CONFERENZA STAMPA – Le parole di Luis Enrique, in conferenza allo Stadio Olimpico, prima del match d’esordio in Champions League contro la Roma. Queste le sue dichiarazioni, riportate fedelmente parola per parola:

Il Trofeo Gamper?
“Non è un riferimento, non c’era l’intensità delle partite ufficiali. Poi la Roma ha acquistato nuovi giocatori importanti, non abbiamo preparato il match in funzione di quell’amichevole”.

E’ un emozione speciale per lei tornare qui a Roma?
“Torno con qualche anno in più, è un processo normale, di crescita per un allenatore. Torno a Roma di cui mantengo solo ricordi positivi, è stato un campionato difficile. Me l’aspettavo. Per me sarà una partita speciale, ma ora inizia la Champions”.

Dzeko, Salah, Digne, la Roma è cambiata molto dal Gamper.
“Mi aspetto una Roma simile a quella vista contro la Juve, che pressa e che crea occasioni da gol”.

Luis Enrique

Il Barcellona può avere la possibilità di essere la prima squadra a vincere due Champions
“Non è una pressione aggiuntiva in alcun modo, anzi, è una motivazione aggiuntiva anche per questa sfida. Nessuna squadra ci è riuscita, lo sappiamo, ma non è assolutamente una pressione”.

E’ d’accordo sul fatto che la partita del Calderon sia la squadra da seguire?
“Anche a Bilbao abbiamo giocato bene, la gara del Calderon anche per il nome dell’avversario è stata particolarmente sottolineata. Noi allenatori cerchiamo di ripeterci coi risultati, cerchiamo di essere migliori dell’avversario, davanti vorranno farci male, è una sfida interessante”.

Rispetto alla gara del Gamper la Roma ha fatto quattro acquisti, che Roma si aspetta?
“Una Roma simile a quella vista contro la Juventus, che pressa, che tiene palla e che crea palle gol”.

Vede nella Roma qualcosa di quello che poteva essere e non è stato con lei?
“Ci sono solo quattro calciatori che erano con me, è impossibile che rimanga qualcosa. E’ passato tantissimo tempo. Questa è la squadra di Rudi Garcia”.

Messi è il miglior giocatore che ha allenato?
“Sì. Questa era facile”.

Prima del calcio d’inizio della Liga aveva detto che il Barcellona sarebbe stato favorito in qualità di campione in carica, vale anche per la Champions?
“Sì, ma bisogna dimostrare in campo che è sempre difficile. Ci sono 32 squadre che lottano tutte per la vittoria. Quando inizia un torneo mi piace avere il rispetto dovuto ai campioni in carica, siamo i favoriti”.

Hanno chiesto a Jordi Alba un commento riguardo Messi e Ronaldo, sottoscrive il suo pensiero?
“Non si tratta di sottoscrivere l’opinione, se volete ve la ribadisco: sinceramente ritengo Messi non solo il migliore giocatore del mondo, ma della storia”.

Quanto le è costato dimettersi da allenatore della Roma? Deve a qualcuno quanto accaduto quell’anno?
“Non incolpo nessuno anche perché è stata una decisione mia, non ricordo neanche bene tutti i dettagli, la vita va avanti, sono passati diversi anni. Mantengo un ricordo positivo”.

Nei giorni scorsi c’è stata una polemica riguardante gli arbitraggi, il presidente parla anche dello spogliatoio?
“Mi concentro sulla partita di domani, tutte le polemiche che ruotano intorno al club, sempre al centro di commenti e strumentalizzazioni, le lascio perdere. Preparo la partita di domani, non entro nel merito delle polemiche”.

L’inizio di stagione del Barcellona è stato difficile, è un vantaggio?
“Difficile dirlo in questo momento, è un dato di fatto che il calendario sia difficile, ne avrei preferito uno più accessibile. E’ un dato di fatto che da metà agosto siamo impegnati in sfide difficili”.

Il Barcellona è realmente favorito?
“Ognuno ha il suo pensiero, contro qualsiasi avversario noi pensiamo di fare bene le cose sul piano difensivo e offensivo. Una cosa è parlare di favoriti, un’altra è quello che si fa in campo. Dobbiamo giocare ogni gara al massimo livello”:

Si sarebbe aspettato di tornare qui a petto in fuori in uno stadio, in una città in cui le cose non erano andate bene al 100%?
“Non è questo il mio stile, quello che mi interessa è migliorare e godere della carriera di allenatore. Sono contento di essere tornato qui, con un club che mi ha trattato in modo meraviglioso. Non mi piace pensare a come sarebbero andate le cose, ribadisco quello che ho detto, è la verità e quello che penso”.

(fine)