tutta la città che si muove, in città se ne parla per una settimana ed è molto bello”.

Più emozionante il primo gol con il Novara o quello con l’Inter di quest’anno?
“Quello contro il Novara. Per me era un sogno arrivare in una grande in Europa. Arrivare qui, giocare da titolare e segnare è incredibile. Mio papà, mia madre e mia moglie stavano guardando la partita ed era la gara perfetta per segnare per me”.

Totti domenica potrebbe diventare il secondo goleador di tutti i tempi in Italia. Gli darete o una mano o tanto lui farà da solo?
“Tutte e due le cose. Ha una grande storia qui, è un esempio come giocatore, ha fatto tantissimo. Ha una qualità incredibile, dà un grande esempio”.

 

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